Banca d’Inghilterra indaga sui prestiti da data mining che alimentano le scommesse sull’intelligenza artificiale
- 25 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bank of England ha avviato un’indagine sul crescente fenomeno dei finanziatori che erogano prestiti per la costruzione di data center come forma indiretta di scommessa sul futuro dell’AI, secondo quanto riportato da Bloomberg.
L’istituto centrale del Regno Unito sta già valutando i rischi di mercato legati a valutazioni eccessive delle società attive nell’AI, avvertendo che molte quotazioni potrebbero crollare in una correzione che ricorda la dot-com bubble dei primi anni 2000.
La banca centrale sta inoltre esaminando i legami tra le imprese tecnologiche e i soggetti finanziari che cercano di posizionarsi nel mercato dell’AI tramite operazioni di finanziamento dell’infrastruttura fisica necessaria per l’addestramento e l’esercizio dei modelli.
Secondo stime già diffuse, la domanda di capacità computazionale e di energia per l’AI potrebbe richiedere investimenti dell’ordine di 6,7 trilioni di dollari entro il 2030, una cifra che posiziona il finanziamento dei data center come un possibile canale cruciale per concentrare grandi capitali.
Contesto e dinamiche del finanziamento
Il passaggio di spesa dalle risorse umane a investimenti in infrastrutture fisiche è stato notato come segnale: alcune aziende stanno destinando miliardi alla costruzione di data center invece che all’assunzione di personale, creando nuove opportunità per creditori disposti a finanziare questi progetti.
Il mercato del prestito ai data center è ancora relativamente di nicchia, ma rappresenta una delle poche modalità per puntare massicciamente sull’AI quando il numero di società quotate native del settore è limitato e strumenti come la tokenizzazione di azioni private non sono diffusi su larga scala.
Rischi per la stabilità finanziaria
Bank of England ha dichiarato:
“Se la scala prevista del finanziamento tramite debito per l’AI e per gli investimenti in infrastrutture energetiche associati si dovesse concretizzare nel corso di questo decennio, è probabile che i rischi per la stabilità finanziaria aumentino. Le banche sarebbero esposte direttamente attraverso le loro posizioni creditizie verso società di AI e indirettamente tramite la concessione di prestiti e linee di credito a fondi di credito privato e ad altre istituzioni finanziarie esposte ai prezzi degli asset influenzati dall’AI.”
La preoccupazione della banca centrale riguarda sia l’esposizione diretta delle istituzioni finanziarie alle imprese tecnologiche sia l’effetto di propagazione generato dal credito concesso a intermediari che a loro volta investono in asset collegati all’AI. Questo può amplificare shock di prezzo e creare canali di rischio sistemico.
Implicazioni regolamentari e reazioni del mercato
L’indagine della Bank of England potrebbe preludere a limiti normativi sul modo in cui il settore finanziario partecipa al finanziamento dell’infrastruttura per l’AI, con possibili impatti sui rendimenti e sui tempi di sviluppo tecnologico.
Parallelamente, alcune proposte di regolamentazione nel Regno Unito hanno preso di mira anche strumenti correlati al settore crypto, come la limitazione delle detenzioni individuali di stablecoin a fasce comprese tra 10.000 e 20.000 sterline; il settore ha espresso critiche sull’applicabilità e sui costi di implementazione di tali misure.
In aggiunta, diverse banche hanno introdotto controlli più rigidi verso operatori legati alle valute digitali, con episodi di pagamenti bloccati o ritardati verso fornitori del settore: queste dinamiche riflettono una cautela crescente da parte degli intermediari tradizionali.
Scenari possibili e strumenti di mitigazione
Per ridurre i potenziali rischi, le autorità potrebbero adottare misure macroprudenziali quali requisiti patrimoniali più elevati per esposizioni verso infrastrutture ad alta intensità di capitale, limiti alla leva per fondi di credito privato o specifici stress test che includano scenari legati all’AI e al consumo energetico associato.
Queste misure avrebbero l’obiettivo di preservare la stabilità finanziaria senza soffocare l’innovazione: si tratta di bilanciare la necessità di finanziamenti per la transizione tecnologica con la gestione prudente del rischio sistemico.
Considerazioni conclusive
La verifica avviata dalla Bank of England mette in luce come il finanziamento delle infrastrutture fisiche per l’AI possa diventare un importante vettore di rischio finanziario se non accompagnato da adeguati controlli. Monitorare l’interazione tra capitale, credito e asset tecnologici sarà cruciale per le autorità e per gli operatori di mercato nei prossimi anni.