Marelli, Iveco, Italdesign: il grande riassetto dell’auto che cambia il lavoro di migliaia di persone
- 11 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La profonda crisi che sta interessando il settore automobilistico in Italia e in Europa si riflette chiaramente nel numero crescente di cambi di proprietà e ristrutturazioni all’interno di importanti gruppi impegnati nella componentistica e nell’ingegneria automotive. Questo fenomeno testimonia un’accelerazione nel riassetto delle filiere europee del settore.
In Italia sono circa 23.000 i lavoratori coinvolti, da Marelli fino alle vicende legate a Lear, con oltre la metà concentrata nella sola provincia di Torino. Il processo ha preso avvio in primavera con Marelli (5.900 dipendenti in Italia), coinvolta in una procedura di Chapter Eleven che ha investito questo storico marchio italiano, ceduto dal Gruppo FCA al fondo KKR nel 2019 e ora acquisito dal gruppo di creditori guidato da Strategic Valuer Partners.
Successivamente l’attenzione si è spostata su Iveco, con 14.000 dipendenti in Italia, di cui 1.500 nel ramo Iveco Defence, che è in fase di passaggio di proprietà al gruppo indiano Tata. Parallelamente, si registrano le situazioni di circa 1.200 tecnici e ingegneri di Italdesign, i 370 dipendenti di Lear e i 3.200 lavoratori di Dana Holding Corporation recentemente acquisiti dal gruppo americano Allison.
Il trasferimento di Iveco Defence a Leonardo sembra destinato a essere gestito senza grandi difficoltà, mentre l’ingresso di Tata al timone di uno dei pilastri storici dell’industria italiana, finora appartenuto alla galassia Exor, ha sollevato numerosi interrogativi. I sindacati hanno infatti chiesto con forza l’apertura di un tavolo di confronto presso il Mimit, per discutere delle prospettive di Iveco, della produzione di motori e della conservazione delle competenze ingegneristiche all’interno del gruppo.
Per quanto riguarda l’azienda di ingegneria automotive fondata da Giorgetto Giugiaro e ceduta ai tedeschi di Audi nel 2010, il futuro potrebbe vedere l’ingresso della società statunitense UST Global, specializzata in software e tecnologie digitali e già attiva nel settore automotive. La decisione finale su questo cambiamento dovrà essere presa dai consigli di sorveglianza di Audi e successivamente da quelli di Volkswagen, con una deadline prevista entro la fine di novembre.
I sindacati esprimono preoccupazione non solo per la possibile cessione di Italdesign, ma anche per l’eventualità di una riduzione del personale fino al 20% qualora la casa automobilistica tedesca decidesse di mantenere l’azienda.
Per i dipendenti di Marelli è atteso un piano industriale che verrà presentato dall’assemblea dei creditori, in un contesto di mercato particolarmente difficile a causa del calo dei volumi produttivi in Italia da parte di Stellantis.
La situazione di Lear a Grugliasco, azienda storica nel settore della produzione di sedili, è invece proseguita in uno stato di incertezza dopo la perdita dell’importante commessa per Maserati. Recentemente Fipa, impresa intenzionata ad acquisire l’asset industriale, ha dichiarato la volontà di riassorbire 208 lavoratori nell’ambito di un piano di reindustrializzazione — che contempla anche la fabbricazione di quadricicli — sviluppato con investimenti cinesi.
Infine, le Officine Vica, con un organico di circa 370 addetti, sono passate sotto il controllo di una nuova proprietà cinese, Haoxin.