Il boom dell’AI richiama la bolla delle dot-com degli anni ’90 secondo il FMI

Il Fondo Monetario Internazionale ha segnalato martedì la presenza di forti somiglianze tra l’attuale boom degli investimenti in intelligenza artificiale (IA) da parte delle aziende statunitensi e l’ondata di investimenti tecnologici degli anni ’90, legata all’esplosione delle dot-com.

Nel suo ultimo rapporto sul World Economic Outlook, pubblicato in occasione degli incontri autunnali con la Banca Mondiale, il FMI ha analizzato lo scenario economico globale, evidenziando come l’attuale spinta agli investimenti tecnologici ricordi molto quella finalizzata all’infrastruttura internet degli anni novanta.

Pierre-Olivier Gourinchas, direttore del dipartimento di ricerca del FMI, ha dichiarato in conferenza stampa:

“Nell’attuale ondata di investimenti tecnologici si avvertono chiaramente echi della bolla dot-com della fine degli anni ’90. Allora era Internet a guidare gli investimenti, oggi è l’intelligenza artificiale.”

Gourinchas ha inoltre spiegato che l’aumento dei valori di mercato, gli investimenti in forte espansione e il solido consumo nel settore tecnologico stanno sostenendo la crescita economica statunitense. Tuttavia, ha evitato di prevedere una crisi dei mercati azionari simile a quella che seguì al crollo della bolla dot-com.

Ha precisato:

“Non credo che qualcuno possa oggi dire con certezza se questa fase sarà seguita da una correzione del mercato.”

Gli Stati Uniti detengono la leadership mondiale negli investimenti in IA. Aziende tecnologiche di rilievo come Meta, Amazon, Microsoft e Alphabet stanno investendo centinaia di miliardi di dollari per costruire grandi centri dati e rafforzare l’infrastruttura necessaria a supportare l’intelligenza artificiale. Questo ritmo straordinario di spesa ha fatto da motore ai mercati azionari, che quest’anno hanno toccato nuovi record.

Secondo alcune stime, le spese in conto capitale dedicate all’intelligenza artificiale potrebbero rappresentare il 2% del PIL degli Stati Uniti nel 2025. Senza questo livello di investimenti, la crescita degli investimenti privati negli Stati Uniti sarebbe probabilmente in calo rispetto all’anno precedente, complici le incertezze generate dai dazi dell’amministrazione Trump.

Questa spesa imponente ha sollevato preoccupazioni tra gli analisti riguardo alla possibile formazione di una nuova bolla speculativa nell’IA, il cui scoppio potrebbe provocare perdite occupazionali e rallentamenti nella crescita economica americana.

Negli anni ‘90, gli investitori avevano puntato fortemente sulle potenzialità dell’Internet, riversando capitali in imprese pronte ad adottare la nuova tecnologia. Quando però i ritorni promessi non si sono concretizzati, gli investitori hanno dismesso massicciamente le azioni delle aziende tecnologiche, provocando un tracollo dei mercati. L’indice S&P 500 ha perso circa la metà del suo valore nel periodo compreso tra marzo 2000 e ottobre 2002.