BTC, XRP, ETH, SOL: come orientarsi nella volatilità dei prezzi post-inflazione

Il mercato delle criptovalute, rimasto a secco di nuovi dati economici a causa del prolungato blocco parziale dell’amministrazione negli Stati Uniti, riceverà finalmente un’informazione chiave con la pubblicazione del Consumer Price Index (CPI) di settembre prevista per venerdì. Questo dato potrebbe scatenare oscillazioni di prezzo più marcate per Ether rispetto a Bitcoin, ma nel complesso la volatilità attesa rientra in livelli considerati ordinari.

Aspettative sul dato d’inflazione

Il consenso degli economisti indica per settembre un aumento dell’inflazione su base annua intorno al 3,1%, in rialzo rispetto al 2,9% di agosto e al massimo in 18 mesi. Su base mensile, la crescita dei prezzi è attesa a +0,4%, confermando il ritmo registrato nel mese precedente. L’inflazione core, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, dovrebbe attestarsi ancora una volta intorno al 3,1% annuo con un progresso mensile vicino allo 0,3%.

Queste letture sono osservate con attenzione per valutare la persistenza delle pressioni sui prezzi e per interpretare le future mosse delle banche centrali.

Implicazioni per la politica monetaria

Il consenso prevalente è che, indipendentemente dall’esito del CPI, i dati pubblicati non dovrebbero cambiare sostanzialmente la traiettoria di politica della Federal Reserve, che è attesa effettuare un aggiustamento dei tassi di riferimento nelle prossime riunioni secondo le attese degli operatori. Tuttavia, un dato più caldo del previsto potrebbe rafforzare il dollaro e limitare i rialzi degli asset rischiosi, incluse le criptovalute.

Analisti di ING hanno detto:

“Non riteniamo che il CPI degli Stati Uniti offra l’opportunità auspicata, poiché ci aspettiamo un consenso per il core di +0,3% su base mensile. Tuttavia, con 50 punti base di allentamento già prezzati entro fine anno, qualsiasi dato più caldo potrebbe fornire un buon supporto al dollaro.”

Reazione possibile dei mercati

Un CPI più basso delle attese potrebbe invece stimolare un atteggiamento risk-on nei mercati finanziari, aumentando l’appetito per asset rischiosi e favorendo una ripresa dei corsi nel breve termine, specialmente in un contesto di vendite al dettaglio già in corso.

John Toro, responsabile trading di Zerocap, ha detto:

“Lo shutdown del governo degli Stati Uniti ha privato gli analisti di mercato di dati spesso cruciali, e il flusso ridotto di segnali macro dopo il calo delle criptovalute di due settimane fa significa che un CPI più basso potrebbe facilmente alimentare il sentiment rialzista in un contesto di vendite al dettaglio in corso.”

Volatilità attesa per Ether e Bitcoin

I prezzi attesi dall’opzioni sul mercato suggeriscono che Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, potrebbe registrare un movimento percentuale più ampio rispetto a Bitcoin dopo la pubblicazione del CPI. Questo riflette la diversa sensibilità dei due asset a eventi macroeconomici e alle dinamiche di mercato specifiche delle rispettive comunità di investitori.

Markus Thielen, fondatore di 10x Research, ha detto:

“Il mercato delle opzioni sta attualmente prezzando uno spostamento di ±1,4% per Bitcoin dopo la pubblicazione del CPI, mentre per Ethereum è atteso un movimento più ampio, intorno a ±2,9%.”

Indicatori di volatilità implicita a breve termine, come quelli proposti da Volmex Finance, mostrano aspettative simili tra i principali token. Le misure giornaliere di volatilità implicita per XRP e Solana sono attualmente intorno al 91% e al 76% rispettivamente, traducendosi in movimenti attesi nell’ordine del 4–5% su un arco di 24 ore.

Interpretazione e prospettive a breve termine

È importante sottolineare che le oscillazioni indicate dalle opzioni rappresentano semplicemente ampiezze potenziali e non segnalano una direzione di mercato definita: si tratta di volatilità bidirezionale. Un movimento atteso può manifestarsi sia come recupero sia come ulteriore correzione, a seconda della reazione degli investitori e delle condizioni di liquidità.

Markus Thielen, fondatore di 10x Research, ha commentato:

“L’indicatore stocastico giornaliero mostra segni di divergenza rialzista, sebbene non abbia ancora raggiunto il consueto limite inferiore del 15%. Questo suggerisce che lo slancio ribassista potrebbe attenuarsi, aprendo la possibilità a un recupero di breve periodo nei prezzi di Bitcoin.”

Per gli operatori e gli investitori retail il consiglio resta di monitorare contemporaneamente il CPI, la reazione del dollaro e le comunicazioni della Federal Reserve, poiché l’interazione tra politica monetaria e valute può avere effetti rilevanti sulle dinamiche di prezzo degli asset digitali. In sintesi, il rilascio del CPI potrà generare movimenti significativi nel breve termine, ma rientranti nelle attese di mercato.