Stablecoin possono ridurre i costi dei pagamenti transfrontalieri del 99% secondo KPMG

Le stablecoin si stanno affermando come una delle applicazioni più concrete e imminenti per rivoluzionare i pagamenti transfrontalieri, come evidenziato in un recente rapporto della società di consulenza KPMG.

Attualmente, le banche si basano su una rete di corrispondenti bancari che movimenta circa 150 trilioni di dollari all’anno. Questo sistema, spiega il rapporto, richiede generalmente dai due ai cinque giorni per il regolamento delle transazioni, coinvolge molteplici intermediari e comporta costi medi compresi tra 25 e 35 dollari per ogni operazione.

Quest’infrastruttura obbliga le istituzioni finanziarie a immobilizzare ingenti somme di denaro in conti nostro e vostro sparsi a livello globale per garantire la liquidità necessaria, generando inefficienze che la tecnologia delle stablecoin sembra sempre più in grado di risolvere con efficacia.

Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è ancorato a un bene di riferimento, come il dollaro statunitense o l’oro. Esse svolgono un ruolo chiave nei mercati delle criptovalute, fornendo un’infrastruttura per i pagamenti e venendo utilizzate anche per trasferimenti internazionali di denaro. La più rilevante stablecoin in termini di capitalizzazione è Tether (USDT), seguita da Circle (USDC).

Da giorni a pochi secondi

Secondo il rapporto di KPMG, le soluzioni blockchain basate su stablecoin permettono di ridurre i tempi di regolamento dei pagamenti da giorni a minuti o addirittura secondi, a seconda della rete utilizzata. Inoltre, i costi di transazione possono calare drasticamente, in alcuni casi oltre il 99% rispetto ai sistemi di pagamento tradizionali.

I requisiti minori di prefunding riducono la necessità di capitale, migliorando la liquidità complessiva e liberando risorse che altrimenti rimarrebbero bloccate in conti inattivi. Cruciale è anche la capacità di questi sistemi di offrire tracciabilità in tempo reale e auditabilità, sostituendo l’opacità attuale con un livello di trasparenza che risponde alle crescenti aspettative normative.

KPMG sottolinea come istituzioni finanziarie di rilievo abbiano già iniziato a spostare valori concreti tramite reti blockchain, segnando una fase di adozione anticipata di questo modello. Ad esempio, JPMorgan gestisce circa 2 miliardi di dollari di transazioni giornaliere sulla sua piattaforma blockchain. Parallelamente, PayPal ha lanciato una propria stablecoin nel 2023, la cui capitalizzazione ha raggiunto 1,17 miliardi di dollari.

Questi sviluppi indicano chiaramente un forte interesse di mercato per un’espansione ulteriore dei pagamenti transfrontalieri basati su stablecoin, evidenziando come gli asset digitali stiano trasformando l’infrastruttura finanziaria globale in modo pratico e redditizio.