Bmw crolla in Borsa dopo il taglio delle stime pesa la Cina giù anche Mercedes
- 8 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La frenata dell’industria tedesca si riflette nettamente anche sui mercati azionari, e la crisi nel settore automobilistico rappresenta il segnale più evidente. Ad agosto, la produzione industriale in Germania ha registrato una contrazione del 4,3% rispetto al mese precedente, il dato peggiore dall’inizio del 2022, con un calo del 18,5% nella produzione automobilistica, secondo i dati di Destatis, l’istituto statistico tedesco. Questi numeri descrivono le difficoltà della principale economia europea nel superare una stagnazione ormai pluriennale, fortemente influenzata da dazi commerciali, costi energetici elevati e la crescente concorrenza asiatica.
Carsten Brzeski, capo economista di Ing, ha sottolineato:
«Il rischio che la Germania entri in una nuova recessione tecnica è tutt’altro che remoto»,
e ha ricordato come il comparto automobilistico rappresenti da sempre il termometro più attendibile della salute industriale del Paese.
La violenta perdita in borsa di Bmw alla borsa di Francoforte esemplifica questa situazione di crisi. Il titolo del gruppo bavarese ha subito un calo vicino al 9% a metà giornata, dopo che martedì sera la società ha ridotto le stime sugli utili per il 2025, citando una domanda debole in Cina e i ritardi nei rimborsi doganali riconducibili alle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa. La casa automobilistica di Monaco prevede ora un lieve decremento degli utili ante imposte, ribaltando la precedente aspettativa di stabilità, e ha rivisto al ribasso il margine operativo della divisione auto al 5-6% dal precedente 5-7%, oltre a una riduzione del cash flow libero a 2,5 miliardi di euro, praticamente dimezzato.
Il segnale più preoccupante arriva tuttavia da Pechino. Dopo anni di crescita a due cifre, il mercato cinese mostra ora segnali di rallentamento strutturale: le vendite di Bmw hanno registrato un calo dello 0,4% nel terzo trimestre, inferiori alle aspettative, compromettendo i margini di profitto nonostante un aumento dei volumi in Europa e negli Stati Uniti. Secondo gli analisti di JPMorgan,
«Il vero nodo non sono tanto i dazi, quanto la capacità di mantenere il potere di determinazione dei prezzi e la competitività nel mercato cinese entro il 2026»,
mentre UBS e Citi hanno messo in evidenza la significativa esposizione del gruppo al mercato asiatico, che rappresentava più di un quinto del fatturato totale nel 2023.
Le difficoltà di Mercedes-Benz e l’impatto sul settore
La crisi ha coinvolto anche i concorrenti, contaminando l’intero comparto automobilistico. L’indice Stoxx 600 Automobiles & Parts ha perso circa l’1,7%, mentre Mercedes-Benz ha accusato un calo superiore al 3%, risentendo di risultati economici inferiori alle attese. Nel terzo trimestre le vendite globali del gruppo di Stoccarda sono scese del 12%, con un drastico calo del 27% in Cina e del 17% negli Stati Uniti.
Per far fronte alla situazione, Mercedes sta riorientando la produzione di veicoli elettrici verso l’Ungheria, dove assumerà 3.000 lavoratori per la futura produzione della Classe C elettrica. Allo stesso tempo, gli stabilimenti tedeschi di Sindelfingen, Rastatt e Brema subiranno una riduzione della capacità produttiva.
La strategia industriale della casa della stella a tre punte è più articolata rispetto a quella di altri concorrenti, puntando a un contenimento dei costi attraverso la razionalizzazione degli impianti e un piano di risparmi da cinque miliardi di euro annuali entro il 2027. Tuttavia, la sfida principale rimane invariata: preservare la redditività in un contesto caratterizzato da una domanda debole, dalla transizione verso la mobilità elettrica e dalla crescente competizione dei produttori asiatici, sempre più aggressivi.