Borsa e difesa europea in rosso con il calo dei rischi geopolitici
- 10 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’intesa raggiunta tra Israele e Hamas riguardo a un piano di pace per la striscia di Gaza, che include anche la liberazione di ostaggi, ha contribuito ad attenuare le tensioni geopolitiche nella regione mediorientale. Questo sviluppo ha avuto un impatto diretto sui mercati finanziari, in particolare sul comparto della difesa, il quale ha registrato una fase di contrazione dopo mesi di forte crescita dovuta all’intensificarsi delle crisi internazionali.
Gli analisti di Saxo spiegano come i titoli legati alla difesa abbiano beneficiato in passato di un significativo incremento, legato al cosiddetto premio per il rischio geopolitico, soprattutto a seguito degli attentati avvenuti il 7 ottobre di due anni fa. Con la diminuzione delle tensioni, questi titoli hanno subito una flessione.
A Piazza Affari, ad esempio, il gruppo Leonardo-Finmeccanica ha registrato un calo, posizionandosi tra le peggiori performance del FTSE MIB. Dopo un rialzo che aveva portato le azioni a raddoppiare il loro valore, passando dai 26 euro di inizio anno ai livelli attuali, gli investitori hanno adottato un atteggiamento più prudente.
Situazione simile si è osservata in altri mercati europei, con ribassi per le società Rheinmetall e Hensoldt a Francoforte, oltre che per Thales a Parigi e Bae Systems a Londra.
Prospettive per l’industria della difesa europea
Nonostante questo rallentamento, molti esperti ritengono che il calo dei titoli difensivi sia temporaneo. La necessità di un rafforzamento della difesa europea rimane infatti centrale, anche in considerazione del fatto che il conflitto tra Russia e Ucraina non si è ancora risolto.
L’Unione Europea, grazie anche all’approvazione del regolamento Safe, sta pianificando un aumento della spesa militare interna e un potenziamento dell’industria europea nel settore difensivo, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni militari dagli Stati Uniti, che rappresentano il 64% del totale nel 2024.
Inoltre, il progetto denominato Readiness 2030 — precedentemente noto come ReArm Europe — mira a mobilitare investimenti fino a 800 miliardi di euro entro il 2030. L’iniziativa intende stimolare i paesi membri a incrementare la spesa nel settore e a collaborare attraverso appalti congiunti, focalizzandosi sulle carenze di capacità e promuovendo lo sviluppo di un’industria della difesa europea più autonoma e competitiva.