Confindustria Canavese e Intesa Sanpaolo insieme per un nuovo accordo strategico

Un nuovo accordo quadriennale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo prevede un plafond di 17 miliardi di euro destinati alle imprese del Piemonte per favorire gli investimenti, l’innovazione e l’accesso al credito. Questa iniziativa si inserisce in un programma nazionale che metterà a disposizione complessivamente 200 miliardi fino al 2028 per sostenere la crescita del sistema produttivo italiano.

La presentazione delle misure si è svolta a Ivrea, presso la sede di Confindustria Canavese, dove sono stati illustrati gli strumenti messi in campo per promuovere la competitività delle aziende piemontesi, sia sul mercato interno sia all’estero. Gli interventi mirano a incentivare l’adozione di modelli produttivi innovativi, supportando tematiche chiave come la Transizione 5.0, l’Intelligenza Artificiale e le Scienze della Vita. Un focus è riservato anche al supporto dei lavoratori tramite il Piano per l’Abitare Sostenibile, volto a migliorare la qualità della vita e attrarre talenti nel settore industriale.

Particolare attenzione è stata dedicata alla ricerca applicata e all’analisi dei trend innovativi. La collaborazione con l’Intesa Sanpaolo Innovation Center punta a valorizzare PMI e startup aderenti a Confindustria Canavese, offrendo loro strumenti finanziari e di consulenza strategica.

Stefano Cappellari, Direttore Regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo, ha spiegato:

“Sosteniamo il tessuto produttivo locale offrendo credito, soluzioni finanziarie e consulenza mirata. Questo sostegno si rafforza grazie al rinnovo dell’accordo con Confindustria, che per il Piemonte mette a disposizione 17 miliardi di euro, parte dei 200 complessivi dedicati a livello nazionale.”

Paolo Conta, Presidente di Confindustria Canavese, ha sottolineato:

“Abbiamo collaborato con impegno al fianco di Intesa Sanpaolo per attivare concretamente le risorse destinate alle nostre imprese. Queste rappresentano un’occasione reale per rafforzare la competitività aziendale e accompagnare le imprese in un imprescindibile percorso di trasformazione e riposizionamento strategico.”

L’incontro a Ivrea ha rappresentato un momento di confronto diretto tra istituzioni bancarie, associazioni di categoria e imprenditori locali. Durante una tavola rotonda, si è discusso delle strategie volte a sostenere lo sviluppo regionale e a gestire le incertezze dei mercati attraverso la digitalizzazione e l’innovazione. Tra i partecipanti, anche Barbara Duvall, Amministratore Delegato di SEICA SpA, azienda con sede a Strambino, leader nella produzione di sistemi di test automatico adottati a livello globale.

Le principali misure dell’accordo

Il nuovo patto prevede diverse aree di intervento, finalizzate a stimolare la crescita e la solidità delle imprese:

• Investimenti in modelli produttivi evoluti ad alto potenziale, con priorità ai settori dell’Aerospazio, Energia e Idrogeno, Robotica, Intelligenza Artificiale e Scienze della Vita.

• Accelerazione della transizione sostenibile, in linea con il Piano Transizione 5.0, che promuove processi tecnologici innovativi e l’adozione dell’economia circolare per ottimizzare l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.

• Supporto alla ricerca e all’innovazione, favorendo la nascita e la crescita di startup e PMI ad alto contenuto tecnologico, tramite finanziamenti dedicati e servizi specializzati.

• Rafforzamento della governance aziendale e della struttura patrimoniale e finanziaria, mediante soluzioni innovative per diversificare le fonti di finanziamento e riequilibrare i livelli di indebitamento.

• Attuazione del Piano per l’Abitare Sostenibile, nato per migliorare la mobilità e favorire l’attrazione e la fidelizzazione dei talenti nel settore industriale italiano.

Questi interventi mirano a consolidare il tessuto produttivo del Piemonte e a favorire la competitività delle imprese in un contesto economico in continua evoluzione, consentendo loro di interpretare con successo le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale.

Il protocollo presentato oggi rafforza e rinnova la collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria, un partenariato iniziato nel 2009 che, con oltre 450 miliardi di euro di crediti concessi al sistema produttivo italiano in quindici anni, ha promosso un’evoluzione significativa del rapporto tra banca e impresa. Questa sinergia ha accompagnato le esigenze di piccole e medie imprese e industrie più mature anche nei momenti più difficili. Numerose iniziative congiunte, supportate anche da garanzie governative, hanno permesso di erogare nuovo credito a decine di migliaia di imprese, prevalentemente Pmi, che costituiscono il cuore del Made in Italy nel mondo.

L’incontro è stata anche l’occasione per illustrare le nuove collaborazioni tra Confindustria Canavese e Intesa Sanpaolo Innovation Center, società del Gruppo impegnata nell’analisi di scenari futuri, nella realizzazione di ricerche applicate, nel supporto a startup ad alto potenziale e nell’accelerazione della trasformazione aziendale tramite l’open innovation e i principi dell’economia circolare. Laura Li Puma, responsabile Applied Research & Innovation Hubs dell’Innovation Center, ha spiegato che questa collaborazione sosterrà attività di studio e analisi di fattibilità per progetti di ricerca sostenibile in ambiti come neuroscienze, intelligenza artificiale e robotica, con particolare attenzione al rapporto uomo-macchina. Inoltre, saranno realizzate analisi sui trend innovativi più rilevanti e programmi di accelerazione, accompagnamento e sviluppo commerciale per imprese e startup aderenti a Confindustria Canavese, con una prospettiva di networking internazionale.

Stefano Cappellari, Direttore Regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna per la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: «Il Piemonte sta attraversando una fase di profonda trasformazione ed è ben preparato ad affrontare il clima di incertezza geopolitica attuale, grazie soprattutto alla determinazione e tenacia dei suoi imprenditori, che pongono al centro l’innovazione e l’export. Il Canavese si distingue per competenze elevate nella micromeccanica, meccatronica e informatica, oltre che per una forte sensibilità verso l’ecosistema digitale, di cui è stato un pioniere. Per mantenere la competitività, le imprese devono continuare a investire nelle transizioni verde e tecnologica, così come negli obiettivi ESG, estendendo la propria presenza anche a nuovi mercati. Intesa Sanpaolo sostiene il sistema produttivo locale fornendo credito, strumenti finanziari e consulenza strategica, un supporto che si rafforza con il rinnovo dell’accordo con Confindustria, che per il Piemonte mette a disposizione 17 miliardi di euro sui 200 complessivi a livello nazionale.»

Paolo Conta, Presidente di Confindustria Canavese, ha commentato: «Il nuovo accordo quadriennale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo rappresenta un intervento concreto a sostegno del tessuto imprenditoriale locale ed è una risposta strategica alle esigenze di crescita e trasformazione del sistema produttivo del nostro territorio. Le misure previste creano importanti opportunità per avviare un ciclo virtuoso di investimenti e migliorare la competitività delle nostre imprese sui mercati nazionali e internazionali, affrontando le sfide della Transizione 5.0, dell’Intelligenza Artificiale e della sostenibilità. L’accordo nazionale, che destina ingenti finanziamenti al nostro territorio, trova subito concreto riscontro con l’intesa firmata con Intesa Sanpaolo Innovation Center, la quale permetterà di sviluppare progetti in ambito tecnologico avanzato, concentrandosi in particolare sul rapporto uomo-macchina, definito nel concetto di Umanesimo Tecnologico. Come Confindustria Canavese, abbiamo lavorato intensamente con Intesa Sanpaolo per rendere disponibili queste risorse alle nostre imprese, consapevoli che siano un’opportunità fondamentale per accrescere la loro competitività e accompagnarle in un percorso di trasformazione e riposizionamento.»

L’economia italiana evidenzia segnali crescenti di capacità di adattamento nonostante le numerose tensioni e crisi geopolitiche in corso. Questo grazie alla solidità del settore manifatturiero nazionale, all’ampio risparmio accumulato dalle famiglie e alla stabilità del sistema bancario. Nel corso dell’anno, si prevede che l’andamento economico sia sostenuto dal recupero del potere d’acquisto delle famiglie, che dovrebbe tradursi in una maggiore domanda di beni e servizi. Anche i tassi di interesse più bassi favoriranno un incremento degli investimenti, specie nelle aziende più innovative e a conduzione giovanile. Un ulteriore stimolo agli investimenti è atteso dalla realizzazione accelerata dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Dal punto di vista settoriale, un’indagine del Research Department di Intesa Sanpaolo svolta tra il personale che si occupa delle relazioni con le imprese evidenzia un quadro variegato. La crescita prevista per il 2026 sarà trainata da settori come i servizi avanzati, le utilities, la filiera del turismo, il settore sanitario e dell’assistenza, nonché i trasporti e la logistica, comparti nei quali il Piemonte si distingue per competitività e dinamicità. La stessa ricerca segnala prospettive positive nell’ambito delle costruzioni, in particolare per quanto riguarda infrastrutture e ristrutturazioni residenziali.

La situazione risulta più complessa nel comparto manifatturiero a causa della trasformazione in atto nell’automotive, settore di grande rilevanza per la regione, e dalle incertezze generate dalla politica commerciale degli Stati Uniti. Dopo l’accordo raggiunto tra Stati Uniti ed Europa, dal primo agosto i dazi sulle merci europee sono stati elevati al 15%, rispetto al 2,5% di inizio anno. L’intesa prevede però l’esenzione dai dazi per i farmaci generici europei, estesa anche ai relativi ingredienti e precursori chimici, nonché per l’intera filiera aerospaziale, settore che sta assumendo un’importanza crescente nell’economia piemontese. Permane però l’attesa per il completamento delle negoziazioni ancora in corso tra Unione Europea e Stati Uniti per delineare un quadro definitivo e chiaro.

Un’indagine recente condotta tra il personale di Intesa Sanpaolo che supporta le imprese nei processi di internazionalizzazione ha evidenziato le strategie adottate dalle aziende per affrontare i dazi imposti dagli Stati Uniti. Si riscontra un’elevata capacità di reazione, con molte imprese italiane impegnate a esplorare nuovi mercati per ampliare la propria clientela: questa strategia è segnalata da tre intervistati su quattro. In Piemonte, ad esempio, nei primi sei mesi del 2025 le esportazioni sono cresciute significativamente in mercati emergenti ad alto potenziale in Sud America e nell’Est Europa. Parallelamente, oltre alla pratica di anticipare alcune spedizioni verso il mercato nordamericano (fenomeno confermato anche dai dati nazionali di commercio estero), una parte consistente degli intervistati riferisce un possibile ripensamento delle politiche di approvvigionamento, con una riduzione degli acquisti dagli Stati Uniti a vantaggio di fornitori di altre aree geografiche. Seguono altresì la revisione dei listini prezzi e l’interesse da parte di operatori italiani ad aprire nuove filiali commerciali e unità produttive sul territorio statunitense. È importante notare che in Piemonte l’export verso gli Stati Uniti ha già registrato un calo nel 2024 e nei primi sei mesi del 2025, situazione attribuibile principalmente ai settori automotive e meccanico.

Secondo i dati raccolti dall’indagine, la leva della qualità continuerà a essere un elemento chiave per mantenere un vantaggio competitivo, rendendo le produzioni italiane difficilmente sostituibili con prodotti locali o di altri concorrenti. Sette intervistati su dieci ritengono infatti che l’impatto negativo dei dazi potrà essere attenuato proprio grazie all’eccellenza qualitativa dei prodotti italiani. Viene inoltre sottolineata l’importanza delle strategie messe in atto dalle imprese: solo il 22% delle aziende coinvolte dichiara che l’effetto dei dazi sarà significativo e non mitigabile con azioni correttive.

In prospettiva, sarà cruciale affrontare non solo i rischi di mercato tradizionali, ma anche quelli legati all’energia, alle forniture, alla sicurezza informatica, agli impatti ambientali e climatici, oltre che a quelli reputazionali. Questa evidenza emerge da una recente indagine condotta su filiali aziendali e gestori di aziende retail in Piemonte.

L’analisi mette in luce anche il crescente impegno delle imprese nel miglioramento dei processi produttivi, nell’innovazione tecnologica e nell’autoproduzione di energia. In particolare, le aziende che investono in ricerca e sviluppo ottengono notevoli incrementi di produttività. Nel settore manifatturiero, ad esempio, il valore aggiunto per addetto nelle imprese innovative supera di circa 40.000 euro quello delle aziende prive di attività di innovazione.

I vantaggi derivano da una vasta gamma di settori e dimensioni aziendali. Inoltre, è stata evidenziata una correlazione positiva tra l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili o l’installazione di macchinari con elevata efficienza energetica e la produttività complessiva.

La competitività delle imprese sarà inoltre strettamente legata alla diffusione crescente dell’intelligenza artificiale nel tessuto produttivo. Questa tecnologia, se adottata in modo efficace nei diversi ambiti operativi delle aziende, promette di offrire vantaggi sostanziali in termini di efficienza e innovazione.



Author: Tony
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