Caporalato, pm chiede il commissariamento di Tod’s
- 8 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Procura di Milano ha avanzato la richiesta di nominare un’amministrazione giudiziaria per Tod’s spa, colosso italiano del lusso attivo nei settori calzaturiero, pelletteria e abbigliamento di alta gamma, guidato dai fratelli Diego e Andrea Della Valle. L’accusa riguarda la complicità colposa nell’aver favorito un grave sfruttamento lavorativo all’interno della propria filiera produttiva.
La richiesta, presentata dal pubblico ministero Paolo Storari e inizialmente respinta dal Tribunale di Milano in sede di misure di prevenzione, è ora al vaglio della Corte di Cassazione, che ha programmato un’udienza per il 19 novembre. Tod’s, che annovera nel suo consiglio di amministrazione personalità come Luca Cordero di Montezemolo e Luigi Abete, era già coinvolta in precedenti indagini legate al caporalato e allo sfruttamento presso laboratori cinesi utilizzati dall’alta moda italiana, come emerso nell’inchiesta estiva del 2025 che riguardava anche il marchio Loro Piana, controllato da una delle famiglie più ricche al mondo, gli Arnault.
Formalmente, Tod’s non risulta indagata nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Milano. Tuttavia, la società è ritenuta responsabile ai sensi dell’articolo 34 del codice antimafia per «carenze organizzative» e «insufficienze nei controlli», che hanno indirettamente agevolato, in maniera colposa, appaltatori e subappaltatori gravemente sospettati di pratiche di caporalato.
In linea con procedimenti simili già avviati nei confronti di cinque brand di rilevanza nel settore moda, ultimo dei quali Loro Piana spa, la Procura milanese ha richiesto il commissariamento della società. Tuttavia, il Tribunale di Milano ha declinato l’istanza inizialmente per due motivi principali: il primo, relativo alla natura dell’indagine, che si è concentrata principalmente sull’abbigliamento destinato al personale interno e non direttamente rivolto al mercato, quindi con un profilo di esposizione pubblica e rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance) limitato; il secondo riguarda il criterio di territorialità, poiché i controlli del Nucleo Tutela del Lavoro si sono estesi oltre la Lombardia, toccando anche le Marche.
Il Tribunale non ha messo in discussione la validità e correttezza delle ispezioni svolte, ma ha sollevato questioni relative alla competenza territoriale. Di conseguenza, il pubblico ministero Paolo Storari, esperto nel contrasto ai reati di caporalato, ha deciso di presentare ricorso in Cassazione per chiedere una revisione della decisione.