Crypto.com chiede la licenza di banca fiduciaria nazionale all’OCC: cosa cambia per i detentori di criptovalute

Crypto.com ha presentato istanza al U.S. Office of the Comptroller of the Currency (OCC) per ottenere una charter di national trust bank, passo che l’azienda descrive come finalizzato ad ampliare i servizi di custodia di criptovalute sotto vigilanza federale rivolti principalmente a clientela istituzionale.

Nell’annuncio, l’exchange ha presentato la domanda come un’estensione della sua strategia regolamentata e incentrata sulla sicurezza per grandi clienti — tra cui sponsor di ETF, società e consulenti — con focus su servizi fiduciari legati alla custodia e allo staking su più blockchain.

Dettagli della richiesta e funzione di una national trust bank

L’azienda non ha indicato una tempistica per la revisione della domanda e ha precisato che la richiesta non modifica l’attività di Crypto.com Custody Trust Company, trust non depositario chartered nel New Hampshire che già opera come qualified custodian per istituzioni. Una national trust bank è una banca nazionale a scopo limitato, vigilata dall’OCC per l’esercizio di poteri fiduciari: può offrire servizi di custodia, custodia sicura e altri servizi fiduciari su scala nazionale, ma non è una banca commerciale a servizio completo e non raccoglie depositi coperti dall’FDIC né concede prestiti tradizionali.

Il quadro normativo dell’OCC contempla la possibilità di autorizzare banche che limitano l’attività a funzioni fiduciari ai sensi del 12 U.S.C. § 27(a), e specifica standard fiduciari, obblighi di conservazione dei registri e requisiti operativi per le attività di trust.

Precedenti e pratiche recenti nel settore

Esistono precedenti recenti di richieste simili: nel 2021 l’OCC ha approvato condizionatamente la conversione di Anchorage Trust Company nella Anchorage Digital Bank, N.A., accompagnando la decisione con un accordo operativo dettagliato. In quello stesso anno la supervisione ha concesso un’approvazione preliminare a Paxos National Trust nello Stato di New York. Questi esempi mostrano come le autorizzazioni per attività legate agli asset digitali siano spesso accompagnate da condizioni su misura e accordi operativi specifici.

Nel 2025 altre grandi realtà del settore hanno intrapreso percorsi analoghi: Coinbase ha depositato domanda per costituire la Coinbase National Trust Company, un’entità de novo non assicurata con sede a New York, mentre Circle ha fatto domanda per istituire la First National Digital Currency Bank, N.A. con l’obiettivo di trasferire sotto una charter OCC la supervisione delle riserve di USDC e la custodia istituzionale.

Non tutti i percorsi sono federali: ad esempio la Gemini Trust Company opera con un charter limitato rilasciato dal New York State Department of Financial Services (NYDFS) dal 5 ottobre 2015 — un modello di supervisione statale alternativo alla charter nazionale che rimane un punto di riferimento insieme ai regimi BitLicense.

Implicazioni per utenti al dettaglio e per il mercato

Per gli utenti retail non cambierebbe nulla immediatamente: una domanda non equivale a un’approvazione e la proposta di Crypto.com è orientata alla custodia istituzionale piuttosto che ai conti di deposito al dettaglio. Se una charter OCC fosse concessa e attivata, gli effetti sarebbero maggiormente indiretti: la vigilanza federale può facilitare l’adozione dei servizi fiduciari da parte di grandi controparti sotto un unico insieme di regole, con potenziali ricadute sul “plumbing” del mercato percepibile dagli investitori nel tempo.

Queste ricadute possono riguardare come gli asset vengono segregati e verificati, la comparsa di prodotti tramite ETF o consulenti istituzionali e i flussi di liquidità tra diverse sedi di negoziazione. Tuttavia, ottenere una charter di trust nazionale non trasforma un exchange in una banca che raccoglie depositi assicurati.

Considerazioni regolatorie e rischi

L’OCC in genere non commenta su domande pendenti; le approvazioni passate per entità legate alle criptovalute sono state concesse con condizioni specifiche e scadenze operative. Ciò significa che l’esito non è scontato e che il perimetro di ciascuna charter viene definito caso per caso, spesso con requisiti aggiuntivi per governance, gestione del rischio e trasparenza.

Dal punto di vista istituzionale, la ricerca di una national trust bank riflette la domanda del mercato per chiarezza regolatoria, solidità giuridica nella custodia degli asset digitali e supervisione diretta. Al contempo, le imprese devono valutare i costi e le limitazioni associati a una charter federale, la necessità di soddisfare requisiti fiduciari e di rendicontazione e la convivenza con alternative statali, che possono offrire percorsi diversi per l’accesso al mercato regolamentato.

In sintesi, la domanda di Crypto.com s’inserisce in un più ampio processo di istituzionalizzazione dei servizi di custodia per asset digitali: se approvata, potrebbe contribuire a uniformare standard e pratiche per gli operatori istituzionali, pur mantenendo vincoli e condizioni imposte dal regolatore che definiscono il campo operativo e i limiti della charter.