La dominanza di Tether e Circle messa alla prova

Analizzando oggi la capitalizzazione di mercato di USDT e USDC, si potrebbe erroneamente presumere che siano insuperabili. Con Tether e Circle che detengono oltre l’80% del valore globale delle stablecoin per capitalizzazione a ottobre 2025, la maggior parte degli altri competitori nativi delle criptovalute non è ancora riuscita a proporre una sfida convincente, nonostante molti offrano soluzioni interessanti sia per gli utenti sia per le piattaforme di distribuzione. Fino ad oggi, un mercato dominato dalle criptovalute, la mancanza di chiarezza regolamentare, i vantaggi del first-mover e robuste integrazioni con canali on-ramp e off-ramp hanno permesso a Tether e Circle di generare un valore significativo.

Il recente periodo definito “Stablecoin Summer”, caratterizzato da un aumento della domanda, maggiore chiarezza normativa e nuovi attori nel mercato, ha messo in luce alcune criticità riguardo alle stablecoin considerate di fatto dominanti. È evidente come i due operatori abbiano avvertito la necessità di reagire: numerosi e strategici innesti nella loro dirigenza e il lancio di versioni regolamentate in Europa (EURC) e negli Stati Uniti (USA₮) dimostrano la consapevolezza di adattarsi per mantenere la leadership o, almeno, proseguire nella crescita. Tuttavia, permangono dubbi importanti: queste mosse saranno sufficienti per conservare il ruolo di avanguardia rispetto alla concorrenza?

La Competizione nell’Ecosistema

L’impiego delle stablecoin è stato finora trainato principalmente dalle applicazioni della finanza decentralizzata (DeFi), che comprendono il trading, il prestito, lo staking, il yield farming e la fornitura di liquidità. Un altro fattore significativo è rappresentato dalla forte richiesta di pagamenti internazionali, risparmi e accesso al dollaro in paesi con valute fiat instabili o sottoposte a restrizioni.

Le grandi piattaforme di exchange centralizzate hanno avuto un ruolo determinante nel successo di Tether e Circle, fungendo da snodi essenziali per le operazioni di on-ramps e off-ramps necessari a immettere e far uscire la domanda globale dal sistema. Non c’è dubbio che senza Coinbase, USDC (lanciata quattro anni dopo USDT) non godrebbe oggi della posizione acquisita. La dinamica si comprende meglio considerando che Coinbase detiene il 50% delle entrate derivanti dalle riserve di USDC. La relazione tra Bitfinex e Tether è leggermente diversa ma anch’essa significativa, mentre il supporto ricevuto da exchange quali Binance ha certamente contribuito al successo di Tether.

Tuttavia, un’ondata recente di nuovi concorrenti come USDG (gestita da Paxos) e USDe (di Ethena) ha dimostrato che gli attori del mercato sono disposti a cimentarsi offrendo modalità più semplici per gli utenti di ottenere un rendimento sugli asset detenuti. In un mercato dove i prodotti risultano piuttosto omogenei, questo rappresenta uno dei principali fattori di valore per gli utenti. Prendendo l’esempio degli ultimi annunci di USDe: l’integrazione con Bybit e Binance ha reso più accessibili le opportunità di guadagno, offrendo agli utenti ricompense per i fondi depositati o utilizzati come garanzia. In maniera simile, USDG, componente del Global Dollar Network, ha adottato strategie analoghe.

Più recentemente, Hyperliquid — uno exchange decentralizzato basato su una blockchain layer-1 proprietaria — ha annunciato il lancio della propria stablecoin nativa e regolamentata, USDH, in partnership con Native Markets. Prima di questo, Hyperliquid aveva registrato una crescita straordinaria delle volumi, superando i 330 miliardi di dollari di trading spot e perpetuo nel luglio 2025, superando brevemente Robinhood. Grazie a questo successo, detiene depositi in USDC per circa 5,97 miliardi di dollari, quasi il 10% della circolazione totale. Il passaggio alla propria stablecoin indica chiaramente la volontà di importanti attori dell’ecosistema di entrare direttamente nel mercato, evitando di cedere i ricavi degli interessi generati da Circle sulle riserve di USDC. Nel caso di Hyperliquid, considerando un rendimento prudente del 4%, l’adozione della propria stablecoin potrebbe significare un potenziale di ricavi annui fino a 240 milioni di dollari, convertendo l’intero valore in piattaforma da USDC a USDH.

In risposta diretta a questa dinamica, Circle, per tutelare la propria quota di mercato e i ricavi, ha lanciato una versione nativa di USDC su HyperEVM. Questa iniziativa mira a rafforzare l’integrazione di USDC nell’ecosistema di Hyperliquid, consentendo trasferimenti agevoli su oltre una dozzina di reti differenti tramite il Cross-Chain Transfer Protocol di Circle. Contestualmente è stato annunciato un investimento attraverso l’acquisto di token $HYPE, confermando un impegno strategico diretto nel progetto.

Hyperliquid ha recentemente introdotto il suo token nativo di utilità e governance.

Analogamente, l’annuncio recentemente fatto da Ethena riguardo allo stablecoin USDe in collaborazione con Binance rappresenta una sfida al predominio di Tether. Dopo la quotazione di USDe su Binance, l’exchange ha aggiunto diverse coppie di trading con USDe, integrandolo anche nel programma Binance Earn.

Come per USDC e Coinbase, gli utenti di Binance in determinati paesi possono ora guadagnare rendimenti sulle stablecoin detenute sulla piattaforma, comprese quelle utilizzate nel margine di portafoglio su futures e contratti perpetui. Questa iniziativa, insieme a un’offerta promozionale molto interessante (12% APR per un periodo limitato), ha portato USDe a superare i 2 miliardi di dollari di volume sulla piattaforma.

Parallelamente, la capitalizzazione di mercato di USDe ha raggiunto i 14 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 6 miliardi registrati a gennaio di quest’anno. Questi risultati seguono una serie di iniziative di crescita del terzo stablecoin per capitalizzazione.

Di recente, l’uso di USDe ha superato quello di USDC su Bybit dopo un’integrazione simile, dimostrando come l’ecosistema stia puntando a conquistare quote di mercato da Tether e Circle. Diversi altri operatori, come USDG, uno stablecoin emesso da Paxos, stanno cercando di integrarsi con exchange chiave per ridistribuire parte dei ricavi generati dagli interessi sulle riserve.

Al 1° gennaio 2025, USDT e USDC detenevano insieme l’88% della capitalizzazione totale delle stablecoin, valutata a 181 miliardi di dollari. Dieci mesi dopo, il mercato globale è cresciuto di oltre il 50%, passando da 205 a 313 miliardi di dollari al 9 ottobre, ma la quota combinata di USDT e USDC si è ridotta a circa l’82%.

Questa diminuzione, seppur moderata, indica chiaramente che la concorrenza si sta intensificando e che nuovi protagonisti stanno progressivamente erodendo la supremazia dei due principali attori.

Ostacoli normativi e scenari futuri

Le principali stablecoin non devono affrontare solo la sfida dei concorrenti, ma anche un contesto regolatorio in evoluzione. L’Unione Europea ha introdotto il MiCA, un quadro normativo completo per regolamentare criptovalute, fornitori e partecipanti dell’ecosistema.

Tether ha comunicato chiaramente la sua posizione, annunciando che non si conformerà a MiCA, giudicato eccessivamente restrittivo e pericoloso dal CEO dell’azienda. Di conseguenza, USDT è stato escluso da exchange centralizzati che rappresentavano importanti punti di accesso per l’on-ramp e off-ramp.

Circle, pur trovandosi in una posizione relativamente più solida grazie alla conformità a MiCA, ha riscontrato alcune difficoltà. La normativa definisce USDC e altre stablecoin come “e-money tokens” (EMT), vietandone legalmente l’erogazione di rendimenti agli utenti nell’UE, compromettendone quindi l’attrattiva sulle piattaforme che in precedenza offrivano premi.

Tuttavia, per Tether è un sollievo che l’Europa rappresenti solo una quota limitata del loro mercato complessivo, essendo la maggior parte dei volumi USDT generata in Asia e altri mercati non occidentali.

Analogamente, Circle ha risentito in modo attenuato delle restrizioni, poiché queste normative si applicano a tutte le stablecoin. Ciò significa che, a meno che i token non siano conservati on-chain, agli utenti non è consentito ricevere alcun rendimento, diminuendo il valore relativo rispetto ad altre forme tradizionali di conservazione del denaro.

Negli Stati Uniti, il disegno di legge GENIUS Act potrebbe avere un impatto simile sul mercato. Attualmente, USDT risulta non conforme e si prevede che subirà lo stesso tipo di esclusioni degli exchange centralizzati registrate in Europa.

Le stablecoin non potranno più erogare interessi direttamente ai possessori, e anche se al momento sono esenti, le banche stanno facendo pressione affinché i programmi di ricompense vengano inclusi nel divieto. Una preoccupazione legittima, considerando il rischio di fuga di depositi causato dai rendimenti molto più elevati offerti da questi programmi.

In risposta, Tether ha lanciato USA₮, un prodotto conforme alle normative statunitensi, emesso da Anchorage Digital e guidato dall’ex esperto della Casa Bianca per le criptovalute, Bo Hines, come CEO.

La strategia è stata ponderata: mantenere il supporto all’USDT offshore altamente redditizio ma non conforme a USA ed UE, affiancandolo a USA₮ come prodotto regolamentato complementare, in modo da coprire sia il mercato non regolamentato che quello ufficiale.

Nonostante le incertezze normative riguardo ai programmi di ricompense, con le banche intenzionate a eliminarli, Circle continua a monitorare l’evoluzione con attenzione.

Emittenti negli Stati Uniti, come Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase e Wells Fargo, si trovano di fronte alla minaccia rappresentata dall’ingresso massiccio di banche e altre istituzioni nella competizione delle stablecoin, in seguito all’introduzione del GENIUS Act. Questi istituti stanno infatti pianificando o esplorando con impegno nuove iniziative in ambito stablecoin, con Bank of America e Citigroup che hanno confermato l’intenzione di lanciare proprie stablecoin ancorate al dollaro americano. Anche i colossi fintech come PayPal, Revolut e Robinhood si preparano a entrare nel mercato con i propri token.

Un mercato in evoluzione e maggiori sfide per i leader storici

La predominanza di Tether e Circle, prima considerata praticamente inamovibile, sta ora affrontando la sua prova più difficile. Quella che fino a poco tempo fa sembrava una gara tra due protagonisti si sta trasformando in un ecosistema ricco di concorrenti diversi, ognuno impegnato a sfruttare nuove tecnologie, integrazioni e opportunità regolamentari per conquistare quote di mercato.

La crescita di stablecoin integrate nativamente come USDe e USDH – insieme alla crescente pressione da parte delle autorità regolatorie e all’imminente ingresso di grandi attori bancari e fintech – indica che la prossima fase del mercato delle stablecoin sarà caratterizzata da frammentazione, innovazione e una riorganizzazione degli equilibri di potere.

Tether e Circle sono consapevoli di questi cambiamenti. La loro strategia si basa su partnership mirate, adeguamenti normativi e integrazioni tecnologiche, segnali di una volontà di adattarsi. Tuttavia, resta da vedere se queste mosse basteranno a mantenere le loro posizioni nel mercato.

Il futuro di queste due realtà non dipenderà solo dalla dimensione e dalla storicità nel settore, ma anche dalla capacità di evolversi per soddisfare le esigenze degli utenti in un contesto sempre più competitivo e regolamentato.

Con il maturare del mercato, la definizione stessa di “stablecoin dominante” potrebbe modificarsi sensibilmente. In questo nuovo scenario, il successo non sarà tanto una questione di chi arriva prima, quanto di chi riuscirà a essere il più flessibile e adattabile.