Bessent afferma che gli Stati Uniti hanno chiuso il 2025 fiscale con un rapporto deficit-Pil più basso
- 9 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Scott Bessent, Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, ha annunciato che l’anno fiscale 2025 si è concluso con un rapporto deficit/PIL inferiore rispetto all’anno precedente, manifestando un cauto ottimismo per il 2026. Ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno procedendo verso una riduzione dei disavanzi senza provocare una recessione.
A causa del blocco governativo, il Tesoro non è stato in grado di comunicare la cifra esatta del deficit rispetto al PIL per l’anno fiscale 2025; tuttavia, Bessent ha citato il Congressional Budget Office per affermare che la proporzione chiave è risultata più bassa nell’anno fiscale conclusosi il 30 settembre rispetto all’anno precedente.
Ha indicato che il deficit in percentuale del PIL scenderà dal 6,5%, che ha definito il livello più elevato mai registrato in periodi in cui gli Stati Uniti non erano in guerra o in recessione, al 5,9%.
Bessent ha dichiarato durante la sua partecipazione a una conferenza bancaria della Federal Reserve:
“Il rapporto deficit/PIL ora inizia con un cinque.”
Nel suo intervento di giovedì, il Segretario del Tesoro ha anche menzionato la riforma fiscale approvata durante l’estate, osservando che la maggior parte dei contribuenti non ha ancora modificato le trattenute in busta paga per riflettere l’abolizione di alcune imposte, come quelle sulle mance e sugli straordinari, oltre a una tassazione ridotta su previdenza sociale e deducibilità degli interessi per l’acquisto di automobili prodotte negli Stati Uniti.
Di conseguenza, Bessent si attende “importanti rimborsi fiscali” all’inizio del prossimo anno, che ritiene andranno a beneficio soprattutto dei consumatori più poveri, cioè il 50% della popolazione a più basso reddito, garantendo loro un aiuto concreto.
Ha spiegato:
“Modificheranno il loro piano di trattenute, quindi il loro reddito netto effettivo sarà più elevato il prossimo anno.”
Riferendosi anche alle agevolazioni fiscali per le imprese, come la possibilità di dedurre completamente le spese per beni materiali, impianti e fabbriche, Bessent ha aggiunto:
“Sono molto ottimista sul fatto che il 2026 potrebbe essere un anno molto positivo sia per le imprese che per i consumatori.”
Durante la stessa giornata, il Segretario ha affrontato anche temi relativi alla politica bancaria dell’amministrazione Trump, evidenziando l’intenzione di ridurre i requisiti patrimoniali sui mutui e sul credito alle imprese, in modo da favorire un ritorno degli prestiti alle banche tradizionali rispetto agli enti non bancari.
Bessent ha dichiarato:
“Il Tesoro si concentra sull’assicurare che la modernizzazione del nostro quadro patrimoniale elimini l’arbitraggio di capitale che induce le banche a spostare i prestiti verso gli enti non bancari. Questo probabilmente comporterà una riduzione dei requisiti patrimoniali per i prestiti delle grandi banche, per i prestiti corporate con rating investment grade e per alcune altre esposizioni rilevanti.”
Il Segretario ha osservato come il quadro normativo adottato dopo la crisi finanziaria del 2008, noto come Dodd-Frank, stia mettendo a rischio il modello delle banche di comunità.
La quota di prestiti bancari erogati dalle banche di comunità è scesa dal 27% al 20%, mentre il numero di nuove banche di comunità istituite ogni anno è diminuito mediamente a sei dal 2010, rispetto a oltre cento annuali prima della crisi finanziaria. Dal 2010, sono state chiuse circa 3600 banche di comunità, con una riduzione superiore al 45%.
Bessent ha altresì espresso il sostegno dell’amministrazione alle riforme del sistema di valutazione creditizia, all’introduzione di nuovi processi per monitorare la conformità delle banche durante gli esami regolatori e alla creazione di un meccanismo indipendente che consenta alle banche di presentare ricorsi contro le critiche dei regolatori.
Ha inoltre evidenziato l’importanza della coordinazione tra diverse autorità regolatorie per evitare esami duplicati e ha auspicato una revisione dei fornitori delle piattaforme tecnologiche principali nel settore bancario.
Per quanto riguarda i giganti del mutuo Fannie Mae e Freddie Mac, attualmente sotto controllo governativo, Bessent ha sottolineato che eventuali cambiamenti devono evitare l’aumento dei tassi ipotecari e garantire parità di accesso anche per i prestatori più piccoli. Ciò include il mantenimento del cosiddetto “cash window” e prezzi uniformi per grandi e piccole istituzioni.
Ha infine espresso il suo appoggio a un innalzamento dei livelli di assicurazione sui depositi per i conti aziendali non fruttiferi.