Carrefour Italia, i piani di Mastrolia per rilanciare il marchio Gs e sbarcare alla Borsa di Londra senza cassa integrazione

Angelo Mastrolia, proprietario e presidente esecutivo di NewPrinces, sta definendo i dettagli per rilanciare i supermercati italiani di Carrefour, dopo l’attesa approvazione dell’Antitrust europeo prevista entro dicembre. Il gruppo, che possiede oltre 30 marchi alimentari tra cui Delverde, Plasmon e Centrale del Latte, ha in programma un investimento di 200 milioni di euro destinati a innovazione logistica, sviluppo e rinnovo dell’offerta. Parallelamente, la proprietà francese di Carrefour fornirà un contributo di 237,5 milioni per supportare il rilancio e garantire la continuità operativa della filiera.

Una recente novità riguarda la decisione del gruppo francese, attualmente proprietario fino al via libera dell’Unione Europea, di sospendere la cassa integrazione precedentemente prevista per 170 dipendenti della rete di supermercati. Questa scelta è stata possibile grazie al sostegno di NewPrinces, che ha manifestato l’intenzione di valutare attentamente le competenze di ciascun lavoratore prima di avviare qualsiasi decisione definitiva.

Angelo Mastrolia ha dichiarato:

“La decisione è stata presa grazie al nostro intervento, perché vogliamo prima comprendere a fondo le abilità di ogni collaboratore. A inizio anno presenteremo un piano dettagliato di rilancio con il marchio storico GS.”

Un network di mille punti vendita

La rete italiana di Carrefour è composta da circa 1.027 negozi, di cui 385 operano in franchising mentre gli altri 642 sono di proprietà diretta. NewPrinces ha già iniziato a esercitare l’opzione per l’acquisto delle proprietà immobiliari dei punti vendita, segnando un ulteriore passo verso la consolidazione del controllo sulle infrastrutture.

L’opinione diffusa nel mercato era che la vendita di Carrefour Italia avrebbe seguito un percorso analogo a quello della cessione da parte di Auchan alcuni anni fa, che aveva comportato una significativa ristrutturazione e riduzione dei punti vendita. Tuttavia, la nuova gestione sembra orientata a un approccio differente, puntando al rafforzamento e alla crescita sostenibile.

Prospettive di sviluppo e innovazione

L’obiettivo di NewPrinces è di investire in innovazione logistica e potenziamento dell’offerta commerciale, dedicando risorse significative a tecnologie e processi che migliorino l’efficienza e l’esperienza del cliente. Questo piano comprende anche la valorizzazione del marchio GS, un nome consolidato nel panorama alimentare italiano.

Il contributo finanziario di 237,5 milioni da parte del gruppo francese rappresenta un sostegno fondamentale, volto a garantire stabilità durante la transizione e a facilitare il rilancio operativo dell’intera catena.

Gli analisti sottolineano che questa operazione non solo rafforza la presenza di NewPrinces nel settore alimentare, ma offre anche opportunità di crescita per un mercato in continua evoluzione, sempre più attento alle esigenze dei consumatori e alle dinamiche di innovazione digitale e sostenibilità.

Il gruppo francese ha abbandonato il mercato italiano della grande distribuzione, che si è concluso con una frammentazione delle attività. Nessuno degli operatori italiani era interessato all’intero pacchetto; i concorrenti puntavano soltanto alla rete di supermercati o a porzioni di essa, probabilmente anche per ragioni legate all’Antitrust, e non potevano assumersi la responsabilità della sede centrale», spiega Mastrolia, che sarà presidente esecutivo della nuova Carrefour Italia sotto il marchio GS. «Non ci sarà un amministratore delegato — aggiunge — e l’80% del mio tempo sarà dedicato al gruppo supermercati».

Verso un fatturato di sette miliardi

Le acquisizioni realizzate quest’anno — tra cui Princes nel Regno Unito, Plasmon, la fabbrica Diageo in Piemonte e ora Carrefour Italia — apporteranno quasi quattro miliardi di ricavi al gruppo che, stando alle stime, raggiungerà entro fine dicembre un giro d’affari vicino ai sette miliardi. Si tratta di una crescita quasi decuplicata rispetto al 2023 e di un volume superiore a quello di gruppi come Barilla e Campari, secondo i dati del 2024, con una trentina di stabilimenti.

NewPrinces diventerà così una delle principali aziende alimentari italiane per fatturato e la prima per numero di dipendenti, contando 13 mila addetti diretti in Italia e 18 mila nel mondo. Anche la redditività, secondo gli analisti, si manterrebbe su livelli elevati, con un utile superiore a 600 milioni, in parte favorito dal rilascio di badwill — la differenza tra il prezzo pagato e il valore equo delle attività acquisite — delle società acquisite. Questo indica che NewPrinces ha comprato asset di valore a un prezzo corretto, ma che necessitano ora di una rilancio. La sfida è proprio questa. «Abbiamo deciso di investire con convinzione in un asset strategico per l’Italia, per rilanciare una rete capillare e valorizzare al massimo le sinergie tra retail e industria», ha concluso Mastrolia, che potrà così introdurre nei supermercati ex Carrefour i prodotti di NewPrinces.

Il progetto di quotazione nella City

È stato un anno di grande dinamismo per il gruppo italiano, che già conta due società quotate in borsa:

NewPrinces e Centrale del Latte, entrambe con sede a Milano. Ora la società si dirige con decisione verso una terza quotazione, questa volta sul mercato azionario di Londra. I tempi sono serrati e Mastrolia sta lavorando intensamente con il suo team, supportato da Bnp Paribas come sponsor dell’IPO, da Unicredit e Rabo Bank in qualità di coordinatori dell’offerta, dal bookrunner SocGen e dal broker londinese Peel Hunt. L’obiettivo del progetto — denominato Project Royal — è la quotazione delle attività di Princes, la società britannica acquisita da Mastrolia insieme a Newlat da Mitsubishi un anno fa, che in Italia possiede in Puglia il più grande centro di trasformazione del pomodoro in Europa. Princes dovrebbe debuttare sulla Borsa di Londra entro la fine del mese.

Trecento appuntamenti con gli investitori

Il momento è cruciale per Mastrolia. L’azienda ha programmato circa 300 incontri con importanti investitori istituzionali provenienti da Regno Unito, Stati Uniti e Asia, in particolare da Hong Kong, oltre a fondi sovrani del Medio Oriente. Tutti mostrano interesse per un’IPO che, se porterà a termine, sarà la più rilevante a Londra dal 2021, in un momento in cui le nuove quotazioni scarseggiano sia sul mercato inglese sia su altri mercati, dove attirare capitali risulta complesso.

Mastrolia ha dichiarato:

“Dai primi riscontri emerge un forte interesse verso un’azienda con una storia di crescita significativa. Gli analisti hanno già iniziato a redigere le prime valutazioni e mostrano appetito per un gruppo che ha realizzato un solido piano di espansione. Da quando abbiamo annunciato l’acquisizione di Princes, l’attenzione del mercato si è riaccesa, e puntiamo a mantenerla alta.”

Dai colloqui informali avvenuti a Londra emerge che due investitori avrebbero già impegnato due quote da 20 milioni di sterline ciascuna. I primi risultati degli incontri si concretizzeranno domani, quando, in base alla raccolta degli ordini, sarà possibile definire l’intervallo di prezzo per azione.

Il piano e le valutazioni dell’offerta

La strategia iniziale prevede un’operazione esclusivamente in aumento di capitale per fornire nuove risorse finanziarie al gruppo alimentare, utili per sostenere futuri investimenti. La valutazione stimata post-aumento si aggira tra 1,4 e 2 miliardi di sterline, con un’offerta valutata intorno ai 400 milioni di sterline, comprensiva della green shoe.

Nel 2024, Princes ha registrato ricavi per 2,1 miliardi di sterline. La società rifornisce le private label della grande distribuzione, con clienti principali come Tesco e Sainsbury. Tra i marchi sotto il suo controllo figurano Olivio, Crisp’n Dry e Mazola nell’olio, alimenti pronti come Crosse Blackwell e Hunger Breaks, oltre a succhi di frutta come Jucee. Nel portfolio c’è anche Napolina, specializzata nella lavorazione del pomodoro attraverso un impianto situato a Foggia, il più grande del suo genere in Europa.

Negli ultimi anni, la trasformazione digitale ha profondamente modificato il panorama economico e aziendale. Questo cambiamento ha spinto molte imprese a rivedere le proprie strategie, adottando soluzioni innovative per restare competitive sul mercato globale.

Le tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’Internet delle cose, sono diventate strumenti fondamentali nell’ottimizzazione dei processi produttivi e nella personalizzazione dell’offerta al cliente. Le aziende che hanno saputo integrare questi elementi hanno visto un miglioramento significativo nella propria efficienza e nella capacità di anticipare le tendenze del mercato.

Tuttavia, questa trasformazione non è priva di sfide. La necessità di aggiornare costantemente le competenze del personale e di implementare sistemi robusti di sicurezza informatica rappresenta un impegno considerevole, soprattutto per le piccole e medie imprese.

In questo contesto, l’intervento delle istituzioni pubbliche si rivela cruciale. Favorire un ambiente normativo flessibile e supportare programmi di formazione digitale può contribuire a colmare il divario tra le aziende più innovative e quelle ancora in fase di adeguamento.

Le opportunità offerte dalla digitalizzazione

La digitalizzazione apre nuove possibilità per le imprese in termini di mercato, strumenti e modelli di business. L’accesso a dati in tempo reale permette decisioni più rapide e informate, con impatti positivi sulla produttività.

Per esempio, il cloud computing consente di ridurre i costi infrastrutturali, facilitando l’espansione e la collaborazione tra sedi diverse. Inoltre, la digitalizzazione facilita l’adozione di strategie basate su dati analitici, migliorando la relazione con il cliente e l’efficacia delle campagne di marketing.

Gli ostacoli e le strategie per superarli

Nonostante i benefici evidenti, molte imprese incontrano difficoltà nell’integrare completamente le nuove tecnologie. Tra questi ostacoli si annoverano la resistenza al cambiamento interno, la mancanza di competenze digitali adeguate e le limitazioni finanziarie.

Per affrontare tali problematiche, è essenziale investire nella formazione continua del personale e promuovere una cultura aziendale orientata all’innovazione. Inoltre, la collaborazione con partner tecnologici e istituti di ricerca può facilitare l’adozione efficace delle nuove soluzioni.

Infine, la sicurezza informatica deve essere una priorità permanente, con l’implementazione di sistemi di protezione avanzati e la sensibilizzazione su pratiche di cybersecurity.

Il ruolo delle politiche pubbliche nel supporto alle imprese

Le istituzioni hanno un ruolo determinante nel creare un ecosistema favorevole per lo sviluppo digitale. Attraverso incentivi fiscali, finanziamenti per la ricerca e sviluppo, e programmi di formazione, si può sostenere la crescita delle aziende italiane nel contesto globale.

Inoltre, la definizione di una normativa chiara e aggiornata favorisce la fiducia degli investitori e protegge sia le imprese che i consumatori, facilitando l’adozione delle tecnologie digitali in sicurezza.

Un dialogo costante tra settore pubblico e privato, quindi, è indispensabile per mappare le esigenze reali delle imprese e pianificare interventi mirati che rendano l’Italia un polo attrattivo per l’innovazione.

Si è conclusa una giornata di intenso dibattito sulle prospettive economiche nazionali, caratterizzata da nuove strategie imprenditoriali e iniziative governative che mirano a rilanciare la crescita sostenibile nel contesto globale.

Il settore industriale si sta riorganizzando per affrontare le sfide poste dalla transizione energetica, con numerose aziende impegnate a integrare tecnologie innovative e a migliorare l’efficienza delle proprie produzioni. Questo movimento ha avuto un impatto significativo anche sul mercato del lavoro, stimolando nuove opportunità occupazionali nell’ambito delle energie rinnovabili e della digitalizzazione.

Parallelamente, il governo ha illustrato una serie di interventi volti a supportare le piccole e medie imprese, riconoscendole come pilastri fondamentali dell’economia nazionale. Tali misure includono incentivi fiscali, facilitazioni nell’accesso al credito e programmi di formazione dedicati, al fine di rafforzare la competitività e favorire l’internazionalizzazione del tessuto produttivo.

Innovazione e sostenibilità come driver della ripresa

L’incontro ha posto particolare enfasi sull’importanza di promuovere investimenti in ricerca e sviluppo, in modo da accelerare la transizione verso un modello economico più verde e tecnologicamente avanzato. Le istituzioni hanno sottolineato la necessità di una collaborazione stretta tra settore pubblico e privato per superare le barriere attuali e valorizzare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

Uno degli obiettivi principali è stato spiegato consiste nell’incrementare la resilienza del sistema produttivo nazionale, rendendolo meno vulnerabile alle fluttuazioni del mercato globale e alle crisi energetiche. In quest’ottica, è stata evidenziata la centralità di una politica industriale integrata con strategie ambientali rigorose, capace di coniugare sviluppo economico e tutela delle risorse naturali.

Supporto al tessuto imprenditoriale locale

Il governo ha ribadito l’impegno a favorire il rafforzamento del sistema delle piccole e medie imprese, ritenendo fondamentale investire su formazione, innovazione digitale e internazionalizzazione. Sono stati presentati nuovi strumenti finanziari e programmi di accompagnamento per aumentare la capacità delle aziende di competere sui mercati esteri.

Inoltre, è stata messa in rilievo la necessità di facilitare l’accesso al credito, soprattutto per le realtà più giovani e innovative, al fine di stimolare la nascita di startup e promuovere un ambiente imprenditoriale dinamico e inclusivo. Queste strategie mirano a ridurre le disparità territoriali, sostenendo la crescita in tutte le regioni del paese.

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha sottolineato:

“È fondamentale creare le condizioni affinché ogni impresa, indipendentemente dalla dimensione o dalla localizzazione, possa esprimere pienamente il proprio potenziale innovativo e contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro paese.”

Prospettive future e scenari internazionali

Le dinamiche globali, segnate dalla crescente interdipendenza economica tra le nazioni, richiedono una capacità d’adattamento rapida e strategie lungimiranti. La cooperazione multilaterale e il rafforzamento delle relazioni commerciali con i principali partner internazionali sono stati indicati come fattori chiave per garantire stabilità e sviluppo.

In particolare, è stata evidenziata l’importanza di partecipare attivamente alle iniziative europee e internazionali volte a promuovere la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale e la sicurezza energetica. Questi elementi costituiscono le basi su cui costruire un futuro economico solido e coerente con le sfide del XXI secolo.

Il dialogo tra le istituzioni, il mondo imprenditoriale e la società civile rimane essenziale per sviluppare politiche efficaci e condivise, capaci di valorizzare le competenze e le risorse del paese.



Author: Tony
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