L’industria delle macchine per la carta si prende la scena a Lucca

All’apertura del Miac, il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, ha sottolineato:

“Il settore cartario, che in Italia occupa circa 19.000 addetti e genera un fatturato di 8,3 miliardi di euro, sta attraversando un momento critico a causa dei costi energetici più alti d’Europa. Essendo impianti fortemente energivori, c’è il rischio che molte realtà produttive debbano fermarsi, con inevitabili ripercussioni sulla competitività nazionale.”

I dati dei primi sette mesi del 2025 indicano una contrazione della produzione cartaria del 2,5%, mentre il fatturato del primo semestre segna un calo del 3,1%, attestandosi intorno ai 4,2 miliardi di euro. Assocarta sollecita l’intervento del Governo su tre fronti fondamentali: il differenziale di prezzo del gas, le compensazioni ETS e il rilascio energetico.

A livello locale, inoltre, le imprese lucchesi si trovano a dover affrontare costi elevati per lo smaltimento degli scarti di pulper, un residuo difficilmente riciclabile su vasta scala, che potrebbe invece essere valorizzato come fonte energetica.

Tiziano Pieretti, presidente della sezione Carta di Confindustria Toscana Nord, ha evidenziato:

“La mancanza di una politica regionale efficace per lo smaltimento dei residui della lavorazione penalizza fortemente le aziende del territorio.”

Il comparto italiano delle macchine per la produzione cartaria si ritrova nuovamente alla fiera Miac, che si svolge a Lucca dall’8 al 10 ottobre, con la partecipazione di 250 espositori internazionali. Questo evento si conferma uno dei principali punti di riferimento a livello mondiale per l’industria cartaria, soprattutto grazie ai risultati positivi ottenuti nel biennio 2024-2025. Questi successi hanno consentito non solo di recuperare il terreno perso durante la crisi Covid, ma anche di espandere la presenza sui mercati globali, visto che il settore esporta il 95% della propria produzione.

In particolare, il segmento dedicato alle tecnologie per la produzione di prodotti in carta per uso igienico e domestico, come carta igienica, asciugatutto, tovaglioli e fazzoletti, noto come tissue, rappresenta il fiore all’occhiello del distretto lucchese. Questo mercato ha registrato una crescita significativa in Sud e Centro America, mentre ha mantenuto la sua quota sia in Europa che negli Stati Uniti. Per il 2026, l’obiettivo è quello di consolidare ulteriormente questi risultati.

Il distretto e gli investimenti strategici

Giovanni Gambini, coordinatore del gruppo Meccanica per la carta di Confindustria Toscana Nord, ha commentato all’apertura del salone:

“I dazi imposti dagli Stati Uniti non ci preoccupano, perché se gli americani vogliono produrre carta igienica devono acquistare le nostre macchine. Le tecnologie italiane sono leader mondiali nel segmento del converting, ovvero le macchine che trasformano le bobine di carta grezza in prodotti di largo consumo.”

Il distretto di Lucca vanta un centinaio di aziende, con circa tremila dipendenti e un fatturato intorno ai 900 milioni di euro. Gli investimenti proseguono anche sul fronte della produzione: proprio Gambini, che annovera 80 milioni di ricavi previsti per il 2025 con il 95% destinato all’export, ha appena inaugurato uno stabilimento di 3.500 mq a Joinville in Brasile. L’investimento è stato pari a 10 milioni di euro, con una ventina di addetti al momento, numero destinato ad aumentare. L’obiettivo principale è quello di produrre direttamente per il mercato sudamericano, bypassando così i pesanti dazi imposti dal Brasile.

Focus sull’innovazione e le sfide energetiche

Dal punto di vista della ricerca e sviluppo, gli sforzi del distretto lucchese si concentrano su temi cruciali quali l’efficienza energetica, la sicurezza sul lavoro, la riduzione del rumore e l’automazione dei processi per minimizzare i rischi operativi. L’energia rimane la principale preoccupazione sia per i costruttori di macchinari sia per le aziende cartarie clienti.

All’apertura del Miac, il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, ha sottolineato:

“Il settore cartario, che in Italia occupa circa 19.000 addetti e genera un fatturato di 8,3 miliardi di euro, sta attraversando un momento critico a causa dei costi energetici più alti d’Europa. Essendo impianti fortemente energivori, c’è il rischio che molte realtà produttive debbano fermarsi, con inevitabili ripercussioni sulla competitività nazionale.”

I dati dei primi sette mesi del 2025 indicano una contrazione della produzione cartaria del 2,5%, mentre il fatturato del primo semestre segna un calo del 3,1%, attestandosi intorno ai 4,2 miliardi di euro. Assocarta sollecita l’intervento del Governo su tre fronti fondamentali: il differenziale di prezzo del gas, le compensazioni ETS e il rilascio energetico.

A livello locale, inoltre, le imprese lucchesi si trovano a dover affrontare costi elevati per lo smaltimento degli scarti di pulper, un residuo difficilmente riciclabile su vasta scala, che potrebbe invece essere valorizzato come fonte energetica.

Tiziano Pieretti, presidente della sezione Carta di Confindustria Toscana Nord, ha evidenziato:

“La mancanza di una politica regionale efficace per lo smaltimento dei residui della lavorazione penalizza fortemente le aziende del territorio.”



Author: Tony
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