Pensionati: 4,6 milioni sotto i mille euro, gli uomini guadagnano il 34% in più delle donne
- 23 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Le prestazioni del sistema pensionistico italiano al 31 dicembre 2024 ammontano a 23.015.011, per un valore complessivo annuo pari a 364.132 milioni di euro, con un incremento del 4,93% rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’INPS.
I beneficiari di prestazioni pensionistiche sono 16.305.880, in crescita dello 0,5% sul 2023; ogni beneficiario riceve in media 1,4 pensioni. L’importo medio annuo del reddito da pensione per beneficiario si attesta a 22.331 euro.
Dati sulla composizione per genere e importi medi
Le donne costituiscono la maggioranza dei pensionati (il 51% del totale), ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici complessivi. L’importo medio annuo per gli uomini è pari a 25.712 euro, superiore del 34% rispetto a quello femminile, che è di 19.140 euro.
L’importo medio per singola prestazione è di 15.821 euro, mentre il valore medio del reddito da pensione per beneficiario nel 2024 è di 22.331 euro. Circa il 68,1% dei beneficiari percepisce una sola prestazione; il 31,9% riceve due o più trattamenti (il 24% ne riceve due, il 6,7% tre e l’1,2% quattro o più).
All’interno del gruppo con più di una pensione la presenza femminile è prevalente e aumenta con il numero dei trattamenti: le donne rappresentano il 58% dei titolari di due pensioni, il 68,3% dei percettori di tre pensioni e il 68,9% di chi riceve quattro o più prestazioni.
Tipologia delle prestazioni e loro peso
Le pensioni di tipo IVS (invalidità, vecchiaia e anzianità/anticipate, superstiti) rappresentano il 77,2% del totale delle pensioni: il 53,8% è costituito da pensioni di vecchiaia/anticipate, il 3,9% da pensioni di invalidità e il 19,5% da prestazioni ai superstiti.
Le prestazioni di tipo indennitario costituiscono il 2,7% del totale, mentre quelle assistenziali pesano per il 20,2%. In termini di importi complessivi, le pensioni IVS assorbono il 90,7% della spesa totale (con le vecchiaia/anticipate che incidono per il 73,7%), mentre l’indennitario rappresenta l’1,2% e l’assistenziale l’8,1%.
Distribuzione territoriale
Dall’analisi territoriale emerge che le regioni del Nord concentrano la quota maggiore sia di pensioni sia di pensionati (rispettivamente il 47,3% e il 47,7% del totale). Inoltre gli importi medi delle pensioni risultano più elevati al Nord, superiori alla media nazionale di circa 8,1 punti percentuali.
Fasce di reddito e fragilità economica
Nel 2024 quasi 4,6 milioni di pensionati (il 28,1% del totale) hanno percepito un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese. Le due fasce più deboli (fino a 499,99 euro e tra 500 e 999,99 euro) assorbono complessivamente l’8,8% della spesa pensionistica.
La quota di donne nella fascia sotto i 1.000 euro è più elevata: il 34,5% delle pensionate (quasi 2,89 milioni) rientra in queste due fasce, contro il 21,4% degli uomini.
Sul totale dei 16,3 milioni di pensionati, solo 450.067 persone (il 2,8%) percepiscono un reddito pensionistico superiore a 5.000 euro, ma questa quota riceve il 10,2% della spesa complessiva.
Implicazioni istituzionali e considerazioni di policy
I dati evidenziano alcune criticità rilevanti per la politica pubblica e la governance del sistema previdenziale. La forte concentrazione della spesa sulle pensioni IVS e la consistente incidenza delle fasce più basse indicano la necessità di valutare misure mirate di sostegno al reddito pensionistico, in particolare per le donne e per i pensionati con importi molto bassi.
Le differenze territoriali nel valore medio delle pensioni suggeriscono inoltre interventi di carattere strutturale e misure complementari alle politiche pensionistiche — ad esempio sul mercato del lavoro e sui servizi sociali — per ridurre le disuguaglianze tra Nord e resto del Paese.
Dal punto di vista istituzionale, l’analisi rafforza il ruolo dell’INPS come ente centrale nella raccolta e nella lettura dei dati previdenziali: informazioni aggiornate e trasparenti sono fondamentali per progettare riforme sostenibili e politiche di welfare efficaci nel medio e lungo periodo.