Intesa Sanpaolo a Bologna per la settima tappa di Obiettivo Italia

L’iniziativa denominata Obiettivo Italia 2025, promossa dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, ha fatto tappa a Bologna, coinvolgendo circa 70 rappresentanti del tessuto imprenditoriale locale. La settima tappa si è concentrata sul rafforzamento delle imprese del Centro-Nord, mettendo in evidenza l’importanza della gestione dei rischi, dell’innovazione e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale come driver fondamentali per mantenere elevata la competitività.

Le imprese dell’Emilia-Romagna, conosciute per la loro capacità di adattamento e per una spiccata propensione all’innovazione, stanno affrontando con determinazione le sfide legate ai dazi internazionali. La regione si distingue in Italia per la sua elevata attività brevettuale, con valori che superano di gran lunga la media nazionale, confermandosi un polo di eccellenza nel panorama industriale.

Michele Sorrentino ha dichiarato:

“Il Centro-Nord rappresenta un motore strategico fondamentale per il Paese, sostenuto da un tessuto imprenditoriale dinamico, variegato e fortemente proiettato verso i mercati internazionali. In particolare, l’Emilia-Romagna si configura come un laboratorio di eccellenza industriale, capace di rispondere rapidamente alle sfide globali, trasformandole in nuove opportunità di crescita.”

L’evento, organizzato dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking guidata da Mauro Micillo, ha fatto di Bologna il fulcro del dialogo con le imprese del Centro-Nord, riconosciuta area chiave per lo sviluppo economico italiano grazie alla sua rete industriale consolidata e alla sua tradizione manifatturiera, integrata da una spiccata vocazione all’innovazione.

Gli esperti della Divisione e il Research Department della banca hanno evidenziato come, in uno scenario economico sempre più complesso e caratterizzato da incertezze, la capacità di gestire i rischi assumerà un ruolo sempre più centrale. Parallelamente, gli investimenti in ricerca e sviluppo e la diffusione dell’intelligenza artificiale rappresenteranno leve essenziali per incrementare la produttività e la competitività delle imprese.

Proprio queste tematiche sono state al centro del dibattito durante la tappa bolognese, che ha analizzato lo scenario macroeconomico attuale, i fattori che guidano la crescita e l’internazionalizzazione delle aziende, con particolare attenzione al contributo dell’intelligenza potenziata e alle innovazioni digitali.

La forte adesione al confronto, con la partecipazione di circa 70 professionisti dell’area centrale d’Italia, si aggiunge ai più di 400 partecipanti alle precedenti tappe di Vicenza, Firenze, Lonato del Garda, Torino, Napoli e Milano, sottolineando il crescente interesse verso i temi affrontati dall’iniziativa.

Michele Sorrentino ha aggiunto:

“L’area del Centro-Nord si conferma fulcro strategico per lo sviluppo del Paese, grazie a un ecosistema imprenditoriale vivo, estremamente diversificato e con forte propensione all’export. Questa regione unisce consolidati percorsi manifatturieri con un impulso costante verso innovazione, sostenibilità e nuovi modelli di business. In un contesto globale mutevole, le imprese locali mostrano una notevole capacità di adattamento, investendo in ricerca, capitale umano e internazionalizzazione. L’Emilia-Romagna, nello specifico, rappresenta un laboratorio di eccellenza industriale, in grado di trasformare rapidamente le sfide internazionali in occasioni di sviluppo. Con ‘Obiettivo Italia’ desideriamo accompagnare queste realtà offrendo soluzioni finanziarie e consulenziali personalizzate, valorizzando il territorio e supportandole nella crescita sui mercati mondiali.”

Una presenza capillare per sostenere le imprese del Centro-Nord

L’Italian Network della Divisione IMI Corporate & Investment Banking garantirà il presidio del territorio del Centro-Nord attraverso tre Corporate Center ubicati nelle città di Ancona, Firenze e nell’area Bologna-Parma, assicurando così un supporto efficiente e diretto alle realtà economiche locali. L’area di competenza include sei regioni italiane, permettendo un dialogo costante e soluzioni mirate alle esigenze delle imprese presenti in questi territori.

Questo modello integrato permette di valorizzare le competenze e le risorse locali, facilitando l’accesso ai mercati internazionali e promuovendo investimenti in tecnologie avanzate, fondamentali per garantire la crescita sostenibile. L’impegno di Intesa Sanpaolo attraverso Obiettivo Italia 2025 si pone quindi l’obiettivo di consolidare e potenziare il ruolo delle imprese del Centro-Nord come protagoniste dello sviluppo economico nazionale.

Intesa Sanpaolo assiste con un approccio personalizzato le imprese con un fatturato superiore a 350 milioni di euro nei territori del Centro-Nord Italia, caratterizzati da un tessuto produttivo articolato e dinamico.

Attraverso un team composto da 42 professionisti, la Divisione IMI CIB gestisce in quest’area circa 1.600 clienti affiliati a oltre 330 gruppi commerciali, proponendo soluzioni finanziarie su misura e servizi di consulenza dedicati a sostenere la crescita e l’innovazione. Nel 2024, la media degli impieghi finanziari della Divisione IMI CIB nell’area ha raggiunto 6 miliardi di euro, pari al 7% della quota complessiva dell’Italian Network.

L’iniziativa Obiettivo Italia 2025 si concluderà a Roma, riaffermando il ruolo centrale della Divisione IMI CIB nell’affiancamento ai clienti attraverso ascolto attivo, consulenza dedicata e soluzioni mirate per incentivare una crescita sostenibile e competitiva.

Il contesto macroeconomico in un periodo di incertezza: le priorità per l’economia italiana e l’Emilia-Romagna

L’economia italiana continua a mostrare segnali di resilienza nonostante le tensioni geopolitiche e le molteplici crisi internazionali. Tale capacità è sostenuta dalla solidità del sistema manifatturiero nazionale, dall’ampia base di risparmio delle famiglie e dalla stabilità del settore bancario. Nel corso del 2024, la ripresa del potere d’acquisto delle famiglie dovrebbe tradursi in un aumento dei consumi, mentre il calo dei tassi di interesse favorirà una nuova crescita degli investimenti, soprattutto tra le imprese più innovative e dinamiche, spesso guidate da giovani imprenditori.

Un ulteriore sostegno agli investimenti è atteso dall’accelerazione della spesa legata ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevista per il biennio 2024-2025.

A livello settoriale, secondo un’indagine condotta dal Research Department di Intesa Sanpaolo su operatori che operano a diretto contatto con le imprese, la crescita sarà trainata dai servizi avanzati, dal settore utility, dalla filiera del turismo, nonché dai comparti della sanità, assistenza, trasporti e logistica, ambiti in cui l’Emilia-Romagna si distingue per la sua competitività e dinamismo.

Anche il comparto delle costruzioni mostra segnali favorevoli, con particolare attenzione all’evoluzione del settore civile e residenziale. Più complessa appare invece la situazione nel manifatturiero, soprattutto a causa della trasformazione in atto nel settore automotive e dei cambiamenti nelle politiche commerciali degli Stati Uniti.

A seguito dell’accordo raggiunto tra Stati Uniti ed Europa, dal primo agosto i dazi sulle merci europee sono stati incrementati al 15%, rispetto al 2,5% registrato a inizio anno.

Secondo il Research Department di Intesa Sanpaolo, l’impatto dei dazi sul manifatturiero italiano dovrebbe essere attenuato grazie all’elevata qualità dei prodotti made in Italy e alle strategie di diversificazione dei mercati esteri adottate dalle imprese. In particolare, l’Emilia-Romagna gode di una posizione privilegiata grazie alla sua spiccata propensione all’innovazione: la regione è prima in Italia per numero di brevetti, con valori più che raddoppiati rispetto alla media nazionale.

Attraverso una ricerca interna rivolta alle divisioni della banca che si occupano di sostenere l’internazionalizzazione, sono state analizzate le risposte delle imprese all’imposizione dei dazi americani. Ne risulta una significativa capacità di reazione, con molte aziende italiane ed emiliano-romagnole che stanno attivamente cercando nuovi clienti in mercati alternativi. Contestualmente, si registrano crescenti interessi ad aprire filiali commerciali e unità produttive direttamente negli Stati Uniti.

L’economia della regione Emilia-Romagna ha dimostrato in passato una spiccata attitudine a cogliere le opportunità derivanti dall’espansione in nuovi mercati. Tra il 2019 e il 2024, tra i venti mercati con la crescita più significativa in valore delle esportazioni si trovano paesi come la Polonia (+849 milioni di euro), la Turchia (+840 milioni), gli Emirati Arabi Uniti (+482 milioni), il Messico (+355 milioni), la Corea (+304 milioni), l’Arabia Saudita (+293 milioni), l’India (+271 milioni) e il Brasile (+249 milioni).

Nel primo semestre del 2025, a questi si sono aggiunti mercati emergenti come il Marocco, la Romania, l’Algeria e la Nigeria, ampliando ulteriormente le opportunità per le imprese emiliano-romagnole e rafforzando la loro presenza internazionale.

In tale scenario, risulta fondamentale incrementare gli investimenti volti all’efficientamento dei processi produttivi, alla ricerca e sviluppo, e all’autoproduzione energetica. Le aziende che puntano sull’innovazione e sulla R&S registrano guadagni significativi in termini di produttività del lavoro: il settore manifatturiero, ad esempio, evidenzia come il valore aggiunto per addetto delle imprese innovative superi di circa 40 mila euro quello di quelle prive di attività innovativa.

Questi vantaggi si estendono trasversalmente a tutti i settori produttivi e alle differenti dimensioni aziendali. Un’ulteriore conferma riguarda la correlazione positiva tra l’adozione di fonti energetiche rinnovabili o l’installazione di apparecchiature ad alta efficienza energetica con incrementi di produttività.

In futuro, la competitività delle imprese sarà sempre più influenzata dalla diffusione dell’intelligenza artificiale all’interno del tessuto produttivo. Le aziende che riusciranno a integrare efficacemente queste tecnologie in tutti gli ambiti operativi otterranno benefici rilevanti, migliorando le performance e la capacità di adattamento alle sfide globali.



Author: Tony
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