L’università Roma Tre crea la mappa della cultura della Capitale
- 9 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Roma si conferma capitale della cultura con un patrimonio e un’offerta culturale ricchissimi, ma distribuiti in maniera molto disomogenea. Un team di studiosi dell’Università Roma Tre ha realizzato una mappa integrata dei luoghi culturali della città nell’ambito del progetto PNRR “Changes: Cultural Heritage Innovation for Next-Gen Sustainable Society”. Questo strumento rappresenta una fotografia dettagliata di una città con un’attività culturale in crescita, concentrata soprattutto nel centro storico e monumentale.
La ricerca ha identificato sette macro-aree urbane, differenziate in base alla presenza e alla densità dei luoghi culturali, evidenziando un significativo divario tra zone ricche di cultura e altre quasi prive di presenze culturali. La mappa quindi rappresenta un valido supporto per nuove strategie di sviluppo urbano e per gli investimenti del comparto creativo. Si delinea così la possibilità di costruire una Roma più inclusiva, dove la cultura non sia solo un’attrazione turistica ma un mezzo per favorire la coesione sociale.
Il team che ha realizzato la mappa
L’equipe di ricerca di Roma Tre, composta dalle docenti Michela Addis, Giorgia Masili e Caterina Conigliani, ha sviluppato la mappa utilizzando software avanzati di analisi territoriale, attraverso una meticolosa attività di raccolta dati. Sono stati censiti complessivamente 7.422 luoghi culturali suddivisi in 59 categorie diverse, che comprendono biblioteche, archivi, librerie, cinema, teatri, musei, monumenti e siti archeologici.
Emergono notevoli differenze tra centro e periferie: il centro storico ospita 1.169 presidi culturali, con cifre impressionanti come 36 musei e siti archeologici e 27 teatri storici, mentre in molte aree periferiche mancano teatri e cinema. Secondo i dati aggiornati ad aprile 2025, Roma conta inoltre 1.165 archivi, biblioteche e sale studio; 761 basiliche, chiese e cappelle; 528 edicole; 348 librerie; 325 ristoranti; 244 musei, monumenti e aree archeologiche; 229 teatri; 192 ville storiche; 117 cinema; 112 bar, pub e enoteche; 60 discoteche e club da ballo.
Le zone culturali più vibranti
La mappa si basa sulla suddivisione della città in zone urbanistiche, in attesa della conclusione del processo di aggiornamento topografico avviato dal Comune di Roma. Il fulcro della vita culturale è il centro storico, dove sono concentrati 1.669 luoghi tra monumenti, chiese, musei e archivi di rilevanza nazionale, piazze, spazi aperti, strutture ricettive e di ristorazione legate al turismo culturale, oltre a numerosi eventi ospitati.
Al secondo posto si colloca l’Esquilino con 607 presenze culturali, caratterizzato da un mix di spazi storici e luoghi multiculturali, con numerosi teatri, sale polifunzionali e una forte presenza commerciale legata alla cultura. Il terzo posto spetta a Trastevere, noto per i suoi piccoli teatri, locali con musica dal vivo e un importante patrimonio architettonico e religioso, con 358 luoghi censiti.
A seguire troviamo la zona urbana di XX Settembre (282 luoghi culturali), ricca di edifici storici e piazze; Prati (211), nota sia come area residenziale che turistica; l’area dell’Università La Sapienza (178), con numerose biblioteche e spazi di studio; la Zona Archeologica (163); Nomentano (145) e Salario (132), entrambi quartieri storici con consolidate strutture culturali; infine, Aventino (127), caratterizzata da spazi storici e religiosi.
Le zone con minore presenza culturale
Tra le zone urbanistiche con una scarsa o quasi nulla presenza di luoghi culturali emergono Santa Maria di Galeria, area rurale con bassa densità abitativa e solo 3 sedi culturali censite; e altre aree come Casetta Mistica, Castel Porziano, Castel Romano, Bufalotta, Martignano, Acquatraversa e Acqua Vergine, ciascuna con appena 2 luoghi culturali.
Questi dati evidenziano una netta disparità territoriale che rappresenta una sfida per le politiche pubbliche volte a garantire un accesso più equo alla cultura su tutto il territorio comunale. La mappa realizzata, infatti, offre un’utile base per progettare interventi mirati di rigenerazione urbana e per sostenere lo sviluppo delle imprese creative in tutte le aree della città.
La ricerca condotta dagli esperti dell’Università Roma Tre ha evidenziato una significativa disparità nella distribuzione delle strutture culturali nella città, mettendo in luce che in oltre 103 delle 155 zone analizzate non è presente né un museo né un sito archeologico.
In 96 aree manca completamente un cinema, in 83 non è presente nemmeno un teatro, mentre 57 zone risultano sprovviste anche di una libreria o di un punto vendita dedicato ai libri. Questi dati sono particolarmente rilevanti se confrontati con la vivacità degli eventi culturali registrata nel 2023 dalla SIAE, che ha evidenziato un calendario ricchissimo, seppur concentrato principalmente nelle zone centrali della città.
«Una città a più velocità»
Michela Addis, docente presso Roma Tre e responsabile scientifica dello studio, spiega:
“Questa mappatura rappresenta lo stato attuale della cultura nella Capitale e si propone come uno strumento utile non solo per le istituzioni pubbliche, ma anche per le imprese culturali e creative, al fine di avviare una reale trasformazione culturale a Roma.”
“Le zone urbanistiche in cui è stata suddivisa Roma mostrano notevoli disomogeneità interne, motivo per cui il Comune sta procedendo a una revisione delle unità di analisi per ottenere aree più omogenee. Tuttavia, i risultati mettono chiaramente in evidenza che Roma è una città a più velocità: il centro gode di una ricchezza culturale straordinaria, mentre le periferie rischiano di rimanere escluse.”
“Per costruire un’immagine inclusiva e competitiva della città, è indispensabile riequilibrare l’offerta culturale. Il nostro progetto mira a fornire uno strumento operativo affinché Roma possa diventare un laboratorio internazionale di innovazione culturale, in cui il patrimonio non rappresenti solo memoria, ma diventi una leva strategica per il futuro della città e delle sue comunità.”