Prezzo dell’oro raggiunge i 4.000 dollari record storico e lascia il Nasdaq indietro il ciclo toro è finito
- 9 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
L’oro è tornato in primo piano nel mercato globale. Attualmente, il mondo si trova in una situazione estremamente incerta: conflitti a più riprese, banche centrali che modificano i tassi di interesse in modo frequente e gli investitori più maturi che accumulano oro come se fosse il 2008. A questo si aggiungono fenomeni come l’inflazione e un dollaro debole, fattori che hanno portato il prezzo dell’oro a raggiungere i 4.000 dollari per oncia.
In pratica, il mondo appare come il personaggio di Gollum con il suo prezioso. Quello che stiamo osservando è un effetto domino che si sta diffondendo nel panorama economico globale.
Il primo evento scatenante è stato rappresentato dalle guerre tra Ucraina e Russia, e successivamente tra Israele e Gaza, che hanno spinto gli investitori a cercare rifugio nell’oro come protezione dalla volatilità e dall’instabilità geopolitica.
Il mercato del lavoro statunitense si sta stabilizzando e l’inflazione sta dando segnali di rallentamento, inducendo molti operatori a prevedere tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Questa aspettativa ha reso meno appetibili gli asset remunerativi come le obbligazioni, aumentando così la domanda di beni rifugio privi di rendimento diretto, come l’oro.
Un ulteriore tassello è stato il deprezzamento del dollaro statunitense, una conseguenza tipica dei tagli ai tassi. Questo ha reso l’acquisto di oro più conveniente a livello globale, poiché praticamente tutte le operazioni finanziarie sono denominate in dollari. Di conseguenza, la domanda di oro è cresciuta ovunque, con molti Paesi che hanno intensificato gli acquisti di questo metallo prezioso.
Infine, con la crisi governativa negli Stati Uniti e le preoccupazioni riguardo all’indipendenza delle banche centrali, i prezzi dell’oro hanno avuto un’impennata significativa. Sorprendentemente, l’entusiasmo per l’oro non accenna a diminuire: nel 2025 il metallo giallo ha registrato una crescita del 53%, superando nettamente indici come il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq. Secondo alcune previsioni, però, è solo l’inizio.
Goldman Sachs stima che il prezzo dell’oro possa raggiungere i 4.900 dollari l’oncia entro la fine del 2026. Parallelamente, J.P. Morgan prevede una media intorno ai 3.675 dollari nella seconda metà del 2025, con un possibile avvicinamento ai 4.000 dollari entro la metà del 2026.
Ma quali sono le implicazioni di questa crescita per il settore delle criptovalute? Ne discutiamo nel dettaglio.
Bitcoin e Oro: un parallelo crescente
Con il superamento della soglia dei 4.000 dollari per l’oro, gli analisti stanno spostando l’attenzione sulle possibili performance del Bitcoin. Secondo Henrik Andersson di Apollo Capital, questo rialzo riflette un più ampio interesse degli investitori verso asset rari e limitati nella quantità.
Henrik Andersson ha affermato:
“Il massimo storico dell’oro mostra chiaramente la domanda degli investitori per beni scarsi. Da questo punto in avanti, riteniamo che Bitcoin sarà l’asset con la performance migliore tra i due.”
Justin d’Anethan, responsabile delle partnership in Arctic Digital, condivide questo punto di vista, sottolineando che il raggiungimento dei 4.000 dollari da parte dell’oro conferma la dinamica che sostiene anche il Bitcoin.
Descrivendo questo fenomeno come una “conferma reciproca”, ha aggiunto che entrambi gli asset rispondono in modi analoghi alle pressioni macroeconomiche, quali i deficit statunitensi fuori controllo, la minore credibilità del dollaro e le crescenti tensioni geopolitiche.
Ha proseguito:
“L’oro è un valore consolidato, profondamente radicato nel sistema finanziario tradizionale. Bitcoin si muove invece con maggiore intensità perché è disponibile 24 ore su 24, è più raro e rappresenta una visione più proiettata verso il futuro.”
Esperti come Ted Pillows e James Bull osservano che il Bitcoin tende a seguire le variazioni dell’oro con un ritardo di circa otto settimane, specialmente durante i rally macroeconomici. Questa differenza è attribuibile alla maggiore volatilità di Bitcoin e alla sua sensibilità all’umore degli investitori retail e ai movimenti degli ETF.
L’oro è da sempre un pilastro dei sistemi finanziari tradizionali ed è solitamente più stabile rispetto a Bitcoin, che presenta oscillazioni più marcate nel breve periodo. Tuttavia, nel 2025 entrambi gli asset stanno registrando rialzi sincronizzati: l’oro è aumentato del 50%, mentre Bitcoin è cresciuto del 33%. Questo supporta la definizione di Bitcoin come “oro digitale” e conferma che entrambi rispondono in modo simile alle forze economiche globali.
La tokenizzazione dell’oro: un ponte tra digitale e reale
Con la perdere progressiva di fiducia nei confronti del dollaro, sta emergendo un fenomeno interessante sulla blockchain: la diffusione dell’oro tokenizzato. Negli ultimi mesi, gli investitori si sono rivolti sempre di più a rappresentazioni digitali dell’oro fisico, come Tether Gold (XAUT) e Paxos Gold (PAXG).
Questi strumenti offrono un modo innovativo per coprirsi dalla volatilità, restando all’interno dell’ecosistema digitale. Secondo dati recenti, il numero di wallet crypto che detengono oro tokenizzato è aumentato del 53%, con un circolante di circa 3 miliardi di dollari in token.
Tether Gold, leader del settore, ha incrementato la sua offerta del 52%, mentre Paxos Gold è cresciuto del 50%. Questi token sono garantiti 1:1 da lingotti reali, offrendo così la stabilità dell’oro fisico unita alla flessibilità degli asset digitali.
Essendo basati su blockchain, possono essere utilizzati nelle piattaforme di prestito o come garanzia nel mondo della finanza decentralizzata (DeFi), senza necessità di passare dal sistema off-chain. Questo trend riflette la trasformazione più ampia del settore, verso la tokenizzazione degli asset reali (RWA – Real World Assets), che consente mercati attivi e continui, aperti 24 ore su 24.