Bitcoin prende slancio grazie a dati sull’inflazione più contenuti

La mancanza di molti dati economici ufficiali a causa della chiusura parziale del governo degli Stati Uniti non ha impedito al Bureau of Labor Statistics di pubblicare il rapporto sul Consumer Price Index (CPI) relativo a settembre, che è risultato migliore delle attese.

Dettagli sul CPI

Su base mensile il CPI è aumentato dello 0,3%, al di sotto delle previsioni che indicavano una crescita dello 0,4% e inferiore alla variazione dello 0,4% registrata ad agosto. Su base annua l’inflazione headline è salita del 3,0%, contro stime del 3,1% e rispetto al 2,9% di agosto.

La componente core, che esclude i prezzi volatili di cibo ed energia e fornisce una misura più stabile delle pressioni inflazionistiche, è cresciuta dello 0,2% su base mensile, meno delle attese dello 0,3% e in calo rispetto allo 0,3% di agosto. Su base annua la core CPI è risultata al 3,0%, sotto le previsioni del 3,1% e rispetto al 3,1% del mese precedente.

Reazioni dei mercati

Le notizie sull’inflazione hanno dato slancio a diversi asset. Bitcoin (BTC) ha continuato il recupero iniziale immediatamente dopo la pubblicazione dei dati, collocandosi intorno a $111.600.

I futures azionari statunitensi hanno anch’essi ampliato i guadagni precedenti: il Nasdaq 100 è salito di quasi l’1%. Il rendimento del 10-year Treasury è sceso di due punti base attestandosi intorno al 3,97% e il dollaro si è indebolito lievemente contro le principali valute.

Implicazioni per la politica monetaria

Prima della diffusione dei dati, i mercati avevano già prezzato quasi totalmente la probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base nella prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve. Secondo il tool di mercato CME FedWatch, la probabilità assegnata a quel taglio era prossima al 100%, mentre la probabilità di un ulteriore ribasso di 25 punti base nella riunione di dicembre era stata valutata intorno al 90%.

Una lettura dell’inflazione più contenuta del previsto tende a rafforzare le attese di allentamento monetario, ma la decisione finale della Federal Reserve dipenderà anche dall’evoluzione del mercato del lavoro, dai dati sulla spesa dei consumatori e da altre misure di inflazione come il deflatore della spesa per consumi personali, storicamente preferito dalla banca centrale.

Contesto e prospettive

Il dato odierno sul CPI offre un elemento di tranquillità ai mercati dopo un periodo di incertezza dovuto alla riduzione delle pubblicazioni ufficiali durante la chiusura amministrativa. Tuttavia, rimane cruciale monitorare le componenti dei servizi e il mercato del lavoro per valutare la persistenza delle pressioni inflazionistiche.

Nei prossimi mesi gli investitori e i decisori politici seguiranno con attenzione le letture successive sull’inflazione e i report sull’occupazione, che insieme determineranno l’entità e il calendario degli eventuali aggiustamenti dei tassi da parte della Federal Reserve. La combinazione di dati macro più chiari e delle aspettative di mercato definirà la traiettoria dei rendimenti obbligazionari, del cambio e dei mercati azionari.

In sintesi, il rapporto di settembre indica una moderazione rispetto alle attese, ma la valutazione completa dell’andamento dei prezzi richiederà ulteriori dati e conferme nei mesi a venire.