Nuovo accordo Ocse per un controllo più stretto sugli immobili esteri
- 17 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’OCSE ha annunciato l’introduzione di un nuovo sistema di scambio automatico di informazioni riguardanti gli immobili detenuti all’estero da cittadini e imprese. Il progetto, noto come IMF – International Real Estate Information Framework, mira a contrastare forme di evasione fiscale e occultamento patrimoniale, ampliando il raggio d’azione rispetto ai precedenti accordi multilaterali.
Il meccanismo: più trasparenza tra le autorità fiscali
Il nuovo quadro operativo permetterà alle autorità fiscali dei Paesi aderenti di ricevere dati dettagliati su case, appartamenti, terreni e altre proprietà immobiliari situate al di fuori del proprio territorio nazionale. Le informazioni condivise includeranno:
- Proprietari effettivi
- Valore catastale e stimato
- Ubicazione
- Uso dell’immobile
- Eventuali redditi generati
Questo tipo di collaborazione sarà strutturata in modo simile allo scambio automatico di informazioni finanziarie già attivo in ambito OCSE con il Common Reporting Standard (CRS).
Obiettivo: contrasto a evasione e asset nascosti
L’accordo rappresenta un passo significativo nel contrasto all’evasione fiscale internazionale, consentendo ai Paesi partecipanti di accedere a dati prima difficilmente reperibili. Il nuovo sistema è pensato per ridurre il fenomeno degli asset nascosti all’estero, ovvero beni intestati a società di comodo o a prestanome, spesso localizzati in Paesi a fiscalità agevolata.
Implicazioni per contribuenti e professionisti
L’introduzione di questo sistema impone una maggiore trasparenza fiscale per i cittadini con proprietà immobiliari all’estero e rende indispensabile per i consulenti tributari aggiornare le proprie strategie di pianificazione patrimoniale. Gli Stati membri dovranno inoltre adeguare i propri sistemi informatici e le normative per rendere operativa la condivisione.
Prossimi passi
Il framework OCSE entrerà in vigore gradualmente tra il 2026 e il 2027, con l’adesione prevista da parte di oltre 80 Paesi. L’Italia, già parte del CRS, ha espresso interesse ad aderire al nuovo accordo, che rafforzerà la capacità dell’Agenzia delle Entrate di individuare patrimoni immobiliari non dichiarati.