Un motivo semplice per cui Bitcoin, Ether, XRP e Solana non riescono a decollare
- 17 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
In un contesto sempre più familiare per gli appassionati di criptovalute, i prezzi stanno subendo un calo netto questo giovedì, mentre oro e argento raggiungono nuovamente nuovi massimi storici. Il Bitcoin (BTC) è scivolato di circa il 2% nell’arco dell’ultima ora, attestandosi intorno a 108.800 dollari, rinunciando in gran parte al rimbalzo registrato dopo il crollo di venerdì scorso. Tra le altre criptovalute, le perdite sono ancora più marcate: Ethereum (ETH) è in calo del 3% a 3.918 dollari, XRP a 2,35 dollari e Solana (SOL) a 186 dollari.
Tuttavia, i metalli preziosi mantengono una domanda estremamente forte, con l’oro in crescita di un ulteriore 2% e un nuovo record raggiunto appena sotto i 4.300 dollari l’oncia; l’argento avanza del 3,6%, anch’esso toccando un nuovo massimo.
Quali sono le cause di questa divergenza?
Il Bitcoin e i principali token rimangono sotto pressione dopo la correzione necessaria della scorsa settimana, che ha smaltito gran parte della leva finanziaria eccessiva accumulata. Il fattore scatenante più probabile è la sempre più evidente stretta della liquidità nei mercati finanziari, che sta moderando l’appetito per il rischio degli investitori.
Questa tensione è evidente dall’aumento dello spread tra il Secured Overnight Financing Rate (SOFR) e il Effective Federal Funds Rate (EFFR), salito da 0,02 a 0,19 in una sola settimana, raggiungendo il livello più alto da dicembre 2024, secondo dati di TradingView.
Il SOFR rappresenta il costo per il prestito di denaro a brevissimo termine garantito da titoli di stato americani (Treasury) nel mercato dei repo. I principali prenditori sono banche, broker-dealer, gestori patrimoniali, fondi del mercato monetario e compagnie di assicurazione. Essendo supportato da transazioni reali e garanzie solide, il SOFR è considerato un tasso quasi privo di rischio.
Dall’altro lato, l’EFFR indica il tasso medio ponderato con cui le banche si prestano riserve in eccesso tra di loro nel mercato interbancario overnight, senza alcuna garanzia. È un tasso non garantito, la cui dinamica rispecchia soprattutto la politica monetaria della Federal Reserve.
Quando il SOFR supera l’EFFR, significa che chi presta denaro richiede un rendimento più alto anche per i prestiti con garanzia costituita dai titoli di stato. Questo fenomeno segnala un ristretto accesso alla liquidità e rende più costoso il finanziamento a breve termine.
Il recente aumento dello spread potrebbe quindi limitare i rialzi del Bitcoin, spesso considerato un investimento strettamente legato alla disponibilità di liquidità nel sistema.
È importante sottolineare che lo spread attuale è comunque molto inferiore rispetto al picco di 2,95 raggiunto durante la crisi del mercato dei repo nel 2019. Tuttavia, altri segnali di tensione finanziaria sono presenti. Ad esempio, mercoledì le banche hanno attingono 6,75 miliardi di dollari dalla Standing Repo Facility (SRF), la cifra più alta dallo scoppio della pandemia di coronavirus, a eccezione dei picchi trimestrali di fine periodo.
La SRF, introdotta nel 2021, è uno strumento che fornisce liquidità di emergenza con prestiti overnight due volte al giorno garantiti da Treasury, utile a prevenire crisi di finanziamento temporanee.
Questi segnali di restrizione della liquidità hanno alimentato aspettative nelle community crypto riguardo a possibili interventi imminenti da parte delle banche centrali per alleviare la stretta, potenzialmente rilanciando la spinta rialzista del Bitcoin e delle altre criptovalute verso nuovi massimi.
Resta comunque aperto il dubbio se tali previsioni si concretizzeranno, dato l’incerto clima macroeconomico e la politica monetaria ancora cauta da parte degli enti regolatori.