Google aggiorna il calcolo quantistico e riaccende i timori sulle criptovalute
- 23 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è rimasto stabile intorno a 109.000 USD durante le ore asiatiche di giovedì, proseguendo una fase laterale iniziata dopo il crollo del 10 ottobre che ha eliminato circa 19 miliardi di dollari di posizioni in leva e ha indebolito il sentiment verso il rischio.
Ether si è attestato vicino a 3.850 USD, mentre Solana, XRP e ADA hanno mostrato movimenti marginali nelle ultime 24 ore, segnalando una mancanza di direzionalità chiara nel mercato delle criptovalute.
La pausa arriva dopo un inizio di ottobre volatile che finora non ha favorito né i rialzisti né i ribassisti: il mese, pur essendo stagionalmente positivo, sembra destinato a registrare i guadagni più contenuti per gli investitori dal 2015.
Sintesi del contesto di mercato
Nel breve termine i trader parlano di una modalità definita “sell-the-growth mode”, in cui ogni piccolo rimbalzo viene rapidamente venduto mentre la liquidità si assottiglia e il sentiment diventa più tiepido. L’indice di paura è sceso a 25, livello prossimo alla soglia definita come “paura estrema”.
Bitcoin oscilla ormai da quasi due settimane tra la media mobile a 50 giorni e quella a 200 giorni: ogni rimbalzo viene venduto più rapidamente del precedente, segnale di una fiducia ancora fragile tra gli operatori.
L’effetto dell’annuncio tecnologico
L’annuncio di Google relativo a un presunto vantaggio quantistico con il suo chip Willow ha riacceso per un breve periodo vecchie preoccupazioni sulle fondamenta crittografiche di Bitcoin.
Il timore alla base è piuttosto diretto: computer quantistici sufficientemente potenti potrebbero, in teoria, mettere a rischio gli algoritmi crittografici che proteggono le chiavi private. Tuttavia, la comunità scientifica e i tecnici ritengono che una minaccia concreta sia ancora lontana nel tempo, poiché servono progressi significativi sia nell’hardware che negli algoritmi quantistici per arrivare a quel punto.
Nel frattempo l’annuncio ha avuto l’effetto di ricordare agli investitori quanto il livello di fiducia possa essere sensibile a notizie tecnologiche, anche quando la reale probabilità di un impatto immediato è bassa.
Fattori macro e attesa per le decisioni
Con segnali macroeconomici incerti e la riunione della Federal Reserve in calendario per il 29 ottobre, molti operatori evitano posizioni importanti in entrambe le direzioni, preferendo restare neutrali fino a chiarimenti sui tassi e sulla liquidità globale.
Alex Kuptsikevich, chief market analyst presso FxPro, ha commentato la situazione:
«Il mercato si è stabilizzato in questo stretto intervallo, il che indica quanto siamo vicini a un movimento più ampio. O i rialzisti perderanno la pazienza, o i ribassisti esauriranno la loro convinzione.»
Per ora la maggior parte dei trader attende un evento capace di rompere l’equilibrio — sia in termini di prezzo sia di narrativa. Nemmeno l’annuncio tecnologico di Google è stato sufficiente a determinare quella spinta decisiva.
Prospettive e implicazioni per gli investitori
In un mercato costruito su speculazione e narrazioni, l’indifferenza può rappresentare il segnale più negativo: bassa partecipazione e volatilità compressa riducono le opportunità di profitto e aumentano il rischio di movimenti violenti non anticipati.
Dal punto di vista pratico, gli investitori istituzionali e retail dovrebbero valutare strategie di gestione del rischio più stringenti, considerare l’uso di coperture e monitorare attentamente i dati macro e le decisioni delle banche centrali. Analogamente, il calo di liquidità impone attenzione alle dimensioni delle posizioni e al rapporto rischio/rendimento.
Restano due scenari plausibili: un breakout rialzista se i dati macro e la fiducia migliorano oppure una discesa più marcata in caso di rinnovato avversione al rischio. Fino a quando non emergerà un catalizzatore chiaro, è probabile che il mercato rimanga in una fase di attesa e oscillazione.