Lecornu all’Assemblea nazionale sospende la riforma delle pensioni

Sébastien Lecornu è riuscito dove François Bayrou e Michel Barnier avevano incontrato difficoltà, placando le proteste in Assemblée nationale che avevano più volte interrotto i precedenti primi ministri durante le Dichiarazioni di politica generale. Il Ministro ha ottenuto questo risultato adottando tre strategie chiave: ha rilanciato il ruolo centrale del Parlamento, ha annunciato un’imposta straordinaria sui grandi patrimoni e, soprattutto, ha promesso la sospensione della riforma delle pensioni fino al 2028, dopo le elezioni presidenziali. Tuttavia, si è trattato di un discorso focalizzato sugli obiettivi a breve termine, definendo il suo governo come un esecutivo di missione con compiti precisi.

Le dichiarazioni riguardanti le pensioni erano le più attese tanto che l’assenza di censura da parte del partito socialista dipendeva proprio da questo punto. Lecornu ha annunciato che in autunno proporrà di non aumentare l’età legale per il pensionamento da oggi fino a gennaio 2028, come richiesto espressamente dalla CFDT, il più grande sindacato francese. Il segretario del partito socialista, Olivier Faure, è rimasto in silenzio per lungo tempo, ma alla fine ha applaudito quando Lecornu ha aggiunto che anche la durata dell’assicurazione pensionistica resterà bloccata a 170 trimestri fino al 2028, in riferimento al sistema di calcolo contributivo.

Saranno inoltre migliorate le condizioni previdenziali per le donne e verrà riconsiderato l’elenco delle professioni usuranti, come anticipato durante i dibattiti voluti da Bayrou. Tuttavia, il presidente del gruppo socialista, Boris Vallaud, è rimasto impassibile durante tutto il discorso, e alla fine è stato lui a rispondere al Ministro:

Boris Vallaud ha detto:

“La nostra unica guida è l’interesse del Paese e dei francesi. Siamo consapevoli delle difficoltà e stiamo facendo una scommessa rischiosa di cui solo il futuro potrà dirci l’esito.”

Anche se critico verso il governo, non si è esplicitamente espresso riguardo alle mozioni di censura. A confermare che i socialisti non voteranno le proposte di sfiducia avanzate dalle opposizioni radicali sono stati anche i parlamentari Laurent Baumel e lo stesso Olivier Faure in serata. In parallelo, il capogruppo dei Républicains, Laurent Wauquiez, ha ribadito la volontà di non partecipare alla caduta del governo.

Grazie a questi appoggi, Lecornu potrebbe superare il rischio di una crisi di governo causata da voti di sfiducia provenienti da forze di opposizione più estreme.

Il compromesso sulla sospensione della riforma

La proposta di sospendere la riforma non significa una riduzione dell’attenzione ai costi: Lecornu è stato categorico nel dichiarare che non accetterà spese incontrollate. Ha spiegato che la sospensione comporterà un costo di 400 milioni di euro nel 2026 e 1,8 miliardi nel 2027, somme che dovranno essere compensate attraverso misure di risparmio. La priorità è mantenere il deficit sotto il 5% per la fine del 2026.

Riflettendo sulla sua esperienza da Ministro delle Forze Armate, Lecornu ha sottolineato:

“Chi spera in una crisi o in un blocco del bilancio francese non è amico della Francia.”

La questione pensionistica non potrà essere però archiviata con una sospensione a fini puramente tattici o temporanei. Il Ministro ha proposto di organizzare nelle settimane a venire una conferenza dedicata a pensioni e lavoro, coinvolgendo tutte le parti sociali. Se questo dialogo porterà a un accordo, il governo tradurrà gli impegni in una legge che verrà discussa dal Parlamento. In caso contrario, saranno i candidati alle presidenziali a proporre le loro soluzioni, spetterà quindi agli elettori scegliere.

La conferenza dovrebbe presentare le sue prime conclusioni entro la prossima primavera, aprendo così un confronto strutturato e partecipativo su uno dei temi più sensibili della politica francese.



Author: Tony
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