Ripple riprende quota con un +8% mentre tornano 30 miliardi di dollari dopo il crollo causato dalla guerra commerciale

XRP ha recuperato 30 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato dopo il crollo causato dalle tensioni tariffarie della scorsa settimana, risalendo da 2,37 a 2,58 dollari grazie a un volume istituzionale esplosivo. Il rimbalzo ha segnato una delle sessioni più intense dell’anno, confermando l’aggressivo acquisto sui ribassi da parte dei trader che si stanno riposizionando in vista di nuovi sviluppi macroeconomici.

Il recupero segue una perdita del 50% innescata dall’annuncio del presidente Donald Trump di un aumento del 100% dei dazi contro la Cina, che ha provocato liquidazioni per 19 miliardi di dollari nel mercato delle criptovalute in pochi minuti. Gli acquisti rinnovati hanno restituito fiducia agli investitori, con gli analisti che monitorano la possibilità di una chiusura settimanale record oltre i 3,12 dollari, cifra che rappresenterebbe la candela più forte di XRP dalla sua creazione. Nonostante ciò, i mercati più ampi restano in modalità “risk-off” — con il Dow Jones in calo di 900 punti e il Nasdaq di 820 — mentre i desk delle criptovalute segnalano afflussi istituzionali mirati proprio su XRP.

Sintesi dell’andamento dei prezzi

XRP è cresciuto dell’8,5% tra il 12 ottobre alle 05:00 e il 13 ottobre alle 04:00, oscillando in un intervallo di 0,22 dollari (9%) compreso tra 2,37 e 2,59 dollari.

I breakout più significativi si sono verificati tra le 14:00 e le 17:00, con un picco di volumi a 276,8 milioni, più del doppio della media giornaliera (118 milioni).

Il supporto è stato confermato a 2,37 dollari grazie a inversioni di prezzo sostenute da volumi elevati, mentre la resistenza si è formata intorno a 2,59 dollari.

Una spinta finale ha permesso di superare la soglia di 2,57 dollari, chiudendo a 2,58 dollari con un volume di 2,3 milioni, consolidando così la continuazione del trend rialzista.

Analisi tecnica

La struttura tecnica evidenzia ora un canale ascendente ben definito, con un supporto a 2,37 dollari e una resistenza a 2,59 dollari. Chiusure costanti sopra i 2,59 potrebbero permettere un allungo verso i 2,70–2,75 dollari, mentre non riuscire a mantenere la soglia di 2,50 potrebbe comportare un ritracciamento fino a 2,42 dollari.

Il momentum rimane positivo e viene guidato dagli ordini istituzionali che accompagnano ogni fase di breakout. Gli analisti sottolineano come la rottura sopra i 2,57 dollari rappresenti la conferma di un’inversione di tendenza nel breve termine; il supporto volumetrico continuo mantiene intatto il bias rialzista.

Cosa osservano i trader?

Molti operatori guardano al mantenimento del livello di 2,57 dollari come nuovo punto di supporto.

Un successo nel superare la resistenza a 2,59 aprirebbe la strada a obiettivi tra 2,70 e 2,75 dollari, con un possibile target esteso oltre i 3,00 dollari.

I movimenti del mercato rimangono influenzati dalle notizie sulla guerra commerciale e dai discorsi della Federal Reserve che condizionano il sentimento di rischio su tutti gli asset.

Infine, la speculazione sull’introduzione di ETF e i flussi istituzionali continuano a supportare la fase di ripresa dopo la caduta improvvisa.