Porsche: risultati da inizio anno deludenti e previsioni caute mentre riallinea la strategia per le auto elettriche e per la Cina
- 24 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Porsche ha comunicato risultati deludenti relativi ai primi nove mesi dell’anno, dopo aver registrato oneri straordinari nel trimestre precedente legati all’adeguamento della strategia di prodotto nei mercati in evoluzione, in particolare negli Stati Uniti e nella Cina.
Le vendite nette consolidate nei primi tre trimestri sono state di circa 26,86 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo si è ridotto drasticamente a soli 40 milioni di euro, con un ritorno operativo sulle vendite (ROS) sceso allo 0,2% rispetto al 14,1% dell’anno precedente.
Dr. Jochen Breckner ha detto:
“Questo risultato è chiaramente al di sotto delle nostre aspettative.”
Per l’intero esercizio la società ha rivisto al ribasso le sue previsioni: il fatturato globale previsto è ora compreso tra 37 e 38 miliardi di euro (precedente stima 40,1 miliardi), con un ritorno sulle vendite stimato tra “lievemente positivo e il 2%”.
Lo scorso mese Porsche aveva annunciato aggiustamenti alla strategia delle motorizzazioni, tra cui la rimodulazione del powertrain per un nuovo SUV a tre file di sedili e il prolungamento dell’offerta con motori a combustione per modelli attuali come Panamera e Cayenne fino agli anni ’30, scelte che prevedono un impatto negativo sulla redditività.
La casa automobilistica stima che le modifiche all’offerta e altri oneri legati a questa riorganizzazione arriveranno a circa 3,2 miliardi di euro per l’anno in corso, con fino a 1,8 miliardi di euro allocati per adeguamenti alla nuova piattaforma elettrica (EV).
Nel corso dell’estate l’UE, inclusa la Germania, ha concordato un’aliquota doganale del 15% sulle esportazioni, applicata dal 1° agosto; finora l’impatto stimato per Porsche è stato intorno a 500 milioni di euro, mentre la direzione prevede che il costo complessivo per l’anno potrebbe salire fino a circa 700 milioni di euro.
Prospettive e indicatori finanziari
La società ha aggiornato anche le stime sui margini operativi: il ritorno sulle vendite per l’anno è ora indicato fino al 2% (rispetto al precedente 5%). Il margine EBITDA del settore automotive è stato rivisto tra il 10,5% e il 12,5%, in discesa rispetto alla fascia precedente del 14,5%–16,5%.
Queste rettifiche riflettono la combinazione di costi straordinari per la transizione tecnologica, effetti tariffari sulle esportazioni e pressioni sui prezzi in segmenti di mercato più competitivi.
Situazione nei mercati chiave
In termini geografici, il lieve calo delle vendite in Nord America è stato attribuito a importazioni temporaneamente inferiori dopo la pausa estiva, in un contesto di inventari elevati a fine secondo trimestre.
Per la Cina la società parla di condizioni di mercato sfidanti nel segmento del lusso, con una maggiore attenzione dei clienti a offerte orientate al valore. Per contenere i costi operativi, Porsche sta riducendo la rete dei concessionari, riorganizzando la presenza locale e adeguando gli organici e altri accordi con stakeholder locali.
Leadership e cambiamenti alla guida
Oliver Blume, che ricopre ruoli di vertice all’interno del gruppo, lascerà la carica di amministratore delegato di Porsche. La successione è stata definita con la nomina di Michael Leiters, ex amministratore delegato di McLaren, che assumerà la guida a partire dal 1° gennaio del prossimo anno.
Questo avvicendamento rientra in una più ampia riorganizzazione strategica e operativa volta a stabilizzare la redditività del marchio mentre il gruppo affronta transizioni tecnologiche e pressioni esterne come le nuove tariffe e i costi di sviluppo delle piattaforme elettriche.
Implicazioni e osservazioni finali
L’insieme delle misure e delle rettifiche presentate mette in luce le difficoltà di gestire simultaneamente la transizione verso l’elettrificazione, la necessità di mantenere modelli a combustione per segmenti specifici e l’impatto di fattori esterni come le tariffe sulle esportazioni. Per il gruppo e per gli investitori sarà importante monitorare l’evoluzione dei margini operativi, l’efficacia delle misure di contenimento dei costi e la capacità di rilanciare la domanda nei mercati strategici.