Ue approva il divieto di burger vegano un duro colpo all’economia plant-based

Una decisione che divide l’Europa

Con 355 voti contrari e 226 favorevoli al tentativo di modifica, il Parlamento Europeo ha approvato definitivamente il divieto di usare termini come “burger”, “salsiccia” e “bistecca” per i prodotti a base vegetale. Una scelta che, secondo molti operatori del settore, rischia di danneggiare un’economia in piena crescita e ormai ben consolidata nei comportamenti dei consumatori.

A sollevare forti critiche è stata UNIVEGAN, la rete che rappresenta le aziende vegane europee, che ha definito la misura “ideologica” e “disconnessa dalla realtà del mercato”. Il fondatore Sauro Martella ha denunciato la penalizzazione di un comparto che rappresenta innovazione, sostenibilità e competitività.

L’impatto economico di una norma controversa

Nel 2023, secondo dati di GFI Europe, il mercato dei prodotti plant-based nei principali paesi UE ha raggiunto i 5,4 miliardi di euro, con una crescita del 5,5%. In Italia, l’espansione è stata ancora più evidente: +8%, per un valore di 641 milioni di euro.

Il divieto potrebbe generare effetti a catena:

  • Costi di rebranding per aziende in tutta Europa (etichette, packaging, comunicazione).
  • Perdita di competitività rispetto a mercati aperti come USA, Regno Unito e Asia.
  • Frenata agli investimenti in innovazione alimentare, R&D e tecnologie sostenibili.

Contraddizioni con le politiche Ue

La decisione sembra andare in direzione opposta rispetto agli obiettivi dell’European Green Deal, alla strategia Farm to Fork, e ai programmi di finanziamento europeo per l’innovazione alimentare (come Horizon Europe). Inoltre, contraddice una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, che aveva riconosciuto come sufficienti le attuali norme per la trasparenza verso i consumatori.

Un ulteriore elemento critico è l’assenza di un periodo transitorio per consentire l’adeguamento delle etichette, e un errore tecnico nel testo normativo, che dovranno ora essere analizzati nei prossimi passaggi istituzionali.

La mobilitazione del settore

Secondo Martella, “le aziende vegan sono un motore di progresso alimentare: ingredienti innovativi, packaging ecologico, filiera sostenibile. Bloccarle su un tema linguistico è arbitrario e rischioso per il futuro del settore”.

UNIVEGAN ha già invitato imprese e organizzazioni del settore a mobilitarsi presso i governi nazionali, in vista dei prossimi negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio UE, dove verranno definite le modalità applicative del divieto. Uno dei punti chiave sarà ottenere un periodo di transizione per evitare danni immediati alle aziende.



Author: Tony
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