AstraZeneca raddoppia la produzione di Lokelma con un’espansione da 445 milioni di dollari in Texas
- 16 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
AstraZeneca ha annunciato l’ampliamento della sua struttura produttiva in Texas con un investimento di 445 milioni di dollari, volto a soddisfare la crescente domanda del trattamento per l’iperkaliemia Lokelma (sodio zirconio ciclosilicato).
L’espansione, quasi mezzo miliardo di dollari, si concentra sull’impianto di Coppell, Texas, a cui si aggiunge un nuovo edificio di circa 9.000 piedi quadrati che ospiterà due nuove linee produttive. La somma sarà altresì destinata a modernizzare i laboratori dedicati ai test di sostanze e prodotti farmaceutici, oltre a creare ulteriori spazi per il magazzinaggio e gli uffici amministrativi. Nel complesso, AstraZeneca dichiara che l’ampliamento raddoppierà la capacità produttiva di Lokelma.
Lokelma è una sospensione orale indicata per ridurre i livelli di potassio nel sangue. Il farmaco ha ottenuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti nel 2018, tre anni dopo che AstraZeneca lo ha acquisito tramite l’acquisto di ZS Pharma per 2,7 miliardi di dollari.
Nel 2024, Lokelma ha generato ricavi per 542 milioni di dollari, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. Secondo le analisi del Pharma Intelligence Centre di GlobalData, le vendite globali annuali stimate potrebbero raggiungere i 938 milioni di dollari entro il 2031.
Il sito produttivo di AstraZeneca in Texas, che impiega oltre 250 persone, è l’unico fornitore di Lokelma per più di 50 Paesi, compresi gli Stati Uniti.
Jim Fox, senior vice president di AstraZeneca per le operative di fornitura nelle Americhe, ha dichiarato:
“Il nostro impianto a Coppell è un pilastro fondamentale della sanità globale e ha svolto un ruolo significativo nel supporto all’occupazione locale negli ultimi dieci anni. Questa espansione testimonia il nostro impegno verso i pazienti e il sostegno alla visione a lungo termine del Texas per la crescita scientifica e l’innovazione.”
L’investimento di 445 milioni di dollari a Coppell arriva appena una settimana dopo l’avvio da parte di AstraZeneca dei lavori per un nuovo impianto da 4,5 miliardi di dollari dedicato alla produzione di principi attivi farmaceutici (API) in Virginia. Entrambe le opere rientrano in un piano più ampio di 50 miliardi di dollari finalizzato a rafforzare le capacità produttive negli Stati Uniti entro il 2030.
La riduzione della dipendenza dai farmaci prodotti all’estero rappresenta una priorità per la politica industriale americana, fortemente promossa dall’amministrazione Trump. Nel maggio scorso, l’ex presidente ha firmato un ordine esecutivo volto a semplificare l’iter per la costruzione di nuove strutture produttive di farmaci negli Stati Uniti e ad accelerare i tempi di ispezione degli impianti nazionali.
A seguire, la FDA ha annunciato un programma che faciliterà l’approvazione dei nuovi siti produttivi, prevista per agosto 2025, contribuendo a una più rapida espansione della produzione farmaceutica interna.
AstraZeneca si inserisce in una tendenza globale di aziende farmaceutiche straniere che incrementano i loro investimenti negli Stati Uniti. Per esempio, il colosso svizzero Roche ha previsto impegni per 50 miliardi di dollari che genereranno più di mille nuovi posti di lavoro attraverso aperture e ampliamenti di impianti. Anche il gruppo farmaceutico britannico GSK ha annunciato un investimento di 30 miliardi di dollari nel Paese nei prossimi cinque anni.