Il governo australiano propone nuovi poteri per Austrac per limitare i bancomat crypto

Il Ministro australiano per gli Affari Interni, Tony Burke, ha proposto di conferire nuovi poteri all’ente nazionale contro il riciclaggio di denaro, l’Australian Transaction Reports and Analysis Centre (AUSTRAC), per intensificare il controllo sugli sportelli automatici di criptovalute (crypto ATM).

Secondo l’annuncio ufficiale, Burke intende introdurre misure che consentano ad AUSTRAC di limitare o vietare determinati prodotti ad alto rischio, sebbene i dettagli specifici sui poteri aggiuntivi verranno resi noti in un secondo momento.

I crypto ATM permettono agli utenti di acquistare criptovalute inserendo contanti o carte bancarie, trasferendo poi i fondi digitali direttamente in un portafoglio elettronico. Tuttavia, rappresentano anche uno strumento frequentemente impiegato per attività illecite. Ad esempio, degli truffatori potrebbero pubblicizzare beni in vendita, indirizzando l’acquirente a versare denaro su un wallet specifico per poi sparire con i fondi.

Sul territorio australiano sono operative circa 2.100 macchine di questo tipo, secondo dati forniti da Coin ATM Radar.

AUSTRAC ha posto particolare attenzione ai crypto ATM come esempio di prodotto da regolamentare, poiché consentono ai riciclatori di denaro di trasformare contanti in valuta digitale che può essere trasferita immediatamente e quasi anonimamente a livello internazionale.

Brendan Thomas, Amministratore Delegato di AUSTRAC, ha spiegato:

“Questo tipo di prodotto si sta moltiplicando rapidamente: sei anni fa erano in funzione solo 23 macchine, tre anni fa 200… Ora ne contiamo circa 2.000.”

Dalle analisi di AUSTRAC su un campione di 90 tra i principali utenti dei crypto ATM, è emerso che l’85% delle transazioni di elevato valore era direttamente collegato a truffe o al trasferimento di fondi verso giurisdizioni ad alto rischio.

All’inizio di quest’anno, l’ente ha già introdotto restrizioni specifiche che limitano i depositi e i prelievi in contanti tramite questi sportelli, obbligando contestualmente gli operatori a rafforzare le procedure di due diligence.

Questi interventi rientrano in una strategia più ampia per garantire maggiore trasparenza e sicurezza nel settore delle criptovalute, contrastando fenomeni di riciclaggio e frode finanziaria su scala globale.