Rivenditore di mobili popolare chiude negozi dopo 77 anni

I recenti problemi economici nel settore della vendita al dettaglio di mobili hanno costretto molti rivenditori a chiudere i loro punti vendita per contenere le difficoltà finanziarie.

Un insieme di fattori, tra cui l’aumento dei costi del lavoro e dei materiali alimentato dall’inflazione, le maggiori tariffe doganali e gli effetti residui della pandemia da Covid-19, ha spinto molte aziende del settore dell’arredamento sull’orlo della crisi.

Questa situazione critica ha portato alcune realtà come Outten Brothers Home Furnishings, con sede a Salisbury, Maryland, e New Deal Furniture di El Paso, Texas, a cessare le proprie attività.

Il mercato dell’arredamento ha mostrato una forte volatilità a partire dall’inizio dell’estate: gli ordini nuovi sono diminuiti del 9% a giugno rispetto a maggio 2025, per poi risalire del 6% a luglio rispetto al mese precedente. Questi dati emergono dal rapporto “Furniture Insights” di settembre 2025, elaborato da SmithLeonard Accountants & Consultants.

Complessivamente, gli ordini nuovi da gennaio a luglio 2025 sono calati dell’1% rispetto al medesimo periodo del 2024. Per quanto riguarda le spedizioni, si è registrato un calo del 2% a luglio rispetto a giugno, ma un incremento del 3% rispetto a luglio 2024. Su base annua, al 31 luglio le spedizioni risultano in lieve diminuzione dell’1% rispetto all’anno precedente.

Questi dati indicano una stabilità relativa degli inventari e del livello di occupazione, che restano sostanzialmente in linea con i mesi precedenti e con l’anno 2024. Tuttavia, è stato osservato un lieve calo nel numero di dipendenti.

Il rapporto sottolinea che:

“Il costante declino di personale negli ultimi sei mesi suggerisce che le aziende stanno gestendo l’attrito naturale del personale senza procedere rapidamente con nuove assunzioni.”

Un esempio emblematico della fase di ristrutturazione è la decisione di American Signature Furniture, uno dei principali gruppi americani nel settore dell’arredamento, di chiudere numerosi negozi.

La nota catena ha comunicato il 16 ottobre che tutti i quattro punti vendita ubicati nell’area metropolitana di Nashville chiuderanno, con l’abbandono definitivo del mercato del Tennessee. Questa mossa si inserisce in una strategia di riallineamento del posizionamento sul mercato e di rafforzamento delle operazioni nelle regioni dove il gruppo ottiene i migliori risultati.

La capogruppo American Signature Inc., fondata nel 1948, non ha specificato la data esatta di chiusura dei negozi a Clarksville, Franklin, Madison e Murfreesboro. La catena, che include anche i punti vendita Valley City Furniture, gestisce complessivamente 122 negozi distribuiti in 17 stati, tra cui Delaware, Florida, Georgia, Illinois, Indiana, Kentucky, Maryland, Michigan, Missouri, New York, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, South Carolina, Tennessee, Virginia e West Virginia.

La catena impiega oltre 3.200 addetti in tutti i punti vendita, ma non sono state comunicate informazioni sul numero di dipendenti interessati nella regione del Tennessee né sull’eventuale ricorso a licenziamenti. Non è stata neppure resa nota la presentazione di notifiche obbligatorie secondo il Worker Adjustment and Retraining Notification Act.

La divisione di Columbus, Ohio ha avviato vendite promozionali di chiusura nei negozi dell’area di Nashville, offrendo uno sconto tra il 20% e il 40% su un ampio assortimento di mobili per il soggiorno, la sala da pranzo e la camera da letto, oltre a complementi d’arredo, illuminazione, materassi e tappeti.

Una scelta strategica per il futuro

Il direttore operativo di American Signature, Pat Sanderson, ha spiegato:

“Si tratta di una decisione strategica che riflette le nostre priorità di crescita a lungo termine. Pur dispiacendoci dover chiudere a Nashville, siamo estremamente grati ai nostri clienti che ci hanno accolto nelle loro case nel corso degli anni. Li invitiamo a usufruire di questa vendita temporanea per trovare mobili di alta qualità a prezzi davvero vantaggiosi.”

Il consolidarsi di questa tendenza alla riduzione dei punti vendita rappresenta un segnale importante del cambiamento che sta attraversando il mercato dell’arredamento negli Stati Uniti. Le aziende si trovano a dover bilanciare tra esigenze di contenimento dei costi e l’obiettivo di mantenere la competitività in un ambiente economico complesso e in continua evoluzione.