Bitcoin riconquista 110.000$ dopo un indice dei prezzi al consumo più debole: mercato rilanciato, altcoin restano indietro

Il mercato delle criptovalute ha beneficiato di un dato sull’inflazione più debole del previsto, con Bitcoin che è tornato sopra i 110.000 dollari e Ether che si è avvicinato nuovamente alla soglia dei 4.000 dollari. Il sentiment positivo degli investitori appare fortemente orientato verso Bitcoin, mentre l’indicatore di “altcoin season” di CoinMarketCap è sceso ai livelli più bassi da oltre 90 giorni, segnalando un aumento della dominance di Bitcoin.

Volatilità implicita e sentiment sui derivati

L’indicatore di volatilità implicita a 30 giorni di Bitcoin, misurato dall’indice BVIV di Volmex, è sceso rapidamente al 45% rispetto al 52% registrato due giorni prima, attenuando in parte lo spike osservato in date recenti. Questa diminuzione è interpretata come un raffreddamento dell’ansia di mercato e si inserisce in un contesto più ampio di riallineamento della volatilità rispetto ai mercati tradizionali.

I dati sulle opzioni provenienti da Deribit mostrano che il premio per il rischio di volatilità a sette giorni di Bitcoin (VRP) è diventato negativo, un segnale che riflette una percezione di maggiore calma tra gli operatori. In termini pratici, un VRP negativo indica che il mercato implicitamente prezza una minore volatilità futura rispetto alla volatilità storica osservata.

Il profilo di gamma dei market maker evidenzia un accumulo di gamma positiva tra gli strike compresi tra i 112.000 e i 120.000 dollari: in quella fascia i dealer tendono a negoziare contro il mercato, contribuendo a contenere i movimenti di prezzo e a ridurre la volatilità effettiva.

Più in generale, le put di BTC risultano ancora scambiate a premio rispetto alle call su tutte le scadenze, a testimonianza di persistenti timori al ribasso e di strategie di overwriting delle call, specialmente sulle scadenze più lunghe. Le opzioni su ETH, invece, mostrano segnali di posizionamento più costruttivi oltre le scadenze di dicembre.

Open interest, funding e segnali di rischio

Il open interest sui contratti perpetui collegati alla maggior parte dei token principali è aumentato nelle ultime 24 ore. In testa alla crescita figura il contratto su PUMP, con un incremento dell’OI superiore al 14%. Storicamente, forti afflussi di capitale su token meno consolidati possono anticipare fasi correttive del mercato, poiché la liquidità si concentra su strumenti più speculativi.

I tassi di funding per TRX e ZEC sono leggermente negativi, un’indicazione di prevalenza di posizioni corte o di protezione da parte degli operatori. Nel caso di ZEC, è plausibile che detentori long sul mercato spot stiano coprendo il rischio con posizioni short sui futures, pratica comune per gestire l’esposizione in assenza di segnali rialzisti convincenti.

Rotazione verso Bitcoin e debolezza delle altcoin

L’indice di “altcoin season” di CoinMarketCap è scivolato al di sotto della soglia di 25/100 per la prima volta nelle ultime 90 giornate, segnalando il passaggio verso una fase dominata da Bitcoin. Questa dinamica riflette un peggioramento del sentimento sulle altcoin, che nelle ultime settimane hanno mostrato performance significativamente inferiori rispetto al principale mercato cripto.

Negli ultimi tre mesi asset come FET, 2Z, BONK e WIF hanno registrato cali superiori al 50% del loro valore, esponendo la debolezza intrinseca del loro mercato liquido. Contestualmente, la dominance di Bitcoin è salita dal 57% al 59% a partire dal 13 settembre, segnale che gli investitori stanno privilegiando la riserva di valore percepita rispetto a scommesse più speculative.

All’inizio del mese una cascata di liquidazioni ha colpito molte altcoin: la vendita aggressiva ha amplificato i drawdown, erodendo la liquidità nei libri ordini e innescando ulteriori vendite forzate. Sebbene alcuni progetti abbiano parzialmente recuperato, numerosi token restano a livelli critici di supporto, contribuendo a una struttura di mercato complessivamente ribassista per le altcoin.

Il fenomeno si è sviluppato nonostante una serie di DAT (digital asset treasury companies) che hanno incrementato investimenti in altcoin durante il 2025: l’assenza di domanda retail sostenuta impedisce a queste posizioni di generare un momentum duraturo, lasciando le valute meno capitalizzate vulnerabili a ricoperture e prese di profitto.

Prospettive e fattori da monitorare

Lo scenario attuale richiede attenzione a più livelli: i segnali di normalizzazione della volatilità e la preferenza degli investitori per Bitcoin riducono temporaneamente la pressione sulle opzioni, ma i crescenti flussi di capitale verso token speculativi e l’aumento dell’open interest su contratti meno liquidi rappresentano potenziali fonti di instabilità.

Per gli operatori e gli enti regolatori è importante monitorare l’andamento dei tassi di funding, i livelli di open interest e le concentrazioni di gamma sui mercati delle opzioni, poiché questi indicatori offrono informazioni utili sulla probabilità di movimenti appuntiti e sulla sostenibilità dei prezzi correnti. Un peggioramento del sentiment macroeconomico o variazioni inattese nei tassi potrebbero rapidamente riconfigurare le priorità di rischio degli investitori.

In sintesi, il mercato mostra segnali di raffreddamento della volatilità e una ritrovata attenzione verso Bitcoin, ma permangono elementi di rischio legati alla liquidità delle altcoin e ai posizionamenti sui derivati che potrebbero innescare movimenti significativi in entrambe le direzioni.