Luca de Meo prende in mano le redini di Kering e avvia il piano di rilancio

A meno di un mese dal suo insediamento ufficiale come CEO di Kering, Luca de Meo ha inaugurato il primo importante momento operativo del suo mandato: una plenaria in videocollegamento che ha coinvolto circa 300 dirigenti aziendali del gruppo. Lo scopo principale è stato quello di definire le linee guida del piano di rilancio del colosso del lusso, che detiene marchi di riferimento quali Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga.

Diagnosi e strategie: un piano articolato in dodici punti

Prima ancora di assumere ufficialmente il ruolo, il manager aveva già condiviso un’analisi approfondita della crisi interna e un insieme di dodici linee di intervento da attuare. Le priorità individuate riguardano la riduzione del debito, la razionalizzazione del portafoglio marchi per concentrarsi su quelli con il maggior potenziale e un’attenzione particolare al rilancio di Gucci. La maison di punta del gruppo sta infatti vivendo una fase di profonda trasformazione che coinvolge sia il nuovo Direttore Creativo Demna sia Francesca Bellettini, recentemente designata Presidente e CEO del brand.

Pressioni sul management e possibili ristrutturazioni

Diversi analisti e osservatori di mercato ipotizzano che, oltre alle decisioni strategiche in ambito prodotto e marketing, sarà essenziale procedere a una riorganizzazione del management. In tale scenario si prevede che Francesca Bellettini possa guidare un’ampia revisione delle responsabilità dirigenziali, con possibili sostituzioni di figure considerate non più allineate con le nuove direttive del gruppo.

Questa fase di cambiamento punta, inoltre, a rafforzare la governance operativa e a migliorare l’efficienza interna, aspetti critici per affrontare le sfide del mercato globale e la crescente competizione nel settore del lusso.

Il rilancio di Gucci come fulcro del progetto

Al centro del piano di rilancio c’è senza dubbio Gucci, che rappresenta il punto di forza del gruppo Kering. Il marchio è impegnato in una profonda reinvenzione grazie all’apporto creativo di Demna, che mira a rilanciare l’immagine e l’appeal commerciale, affiancato dalla nuova guida esecutiva di Bellettini. Il loro lavoro congiunto punta a ridefinire la proposta stilistica e a consolidare la posizione di leadership sul mercato del lusso globale.

Questo processo include anche una revisione delle strategie di distribuzione e comunicazione, con l’obiettivo di aumentare la redditività e tornare a un percorso di crescita sostenibile nei prossimi anni.

Contesto e impatti futuri

Il rilancio di Kering arriva in un momento di grande trasformazione per il settore del lusso, segnato da dinamiche di consumo profonde e nuove aspettative da parte di consumatori sempre più esigenti e attenti alla sostenibilità. La sfida per il gruppo sarà trovare un equilibrio tra innovazione, tradizione e responsabilità sociale d’impresa.

Il nuovo corso avviato da Luca de Meo e dal suo team potrà avere ripercussioni significative non solo per l’andamento economico di Kering, ma anche per la definizione del posizionamento competitivo del gruppo nel panorama internazionale del lusso.

L’approccio operativo di Luca de Meo punta a ristabilire efficacia e responsabilità nel gruppo, con una gestione più dinamica e orientata ai risultati tangibili.

Verso una nuova centralità del cliente

Uno dei cardini della visione di de Meo consiste nel “riportare il cliente al centro” delle strategie. L’intento è superare una eccessiva dipendenza dalle interpretazioni soggettive dei direttori creativi, specialmente per l’80% dei prodotti più commerciali come la piccola pelletteria, le calzature e il prêt-à-porter. Per il nuovo amministratore delegato, il gruppo dovrà basare la propria offerta su analisi di mercato, dati di vendita e feedback dei consumatori, preservando al contempo l’identità unica delle maison.

Accelerare i tempi: lusso a velocità doppia

Un ulteriore elemento cruciale del nuovo percorso sarà la velocità nello sviluppo prodotto: de Meo intende ridurre i tempi di produzione da un anno a sei mesi, con l’obiettivo di dimezzarli. Questa sfida rompe con i tradizionali ritmi del lusso e richiama, per alcuni aspetti, il modello del fast fashion, pur mantenendo intatta la qualità e l’esclusività del segmento lusso.

Un outsider con visione strategica

Il percorso professionale di Luca de Meo nel mondo dell’automotive – da Renault a Volkswagen, passando per Fiat e Toyota Europe – testimonia una solida esperienza nella ristrutturazione aziendale. Ad esempio, in Renault ha guidato una riorganizzazione profonda con tagli ai costi significativi. Questo approccio pragmatico e orientato all’azione viene ora applicato a un settore molto diverso, ma comunque bisognoso di cambiamento strutturale. La sua nomina ha sollevato dibattiti nel mondo della moda: da un lato, vi sono sostenitori che la vedono come una scelta innovativa e necessaria, dall’altro chi manifesta dubbi legati alla sua estraneità al settore. Tuttavia, proprio questa distanza potrebbe offrire una prospettiva fresca, meno condizionata dalle dinamiche interne del comparto.



Author: Tony
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