Riaperto Rafah si valuta l’invio di circa 200 carabinieri nella Striscia di Gaza ecco cosa faranno

I militari di Italia, Francia e Spagna si apprestano a presidiare nuovamente il valico di Rafah, situato a sud della Striscia di Gaza, per garantire la sicurezza del transito di persone e merci in entrata e in uscita dalla regione. Dopo la riapertura dello snodo logistico al confine tra Egitto e Gaza, è stata rilanciata la missione EUBAM (European Union Border Assistance Mission), un’operazione dell’Unione europea che supporta la gestione integrata delle frontiere.

Il contingente italiano, composto da carabinieri, è tornato operativo sul campo. Si tratta del primo impegno diretto dell’Italia nel contesto post-bellico nella Striscia. Parallelamente, sono in corso valutazioni per un possibile invio di circa duecento carabinieri destinati ad addestrare le forze di sicurezza palestinesi. Inoltre, si sta considerando l’eventuale partecipazione di esperti del genio militare italiano per la bonifica di mine e ordigni bellici ancora presenti sul territorio.

Tali decisioni dipenderanno dagli esiti dei colloqui in programma nei prossimi giorni e dalle eventuali risoluzioni emanate dalle Nazioni Unite. Tra le ipotesi inoltre c’è il possibile invio di medici provenienti dalle eccellenze ospedaliere italiane, come ad esempio quelle dell’ospedale Bambino Gesù. In parallelo, si sta valutando la fattibilità di allestire ospedali da campo nella zona meridionale di Gaza, una soluzione già considerata in passato ma poi abbandonata a causa della carenza di acqua potabile in loco.

Ripresa della missione EUBAM a Rafah

La missione EUBAM è stata riallocata a Rafah a gennaio scorso, dopo il primo cessate il fuoco tra Israele e Hamas, che ha permesso la riapertura parziale del valico. I flussi di passeggeri attraverso il confine erano ripresi a febbraio fino al 17 marzo, periodo nel quale la missione ha facilitato il passaggio sicuro di 4.176 persone, di cui 1.683 pazienti con i loro accompagnatori, lavorando in stretta collaborazione con l’Autorità Palestinese per i confini e i valichi.

Le operazioni sono state interrotte il 18 marzo in seguito alla ripresa delle ostilità, che ha comportato la chiusura del valico. Da allora, le squadre specializzate sono rimaste dispiegate nella regione, con base ad Ashkelon, continuando a supportare iniziative volte a rafforzare la sicurezza del territorio in attesa di una nuova gestione efficace del valico, nell’ottica di una pace duratura, ora più vicina.

Forze in campo e compiti attuali

In attesa di un possibile ampliamento della missione, attualmente la forza sul territorio è composta da un nucleo di circa venti operatori, fra cui squadre specializzate di carabinieri (ad oggi circa otto militari), membri della gendarmeria francese e della Guardia Civil spagnola, che costituiscono insieme una componente di gendarmeria europea. Il loro mandato iniziale si concentra soprattutto sul monitoraggio della sicurezza; tuttavia, non è previsto che svolgano controlli diretti su persone e merci, almeno per il momento.

Non è escluso che nei prossimi giorni possa essere richiesta la presenza di ulteriori rinforzi militari, eventualmente decine di unità, per integrare il contingente già presente.

Addestramento delle Forze di Sicurezza Palestinesi

A Gerico, in Cisgiordania, è pronto a riprendere il programma di addestramento della missione bilaterale Miadit Palestina, che coinvolge un piccolo gruppo di istruttori militari dell’Arma dei Carabinieri e ha come obiettivo potenziare le capacità operative delle Forze di sicurezza palestinesi. L’estensione di questa attività alla Striscia di Gaza è prevista non appena si creeranno le condizioni adeguate sul terreno.

Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha ribadito negli ultimi giorni l’importanza dell’impegno italiano nell’area, sottolineando:

“L’Italia è già attiva in quelle zone e proseguirà il proprio impegno perché è nostro dovere fare il possibile affinché il conflitto in corso possa definitivamente cessare e non riprendere.”



Author: Tony
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