Due aziende e un settore su cui il team di Trump potrebbe puntare prossimamente

L’amministrazione Trump ha inaugurato una nuova fase di politica industriale statunitense, assumendo un ruolo diretto nei mercati come “Investor-in-Chief”. In meno di un anno di mandato, il governo federale ha acquisito partecipazioni in cinque aziende quotate, aprendo la porta a un approccio senza precedenti nella gestione della sicurezza economica e tecnologica nazionale.

Dalle terre rare al quantum computing: la nuova strategia di investimento

Le partecipazioni dirette includono:

  • Intel – 10%
  • MP Materials – 15%
  • Lithium Americas – 10%
  • Trilogy Metals – 10%
  • U.S. Steel – partnership con azione d’oro insieme a Nippon Steel

Ma il piano è solo all’inizio. Secondo The Wall Street Journal, almeno cinque fondi legati al quantum computing stanno trattando con il governo per ottenere finanziamenti in cambio di equity. Le società citate includono IonQ, Rigetti Computing e D-Wave Quantum, che hanno visto performance azionarie impressionanti nell’ultimo anno.

Paul Dabbar, Vice Segretario al Commercio ed ex dirigente nel settore quantistico, sarebbe il regista di queste negoziazioni.

Una politica industriale più interventista

“La decisione di assumere partecipazioni dirette rappresenta un cambio radicale rispetto alla tradizionale distanza del governo dal capitale privato,” spiega Stephen Empedocles, CEO di Clark Street Associates. “Fino ad oggi, l’intervento federale si limitava a incentivi fiscali, sovvenzioni o prestiti.”

Oggi, il governo vuole accelerare la produzione nazionale di minerali critici, ridurre la dipendenza dalla Cina e sostenere la ricostruzione delle filiere strategiche.

Difesa, dati e chip: chi potrebbe essere il prossimo?

Tra i possibili nuovi investimenti figurano:

  • Lockheed Martin, già pesantemente legata al budget federale. Un ingresso del governo con una quota simbolica consoliderebbe l’allineamento strategico.
  • Palantir, azienda software con oltre la metà del fatturato da contratti federali. “Un investimento non votante del Tesoro valorizzerebbe il ruolo dell’azienda senza alterarne la governance,” afferma Dean Lyulkin, CEO di Cardiff.

Anche Freeport-McMoRan, uno dei maggiori produttori mondiali di rame, potrebbe rientrare nel mirino per rafforzare la filiera dei materiali critici.

Una nuova normalità per le aziende strategiche?

Il modello sta trasformando il governo da soggetto regolatore a partner strategico, creando nuove opportunità ma anche maggiore controllo e aspettative di trasparenza. “Introduce anche gli interessi geopolitici direttamente nelle decisioni manageriali,” conclude Empedocles.

Questa evoluzione segna un possibile punto di svolta nella politica industriale USA, con implicazioni che si estendono ben oltre i settori minerario, militare e tecnologico.