Vietati Facebook, TikTok, Instagram e WhatsApp fino a 14 anni la stretta della Lega sui social
- 9 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La crescente preoccupazione riguardo agli effetti negativi dei social media, richiamata quotidianamente dalla cronaca, spazia dai casi di incitamento alla violenza e suicidi in diretta, fino agli episodi di dipendenza, ansia e stress. Questa situazione ha spinto la politica a intervenire con diverse proposte di legge presentate sia al Senato che alla Camera, provenienti da vari schieramenti, a volte anche bipartisan. Tutte puntano a regolamentare l’accesso e l’uso delle piattaforme come TikTok, X e Instagram, prevedendo strumenti di tutela specifici soprattutto per i ragazzi più giovani.
La proposta della Lega: social vietati ai minori di 14 anni
L’ultimo disegno di legge giunto in Senato porta la firma di Erika Stefani della Lega, insieme a importanti esponenti del partito, come il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio. Il testo propone innanzitutto il divieto assoluto di utilizzo delle piattaforme digitali per gli utenti al di sotto dei 14 anni.
Per gli adolescenti di età compresa tra 14 e 16 anni, viene richiesto invece il consenso esplicito da parte dei genitori per poter accedere ai social media. In pratica, da questa soglia in poi, i minori possono utilizzare queste piattaforme solo con l’autorizzazione dei tutori legali, i quali dovranno esprimere un consenso preventivo per la navigazione e la fruizione di contenuti online fino al sedicesimo anno di età.
Il disegno di legge attribuisce inoltre alle stesse piattaforme la responsabilità di verificare l’età degli utenti. L’articolo 3, infatti, stabilisce che i gestori debbano dotarsi di sistemi efficaci per accertare l’età e garantire l’acquisizione del consenso dei tutori legali, così da impedire la fruizione di contenuti ai minori di 14 anni senza autorizzazione.
La proposta bipartisan e la soglia a 15 anni
In parallelo, un altro disegno di legge, il numero 1136, è sottoscritto da esponenti del Movimento Meloni, con prima firma della senatrice Lavinia Mennuni, e vede l’adesione di partiti come il Partito Democratico, Forza Italia e la Lega. Questo testo, anch’esso al vaglio delle commissioni di Palazzo Madama, stabilisce l’età minima per l’accesso ai social media a 15 anni, differendo quindi di un anno rispetto alla proposta della Lega.
È prevista la possibilità che i genitori concedano il permesso ai minori di 15 anni per l’accesso a queste piattaforme, amplificando così le responsabilità familiari nella gestione del tempo e dell’esperienza digitale dei giovani utenti.
Entrambe le proposte evidenziano un crescente interesse istituzionale nel regolamentare e mitigare i rischi derivanti dall’uso non controllato dei social media, in considerazione dell’impatto che queste piattaforme esercitano sulla salute mentale e sul benessere dei giovani, in un contesto digitale sempre più pervasivo e complesso.