Il Ceo di Docusign: la rapidità di sviluppo di OpenAI spinge le aziende ad accelerare
- 16 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Docusign (DOCU) sta cercando di tenere il passo con OpenAI (OPAI.PVT).
Allan Thygesen, CEO di Docusign, ha dichiarato a Yahoo Finance durante l’Opening Bid: “È il ritmo più rapido di sviluppo tecnologico che abbia mai visto in tutti i miei decenni nel settore tech. Perciò è fondamentale mantenere sempre alta l’attenzione”.
Il lancio frenetico da parte di OpenAI di nuovi modelli e strumenti ha spinto i protagonisti della tecnologia per le imprese — incluso Docusign — ad accelerare i propri piani di sviluppo.
Thygesen ha aggiunto: “Se ti limiti a sviluppare ciò che esiste oggi, rischi di perdere il prossimo svolta”. Ha sottolineato come il team di Docusign debba pensare con un anticipo di sei-dodici mesi per restare competitivo.
Le azioni di Docusign sono diminuite di oltre il 23% dall’inizio dell’anno, andando sotto la performance dell’indice S&P 500, che ha registrato un rally del 13% nello stesso periodo.
Nonostante le recenti difficoltà azionarie, l’ultimo trimestre ha mostrato segnali di ripresa, soprattutto grazie all’aumento di abbonamenti e fatturato. Gli investitori seguono con interesse la capacità di Docusign di integrare nuove funzionalità basate sull’IA nei suoi prodotti.
Nel secondo trimestre, la società ha registrato ricavi per 801 milioni di dollari, un incremento del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando le attese che si attestavano a 780,9 milioni, secondo dati Bloomberg. Gli utili rettificati per azione sono stati di 0,92 dollari, in crescita dell’8,6% rispetto all’anno scorso e sopra la stima di 0,85 dollari.
La società californiana ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio, stimando una crescita dei ricavi compresa tra il 7% e un fatturato totale tra i 3,189 e i 3,201 miliardi di dollari.
Mark Murphy, analista di JPMorgan, ha definito i risultati un “ritorno alla normalità” dopo un rallentamento precedente nelle fatturazioni, alzando il target price da 77 a 80 dollari.
Thygesen ha spiegato che Docusign vuole cogliere l’opportunità mentre il settore è in fermento.
Thygesen ha detto:
“Stiamo cercando di sfruttare appieno gli incredibili investimenti fatti da OpenAI, Google (GOOG), Microsoft (MSFT), Anthropic (ANTH.PVT) e altri, perché le capacità stanno cambiando con estrema rapidità.”
Questa velocità ha posizionato OpenAI in una categoria a sé, nonostante il suo modello di business non trasparente. L’azienda privata ha siglato accordi da miliardi di dollari con Microsoft, Broadcom (AVGO), Nvidia (NVDA) e AMD (AMD), consolidando il suo ruolo come protagonista imprescindibile nel campo dell’intelligenza artificiale.
Per Docusign, OpenAI rappresenta sia un acceleratore sia un partner strategico. “OpenAI è un alleato estremamente importante per noi”, ha commentato Thygesen. “Gran parte della nostra intelligenza artificiale si basa sui loro modelli, oltre ad altri modelli di linguaggio all’avanguardia.”
L’azienda specializzata in firme elettroniche e gestione di accordi punta molto sugli “agenti” di intelligenza artificiale — strumenti specializzati nell’automatizzare le fasi dei flussi contrattuali. Per costruire un agente efficace, è necessario disporre sia di dati che alimentino le risposte e le decisioni, sia di una comprensione approfondita del flusso di lavoro.
Thygesen ha evidenziato come il dataset proprietario di Docusign — oltre 100 milioni di accordi privati, sottoposti a consenso — costituisca un vantaggio competitivo. Grazie a questo enorme patrimonio di dati, l’azienda può migliorare l’accuratezza e sviluppare flussi di lavoro IA più contestualizzati.
Pur essendo “molto presto” per valutare l’impatto sui ricavi, Thygesen ha sottolineato la forte crescita della suite intelligente di gestione, destinata a rappresentare “una percentuale a due cifre bassa” del volume d’affari totale di Docusign entro il quarto trimestre.
In un momento in cui le valutazioni nel settore dell’IA tendono a salire vertiginosamente, Thygesen non sottovaluta la solidità dell’intelligenza artificiale, anche se qualcuno la definisce una bolla.
Thygesen ha affermato:
“Solo perché c’è stata una bolla legata a internet, non significa che internet non sia stato importante. Credo che questa [IA] sia almeno altrettanto rilevante.”