Unicef: 122 milioni di ragazze escluse dall’istruzione nel mondo

In Italia qual è la situazione attuale? Per celebrare la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, Unicef Italia ha lanciato l’Officina Unicef Interview. Questa prima edizione, intitolata “Noi, ragazze di oggi”, dedicata ai trent’anni dalla IV Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, fa il punto sui progressi raggiunti, avvalendosi della preziosa collaborazione di Linda Laura Sabbadini, ex direttrice centrale dell’Istat e figura di riferimento nella diffusione dei dati di genere nel nostro Paese.

Nonostante i passi avanti, il rapporto tra donne e scienza resta un tema delicato. Nell’ambito dell’istruzione, le ragazze italiane risultano ancora significativamente sottorappresentate nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica): solo il 16,8% delle ragazze laureate si specializza in questi campi, contro il 37% dei coetanei maschi, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Istat del 2025.

Il percorso scolastico varia inoltre in relazione al background culturale e alla provenienza: il 66,6% delle ragazze italiane frequenta il liceo, mentre tra le giovani straniere la percentuale scende al 49,4%. Al contrario, le ragazze straniere mostrano una sovrarappresentanza negli istituti professionali, con il 20,8% rispetto al 13,9% delle italiane, dati forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nello studio “Gli Alunni con cittadinanza non italiana”. Questi dati confermano come fattori socioeconomici e culturali continuino a influenzare pesantemente l’accesso alle opportunità formative.

Il lavoro: il divario di genere persiste

Il mercato del lavoro italiano mostra un divario di genere ancora rilevante. Nel 1995 il tasso di occupazione femminile era del 38,2%, mentre quello maschile si attestava al 67%, secondo i dati storici dell’Istat. Oggi, sebbene le donne lavorino di più, raggiungendo il 53,3%, il divario con gli uomini rimane ampio, dato che il tasso occupazionale maschile è al 71,1% (Rapporto Annuale Istat, 2025).

Nonostante trent’anni fa le donne avessero già superato gli uomini in termini di diplomati e laureati, il 38,1% delle giovani laureate oggi svolge occupazioni che non valorizzano adeguatamente il loro titolo di studio, risultando sottoqualificate rispetto alla loro formazione accademica.

La violenza di genere: un problema ancora urgente

La violenza di genere continua a rappresentare un’emergenza sociale in Italia. Nonostante i progressi legislativi — dalla ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2013, al Codice Rosso del 2019, fino all’istituzione del numero antiviolenza 1522 nel 2024 — la situazione resta preoccupante.

Una recente indagine del Dipartimento di Pubblica Sicurezza presenta un quadro complesso: mentre il 95% dei giovani riconosce l’importanza di discutere apertamente di violenza di genere, emergono segnali allarmanti. Il 66% delle ragazze dichiara di aver subito pressioni dal proprio partner sul modo di vestirsi, e quasi la metà dei ragazzi ritiene normale controllare i profili social delle proprie compagne, come evidenziato dall’analisi dei questionari “I giovani e la violenza di genere” del 2024.

Il percorso verso un reale cambiamento culturale è in atto, ma le sfide restano numerose e richiedono un impegno costante da parte della società e delle istituzioni per garantire pari opportunità e sicurezza alle giovani donne in Italia.



Author: Tony
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