Matras, VP di Meta Emea: l’Europa può essere protagonista della prossima rivoluzione tecnologica ma deve volerlo
- 8 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Discutendo del rapporto con Europa, il vostro modello di abbonamento “senza pubblicità” ha causato una sanzione da 200 milioni di euro da parte delle autorità UE. Come valutate questa situazione?
In primo luogo, sottolineo che il rispetto delle normative europee è per noi imprescindibile. Abbiamo modificato più volte il modello di business proprio per essere conformi: inizialmente adottando un modello a pagamento senza pubblicità, successivamente adeguando la tariffa, e infine introducendo il modello di “annunci meno personalizzati”, che utilizza minori dati per la visualizzazione delle inserzioni.
Il problema è che ogni volta che ci adeguiamo, sembra che l’obiettivo si sposti un po’ più avanti. In Europa esiste una forte frammentazione normativa, con oltre 100 leggi specifiche nel settore tecnologico e più di 270 autorità regolatorie. Questa complessità non riguarda soltanto noi, ma anche molte startup e scale-up europee, che trovano particolarmente difficoltoso crescere in questo contesto così diversificato.
Non sosteniamo affatto che non siano necessarie regole; al contrario, servono norme robuste che tutelino la concorrenza e la privacy. Tuttavia, è indispensabile raggiungere un equilibrio. Ad esempio, nel Regno Unito è stato trovato un modello più coerente: abbiamo lanciato lì il nostro servizio di abbonamento senza pubblicità senza che ci venisse richiesto di proponete versioni alternative o modelli aggiuntivi.
L’Europa ha tutte le potenzialità per diventare una superpotenza nell’ambito dell’intelligenza artificiale, ma per realizzarlo è necessaria coerenza regolatoria, non frammentazione.
La sfida pratica nella conformità alle norme pubblicitarie
Qual è la difficoltà più rilevante nel rispettare le attuali regole?
La sfida principale riguarda proprio i modelli di pubblicità meno personalizzati. Limitare la capacità di mostrare annunci effettivamente pertinenti ha conseguenze per tutti: le piccole imprese perdono efficacia nella promozione, i consumatori vedono inserzioni meno rilevanti e le piattaforme devono rivedere interamente i propri modelli economici.
Nel sistema tradizionale della pubblicità personalizzata, ogni euro investito da un’azienda genera mediamente quattro euro di ricavi. Se però la targettizzazione viene ridotta, le imprese sono costrette ad aumentare la spesa di circa il 30% per ottenere gli stessi risultati. Questo si traduce in un aumento dei prezzi per i consumatori, minore occupazione e difficoltà per le piccole imprese che non dispongono di budget per la pubblicità su larga scala.
Per noi, la priorità è supportare la crescita delle aziende. Quando queste colgono valore, l’intero ecosistema ne beneficia in modo armonico.