Vaticano: in Italia resistenza nell’affrontare gli abusi
- 16 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il bisogno fondamentale delle vittime e dei sopravvissuti agli abusi commessi all’interno delle istituzioni ecclesiastiche, o da persone ad esse collegate, è quello di poter accedere alle informazioni riguardanti il proprio caso. Questo rappresenta una questione di grande preoccupazione. Tale indicazione emerge chiaramente dal Rapporto Annuale sulle politiche e le procedure della Chiesa relative alla prevenzione e al contrasto degli abusi, stilato dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e riferito all’anno 2024. Il documento è stato presentato in Vaticano alla presenza dell’arcivescovo Thibault Verny e del vescovo Luis Manuel Alí Herrera, rispettivamente presidente e segretario della Commissione.
L’accesso alle informazioni è stato messo in evidenza come un elemento essenziale nel percorso di guarigione delle vittime e dei sopravvissuti. Una testimonianza riportata nel Rapporto racconta: “Vuoi sapere e non ti dicono nulla. È come essere mandati in purgatorio”. La Pontificia Commissione Antiabusi denuncia una significativa resistenza culturale in Italia nell’affrontare il tema degli abusi. Inoltre, i tabù culturali presenti possono ostacolare sia le vittime e i sopravvissuti sia le loro famiglie nel condividere le esperienze vissute e nel rivolgersi alle autorità competenti.
Il problema dell’assistenza psicologica alle vittime
La Commissione ha osservato, inoltre, una persistente mancanza di adeguate informazioni rivolte alle vittime e ai sopravvissuti, una lacuna già evidenziata nel precedente Rapporto Annuale del 2023. In questa nuova edizione, si ribadisce la necessità che le Chiese locali, che hanno la responsabilità primaria, garantiscano alle singole vittime continui aggiornamenti sullo sviluppo dei loro casi. Altro aspetto critico sottolineato riguarda l’insufficiente offerta di assistenza psicologica destinata sia alle vittime sia alle comunità coinvolte.
Nel Rapporto è riportata la testimonianza di una vittima che ha richiamato l’importanza di mettere a disposizione servizi di consulenza e supporto mentale immediatamente accessibili per chi è stato colpito da abusi, oltre a riconoscere che anche le famiglie, profondamente segnate dalla vicenda, devono ricevere adeguato sostegno.
Una comprensione ancora limitata del fenomeno all’interno della Chiesa
Nonostante gli sforzi, permane una comprensione parziale, da parte di alcune parti della Chiesa, o anche di intere Chiese locali e nazionali, riguardo alle modalità di riparazione nei confronti delle vittime di abusi. Il Rapporto evidenzia come questa lacuna costituisca un vero e proprio ostacolo al processo di guarigione delle persone coinvolte.
Una vittima ha spiegato che indennizzi economici, strutturati in modo trasparente e giusto, possono incidere positivamente sulla vita delle persone colpite, offrendo loro la possibilità di accedere a cure psicologiche necessarie e di riconquistare un senso di dignità personale.
Tuttavia, molte vittime hanno manifestato diffidenza nei confronti dei risarcimenti economici, percepiti talvolta come un tentativo di “prezzare” la sofferenza, suscitando sentimenti contrastanti.
Un ulteriore elemento, risultato chiaro e costante dalle testimonianze, riguarda il forte desiderio delle vittime di essere ascoltate e comprese, di vedere riconosciuta la loro esperienza in modo empatico e rispettoso.