Sicurezza delle imprese cresce l’investimento per proteggere il futuro

Questi dati emergono dal rapporto Physical Security Statistics, realizzato da Scoop Market, che ha esaminato incidenti e trend relativi alle aziende negli ultimi cinque anni. I risultati, presentati durante il Richmond Italia Security Director Forum a Rimini, mostrano come il 60% delle imprese abbia subito almeno una violazione fisica nel quinquennio considerato.

La tutela da furti e sabotaggi nella nuova realtà aziendale

Il report sottolinea che, in un contesto caratterizzato da minacce sempre più sofisticate che spaziano dal furto materiale al sabotaggio, fino alle vulnerabilità legate alla digitalizzazione degli impianti, le aziende sono chiamate a rivedere profondamente i propri modelli di difesa. La sicurezza fisica, per anni relegata a un ruolo secondario rispetto a quella digitale, sta oggi riconquistando centralità nelle strategie aziendali.

La tutela non riguarda più solo la «difesa perimetrale» delle strutture produttive, ma comprende anche interventi mirati a garantire la continuità operativa, la tutela della reputazione e la resilienza complessiva dell’organizzazione.

Incremento dei budget per la sicurezza integrata

In questo scenario, le parole chiave sono «integrazione e complementarietà»: sistemi di videosorveglianza, controllo accessi, sensori ambientali e barriere fisiche non rappresentano più elementi isolati, ma componenti di un ecosistema integrato in grado di interagire con le infrastrutture digitali.

L’obiettivo è quello di creare ambienti capaci di reagire in modo intelligente ed efficiente alle diverse situazioni di rischio. Non a caso, il rapporto evidenzia che solo nell’ultimo anno il 40% delle organizzazioni ha incrementato il budget destinato alle tecnologie di protezione, mentre il 75% delle imprese considera la sicurezza fisica una leva strategica fondamentale.

Accessi controllati e videosorveglianza: le prime scelte

Per quanto riguarda le strategie adottate, il primo intervento prioritario è il controllo degli accessi: il 50% delle aziende investe in questa tecnologia per regolare e monitorare gli ingressi alle aree sensibili, configurando una barriera essenziale per la protezione e la gestione degli spazi.

Al secondo posto, con una quota del 30%, si colloca la videosorveglianza, indispensabile per il monitoraggio costante e la registrazione delle attività sia in contesti pubblici sia privati. Seguono poi i sistemi di sicurezza perimetrale, adottati dal 20% delle imprese, fondamentali per la difesa dei confini e delle strutture da intrusioni non autorizzate e altre potenziali minacce.

Coordinamento e integrazione dei sistemi di protezione

È importante evidenziare l’esigenza di un allineamento funzionale tra tutti i sistemi di sicurezza, per garantire una risposta coordinata alle diverse tipologie di rischio.

Claudio Honegger, amministratore unico di Richmond Italia, sottolinea come la crescente complessità delle minacce imponga un approccio olistico, dove la sicurezza fisica e quella digitale si integrano perfettamente per tutelare asset aziendali e processi.

In questa prospettiva, le imprese devono proseguire nel rafforzamento delle proprie infrastrutture di sicurezza con investimenti mirati e innovativi, al fine di costruire una resilienza sostenibile nel tempo, capace di garantire operatività e fiducia agli stakeholder.



Author: Tony
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