Italiani all’estero, via libera della Camera al ddl e nuove regole per la carta d’identità elettronica
- 14 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A pochi mesi dall’entrata in vigore della legge 74/2025, che ha limitato soprattutto l’automaticità dello iure sanguinis introducendo nuovi requisiti di residenza e di legami concreti con l’Italia, il Parlamento torna a discutere sul riconoscimento della cittadinanza italiana per i discendenti di italiani nati all’estero.
È stata approvata in prima lettura dalla Camera la proposta di legge del Governo collegata alla legge di Bilancio 2025, che interviene per rivedere i servizi destinati ai cittadini e alle imprese italiane all’estero. Le nuove norme puntano a snellire le procedure e a migliorare l’efficienza del sistema di riconoscimento della cittadinanza tramite lo iure sanguinis, attualmente rallentato da un massiccio accumulo di pratiche pendenti soprattutto in paesi come Argentina e Brasile, che impedisce una normale attività della rete degli uffici consolari.
Rilascio della carta d’identità elettronica
L’articolo 5 del disegno di legge, modificato durante l’esame in commissione, prevede mediante norma ordinaria ciò che era già disposto a livello regolamentare: la carta d’identità può essere utilizzata come documento valido per l’espatrio, salvo casi in cui sussistano motivi validi per il diniego o il ritiro del passaporto. In queste circostanze, la carta d’identità riporterà l’annotazione “Documento non valido ai fini dell’espatrio”.
Durante la fase referendaria è stata inoltre inserita una disposizione che consente ai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire di richiedere la carta d’identità elettronica direttamente presso i Comuni, secondo modalità tecniche e organizzative definite dal Ministero dell’Interno e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Centralizzazione e semplificazione delle procedure di cittadinanza
È prevista la creazione di un nuovo ufficio dirigenziale generale all’interno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dedicato alla gestione centralizzata delle pratiche per la ricostruzione della cittadinanza italiana tramite iure sanguinis, che attualmente sono di competenza degli uffici consolari. Questa nuova struttura entrerà in funzione a partire dal 1° gennaio 2018.
Inoltre, la proposta di legge introduce una modifica procedurale riguardante la legalizzazione delle firme sugli atti prodotti all’estero che devono essere riconosciuti validi in Italia, per semplificare e velocizzare tali processi amministrativi.
Le parole di Orsini su efficienza e promozione all’estero
Andrea Orsini, relatore per Forza Italia, ha commentato:
“Questa legge mira a rendere più efficiente e trasparente il processo di riconoscimento della cittadinanza tramite iure sanguinis, alleggerendo al contempo gli uffici consolari da oneri amministrativi per poter concentrare maggiori risorse sulle attività diplomatiche e sul supporto ai cittadini italiani all’estero.”
Ha poi aggiunto:
“Alla portata politica più ampia si aggiunge anche l’inserimento, tra le funzioni istituzionali del Maeci, della promozione della crescita economica attraverso il sostegno alle esportazioni e agli scambi commerciali internazionali.”
Criticità sollevate dal Consiglio generale degli italiani all’estero
Nei mesi recenti, il Consiglio generale degli italiani all’estero ha manifestato diverse perplessità in merito al disegno di legge, in particolare riguardo alla perdita di competenze da parte degli uffici consolari e alle difficoltà pratiche che potrebbero emergere nell’esercizio del diritto alla cittadinanza attraverso lo iure sanguinis.
Il timore principale riguarda infatti un possibile aumento degli ostacoli burocratici per i cittadini italiani residenti all’estero che desiderano far valere i propri diritti, a fronte di una centralizzazione dei processi che potrebbe rendere meno accessibili e meno tempestivi i servizi consulari.