Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti respinge il via libera e mette in discussione la decisione del collegio
- 24 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’ufficio della Corte dei conti ha inviato una richiesta di deferimento all’organo collegiale relativamente alla delibera Cipess n. 41/2025, che approva il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto e destina risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Il provvedimento è oggetto di un fascicolo di 23 pagine redatto dal magistrato istruttore della Sezione di controllo di legittimità, che ha invitato il Collegio ad esaminare la documentazione prima della registrazione formale.
La richiesta di deferimento segnala dubbi sulla completezza e sulla chiarezza degli atti trasmessi, con l’indicazione che, data la rilevanza e l’entità delle risorse impegnate, sarebbe opportuno un livello maggiore di esplicitazione delle valutazioni compiute dagli uffici responsabili.
Rilievi della Corte
Nel documento la Corte dei conti sottolinea la necessità di garantire applicazione effettiva del principio di trasparenza nei processi decisionali e valutativi, particolarmente importante per le grandi opere infrastrutturali. La Corte richiama anche l’obbligo della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale come strumento di trasparenza previsto dalla normativa.
Aspetti procedurali
Tra i rilievi tecnici emergono carenze documentali: mancano atti ritenuti cruciali per la ricostruzione dell’iter, come la delibera del Consiglio di Amministrazione della SdM del 29 luglio 2011 e gli atti aggiuntivi al contratto tra la Società Stretto di Messina S.p.a. e il contraente generale, datati 30 settembre 2010 e 27 maggio 2011.
La Corte segnala che alcune richieste integrative inviate per via brevi non hanno ricevuto riscontro documentale sufficiente e che questa lacuna rende incerta la ricostruzione dell’iter contrattuale e delle varianti intervenute nel tempo.
Procedura Iropi e valutazioni ambientali
Un altro profilo critico riguarda la cosiddetta procedura Iropi, con la quale il governo ha giustificato l’assoggettamento del progetto a motivi imperativi di interesse pubblico, escludendo il controllo preventivo ordinario della Corte. L’Ufficio istruttore chiede verifiche sulla conformità alle direttive europee, in particolare alla direttiva Habitat e alla normativa Vinca, e sulla correttezza dell’interlocuzione avviata con la Commissione europea.
La documentazione peraltro attesta contatti con la Commissione europea a partire da giugno 2025, ma gli atti trasmessi non risultano completi sul punto: per i magistrati contabili resta da chiarire il grado e l’esito dell’interlocuzione comunitaria.
La Corte ha inoltre richiamato l’attenzione sul coinvolgimento di autorità tecniche che, secondo valutazioni di competenza, avrebbero dovuto esprimere pareri nell’ambito della procedura: tra queste compaiono l’Art (autorità di regolazione dei trasporti) e il Nars (nucleo di consulenza per l’attuazione delle linee guida sulla regolazione dei servizi di pubblica utilità).
Progetto definitivo e piano economico-finanziario
Il fascicolo affronta anche profili finanziari e di fattibilità economica: la Corte dei conti chiede chiarimenti sulle asseverazioni rese dalla società di revisione Kpmg, sulla contabilizzazione dei costi ambientali e su una voce di spesa pari a 189 milioni riferita a costi sostenuti prima dell’entrata in vigore del d.l. 35/2023.
Viene inoltre richiamata la necessità di assicurare la continuità dei requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per tutti gli affidatari coinvolti, nonché di garantire trasparenza nella determinazione dei costi dei materiali da costruzione, un elemento sensibile per la sostenibilità economica del progetto.
Secondo la Corte, i chiarimenti finora forniti dalle amministrazioni competenti appaiono non ancora pienamente coerenti rispetto ai disallineamenti riscontrati tra il valore di progetto e il contenuto del piano economico-finanziario (PEF).
Conseguenze e impatto politico
Le osservazioni contenute nel documento delineano una mappa di rischi che comprende pareri mancanti, integrazioni dell’iter ambientale e necessità di validare coperture finanziarie. Sulla base di questi rilievi il magistrato istruttore propone il deferimento alla Sezione centrale di controllo di legittimità, che dovrà decidere sulla registrazione o sulla restituzione dell’atto al governo.
Il rinvio alla decisione collegiale ha effetti immediati sul cronoprogramma: fino a quando il Collegio non si pronuncerà, la delibera rimarrà sospesa e lo slittamento produrrà conseguenze operative e politiche, incidendo sulle tempistiche del cantiere, sugli impegni contrattuali e sulle relazioni istituzionali a livello nazionale e comunitario.
Per il proseguimento dell’iter saranno necessari interventi mirati: integrare la documentazione mancante, chiarire puntualmente l’interlocuzione con la Commissione europea, coinvolgere le autorità tecniche competenti e fornire adeguate garanzie sulla sostenibilità economico-finanziaria e sugli aspetti ambientali.
Nei prossimi passaggi la decisione collegiale rappresenterà il momento chiave per stabilire se procedere con la registrazione formale della delibera o restituirla al governo per ulteriori integrazioni, segnando una tappa decisiva nell’iter amministrativo e politico del progetto del Ponte sullo Stretto.