Ripple recupera il 40% delle perdite dopo il peggior crollo

XRP ha recuperato parte delle perdite vissute durante una sessione di contrattazioni particolarmente turbolenta venerdì, risalendo dopo un crollo del 41% e chiudendo sopra i 2,47 dollari, grazie a offerte da parte degli investitori istituzionali che hanno ricostruito posizioni dopo le liquidazioni dettate dal panico.

La sessione ha registrato un range di prezzo di 1,14 dollari — da un massimo di 2,77 a un minimo di 1,64 dollari — uno dei più ampi nella storia delle contrattazioni di XRP nel 2025. Questo movimento è stato amplificato da una deleveraging macroeconomica e da massicce liquidazioni di futures nei principali mercati.

Dettagli Principali

XRP è sceso da 2,77 a 1,64 dollari tra le 16:00 del 10 ottobre e le 15:00 dell’11 ottobre, segnando un calo intraday del 41% prima di risalire fino a 2,49 dollari.

Oltre 150 milioni di dollari in futures su XRP sono stati liquidati a causa dell’annuncio di tariffe al 100% da parte di Donald Trump, evento che ha generato un’ondata di avversione al rischio su più asset.

Il volume intraday ha superato gli 817 milioni, quasi triplicando la media degli ultimi giorni, mentre la volatilità ha raggiunto punte del 41%.

Gli investitori istituzionali hanno incrementato le loro posizioni tra 2,34 e 2,45 dollari, approfittando del rimbalzo per riallocare esposizioni.

La resistenza chiave si attesta a 3,05 dollari, con proiezioni di crescita verso 3,65-4,00 dollari qualora la spinta rialzista dovesse mantenersi.

Contesto ed Evoluzione

Il brusco shock macroeconomico rappresentato dall’introduzione di nuove tariffe tra Stati Uniti e Cina ha innescato operazioni forzate di vendita nei mercati rischiosi. XRP è crollato temporaneamente fino a 1,64 dollari, ma ha mostrato pronta stabilizzazione grazie a offerte ponderate in base al volume che hanno assorbito la pressione di liquidazione.

I dati sui derivati hanno confermato una fase di capitolazione: l’open interest è sceso del 6,3% nel giro di una notte, con liquidazioni di posizioni long prevalenti rispetto a quelle short in un rapporto di 15 a 1.

Gli analisti interpretano il recupero come una “riallocazione istituzionale” piuttosto che come un fenomeno causato da volatilità tra investitori retail, con i fondi di investimento che hanno aumentato esposizioni spot nella zona dei 2,40 dollari, sostenuti da afflussi legati agli ETF e da un miglioramento del sentiment in relazione alle integrazioni bancarie di Ripple.

Riassunto dell’Azione di Prezzo

La flessione più significativa si è verificata tra le 19:00 e le 21:00 UTC, con un calo di 1,08 dollari su un volume di 817 milioni, rappresentando la cosiddetta “candela di capitolazione” della settimana.

Successivamente c’è stato un immediato rimbalzo fino a 2,34 dollari che ha creato una nuova base di supporto. Da lì, il prezzo è salito gradualmente fino a 2,49 dollari entro le 15:00 UTC.

L’ultima ora di contrattazione ha mostrato una fascia di prezzo stabile tra 2,46 e 2,49 dollari, con un volume di 2,2 milioni, segno evidente di consolidamento piuttosto che di deflussi.

La struttura del mercato si è riorganizzata confermando il livello 2,47-2,48 dollari come supporto a breve termine, dimostrando l’assorbimento della volatilità precedente.

Analisi Tecnica

I livelli di supporto coprono il minimo di capitolazione a 1,64 dollari e la fascia 2,40-2,45 dollari che rappresenta un’area di accumulo.

La resistenza centrale è posta a 3,05 dollari; una chiusura sopra questo livello potrebbe segnare l’inizio di un recupero strutturale.

Il volume di 817 milioni, a fronte di una media degli ultimi 30 giorni di circa 270 milioni, indica un livello di rotazione tipico di una fase di capitolazione.

Si sta sviluppando un canale di recupero rialzista, con gli indicatori di momentum che mostrano segnali positivi sopra i 2,47 dollari.

L’RSI è risalito dopo una fase di ipervenduto, mentre l’MACD sul grafico a istogramma indica una tendenza a invertire la rotta, avvicinandosi allo zero.

Fattori da Monitorare per i Trader

Gli operatori guardano con attenzione a se il livello di 2,47 dollari si confermerà come supporto solido durante le sessioni asiatiche del weekend.

Si valutano le offerte di acquisto da parte di desk istituzionali nella fase post-liquidazione.

Rilevante sarà osservare il flusso legato agli ETF, soprattutto a seguito del lancio del 21Shares TDOG e delle sue conseguenze sul mercato.

Dal punto di vista tecnico, una rottura al rialzo sopra la fascia 2,90-3,00 dollari riaprirebbe le opportunità di posizionamento long con target verso 3,65 dollari e oltre.

Infine, il contesto macro rimane fondamentale, con attenzione rivolta all’evoluzione delle tensioni tariffarie e al loro impatto sulla correlazione tra criptovalute e mercati finanziari tradizionali.