L’intelligenza artificiale abbassa davvero le barriere d’ingresso: i lavoratori della gig economy faticano a capire come procedere mentre la tecnologia invade i loro settori

Cody Luongo, consulente media originario di Charleston nel South Carolina, è recentemente passato al lavoro da freelance a tempo pieno dopo aver perso l’impiego precedente. In questa fase di transizione professionale, Luongo ha raccontato che la AI è diventata la sua «compagna costante», utilizzata per redigere comunicati stampa e perfezionare proposte commerciali per i clienti.

Cody Luongo said:

“AI accelera il mio lavoro a tal punto che posso offrire molto di più ai clienti con i budget disponibili.”

Impatto complessivo sul mercato dei freelance

L’adozione della AI tra i lavoratori indipendenti presenta effetti contrastanti: se da un lato consente a singoli professionisti di aumentare produttività e volume d’offerta, dall’altro altera dinamiche di mercato che regolano prezzi e opportunità. Uno studio condotto da Washington University ha rilevato che, dopo il lancio di ChatGPT nel 2022, sono diminuite sia le offerte di lavoro freelance legate alla scrittura sia i compensi mensili medi.

Secondo la ricerca, le posizioni freelance legate alla scrittura sono calate del 2% e i guadagni medi mensili del 5,2%. Per i professionisti che lavorano con immagini, l’effetto è stato più marcato: una riduzione del 3,7% delle opportunità e una diminuzione del 9,4% dei compensi mensili.

Perché i guadagni possono ridursi

Gli autori dello studio spiegano che la AI abbassa la barriera d’ingresso: persone con meno esperienza possono utilizzare strumenti automatizzati per migliorare testi o immagini fino a un livello «sufficientemente buono», proponendo poi servizi a prezzi più bassi. Questo processo aumenta la concorrenza sui segmenti di prezzo più bassi e comprime i margini per i professionisti più esperti.

Xiang Hui, ricercatore nel campo del marketing che ha collaborato allo studio presso la stessa università, ha commentato il fenomeno:

“L’AI abbassa indubbiamente la soglia di accesso, rendendo molte attività alla portata di più persone.”

Xiang Hui said:

“La riduzione dei guadagni, se possibile, è in realtà maggiore per i freelance di alta qualità rispetto a quelli di qualità inferiore. L’elevata qualità non protegge i professionisti.”

In sintesi, la possibilità offerta dalla AI di produrre risultati accettabili con meno esperienza porta a una saturazione dell’offerta commerciale su fasce di prezzo ridotte, erodendo il vantaggio competitivo che una volta garantiva remunerazioni superiori ai freelance più qualificati.

Creatività, innovazione e qualità

Oltre all’effetto sui compensi, esperti del settore sottolineano un impatto sulla qualità e sulla capacità innovativa. La AI tende ad innalzare il livello minimo di qualità del lavoro prodotto, ma — avvertono gli studiosi — potrebbe ridurre la frequenza delle soluzioni veramente innovative o inedite.

Shane Schweitzer, docente di gestione e sviluppo organizzativo presso la Northeastern University e la D’Amore‑McKim School of Business, ha osservato:

“L’AI può alzare la base della creatività, ma meno persone stanno raggiungendo vere svolte. Le svolte sono necessarie per l’innovazione.”

Anche altri ricercatori mettono in guardia: un uso troppo diffuso della tecnologia rischia di impedire lo sviluppo di competenze critiche tra i professionisti, che finiscono per affidarsi agli strumenti piuttosto che consolidare il proprio know‑how.

Erin Hatton, docente di sociologia alla State University of New York at Buffalo, ha sottolineato questo rischio:

“L’adozione così ampia dell’AI finirà, almeno nel tempo, per impedire a molte persone di acquisire e usare competenze chiave.”

Conseguenze per piattaforme, clienti e istituzioni

Le piattaforme che mediano lavoro freelance, i committenti e le istituzioni pubbliche o formative si trovano davanti a sfide nuove. Occorre ripensare modelli di remunerazione, meccanismi di valutazione della qualità e standard di trasparenza sull’uso di strumenti automatizzati. Senza interventi mirati, il mercato rischia di premiare il prezzo sul valore effettivo del lavoro creativo.

Politiche efficaci potrebbero includere programmi di formazione per il riqualificazione professionale, certificazioni che attestino competenze avanzate non replicabili con strumenti generativi, e regole sulle pratiche di pricing delle piattaforme per evitare una concorrenza distruttiva sui compensi.

Strategie di adattamento per i freelance

I lavoratori indipendenti possono adottare varie strategie per mitigare l’impatto della diffusione della AI: specializzarsi in nicchie complesse, puntare su servizi ad alto valore aggiunto che richiedono competenze interpretative o relazionali, costruire un brand personale solido e integrare gli strumenti automatici nei processi produttivi senza rinunciare al controllo qualitativo finale.

Inoltre, la collaborazione con altri professionisti per offrire pacchetti più completi e la partecipazione a reti professionali possono aiutare a mantenere margini sostenibili e a promuovere lavori che siano percepiti come unici e non replicabili esclusivamente tramite AI.

Prospettive a medio termine

Nel medio termine è probabile che emerga un mercato a due velocità: una fascia ampia caratterizzata da offerta standardizzata e prezzi contenuti, e una nicchia ristretta dove competenze avanzate, esperienza comprovata e capacità creative originali continuano a ottenere compensi superiori. La tenuta di quest’ultima dipenderà anche da investimenti in formazione e da politiche che valorizzino l’innovazione umana.

Per i policy maker il compito sarà trovare un equilibrio tra promozione dell’innovazione tecnologica e tutela della qualità del lavoro, incentivando al contempo percorsi di upskilling che permettano alla forza lavoro di restare competitiva in un contesto sempre più automatizzato.

Conclusione

L’introduzione diffusa della AI nel settore dei freelance ha alzato il livello minimo di prestazione ma ha anche ridotto la probabilità di produzioni veramente innovative e remunerative. Per i professionisti indipendenti la risposta più efficace sarà combinare competenze umane distintive con un uso critico e strategico degli strumenti tecnologici, mentre istituzioni e piattaforme dovranno supportare transizioni e tutele per evitare una compressione generalizzata dei redditi.