Btc sotto pressione mentre la svolta di Abenomics del premier giapponese Sanae spinge i rendimenti obbligazionari

Le dinamiche del mercato possono mutare rapidamente, anche in pochi giorni. Recentemente, Bitcoin ha raggiunto nuovi massimi storici sia in dollari statunitensi sia in yen giapponesi, favorito dall’approccio espansivo alla politica economica adottato dalla nuova prima ministra giapponese, Takaichi Sanae, orientata alla continuazione delle pratiche ultraleggere di Abenomics. Tuttavia, proprio questa impostazione sembra ora rappresentare un fattore negativo per il BTC, a causa dell’impatto che esercita sul mercato obbligazionario.

Un elemento centrale di Abenomics è l’attuazione di una politica fiscale espansiva, caratterizzata da un aumento della spesa pubblica finalizzata a stimolare la crescita economica. Di conseguenza, l’offerta di titoli di stato potrebbe incrementare, aggravando un quadro fiscale già complesso. I titoli di stato giapponesi sembrano riflettere questa prospettiva, con un aumento dei rendimenti (essendo i prezzi dei titoli inversamente correlati ai rendimenti).

Secondo i dati di TradingEconomics, il rendimento del JGB (Japanese Government Bond) a 10 anni ha raggiunto il 1,70% mercoledì mattina, valore che non si vedeva da luglio 2008. In una sola settimana è salito di 13,31 punti base e nell’arco di dodici mesi ha accumulato un aumento superiore a 76 punti base. Parallelamente, il rendimento a 30 anni ha toccato il 3,34% per poi scendere rapidamente al 3,16%.

L’aumento dei rendimenti obbligazionari tende generalmente a ridurre la propensione al rischio degli investitori, poiché alza il costo del finanziamento, limitando così l’attrattiva di asset più volatili come azioni e criptovalute. Diversi analisti considerano Bitcoin sia un asset rischioso sia una forma digitale di oro, ma i dati storici evidenziano una più stretta correlazione del Bitcoin con i titoli tecnologici.

La crescita dei rendimenti dei JGB è ancora più preoccupante se si considera l’effetto a catena sui mercati obbligazionari globali. Goldman Sachs segnala che la volatilità nel mercato giapponese potrebbe propagarsi ai Treasury americani, intensificando l’instabilità finanziaria. In un recente rapporto, gli strateghi di Goldman Sachs hanno stimato che per ogni aumento di 10 punti base “idiosincratici” sui titoli di stato giapponesi, ci si può aspettare una pressione al rialzo di due o tre punti base sui rendimenti di Stati Uniti, Germania e Regno Unito.

La forza del dollaro e l’impatto sul mercato

L’indice del dollaro ha raggiunto il massimo delle ultime otto settimane, trainato principalmente dalla svalutazione dello yen giapponese, che ha perso circa il 3,5% rispetto al dollaro dal venerdì precedente. Il deprezzamento dello yen è direttamente collegato alle politiche di Abenomics, che prevedono tassi d’interesse bassissimi in Giappone.

In seguito alle dichiarazioni di Takaichi Sanae in favore di queste politiche a inizio settimana, si è ridotta la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone (BoJ) nel corso del mese.

L’indice DXY, che considera il valore del dollaro rispetto a sei valute principali (euro, yen, sterlina britannica, dollaro canadese, corona svedese e franco svizzero), attribuisce il peso maggiore all’euro, seguito dallo yen. Un aumento del DXY solitamente comporta un irrigidimento delle condizioni finanziarie e limita la crescita di asset quotati in dollari, come Bitcoin, l’oro e altre risorse denominate nella valuta statunitense.

Nonostante la fase di stallo nel rally del Bitcoin, l’oro rimane immune a queste fluttuazioni, superando la soglia di 4.000 dollari l’oncia, confermandosi come rifugio sicuro per gli investitori in un momento di incertezza globale.