Nei cobot l’antidoto ai gap di manodopera
- 8 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La produttività si conferma il principale motore che spinge all’adozione di nuove tecnologie robotiche, mentre il costo dell’investimento rimane il principale ostacolo da superare. Questi sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da Universal Robots, leader mondiale nella robotica collaborativa. Lo studio ha coinvolto otto Paesi europei, esaminando l’impatto dei “cobot”, la percezione di questa tecnologia innovativa e lo stato dell’automazione aziendale.
La ricerca si basa sulle risposte di oltre 2.000 professionisti che operano in realtà aziendali impegnate, a vari livelli, nell’introduzione dell’automazione. I risultati indicano che l’84% dei dipendenti manifesta un atteggiamento positivo verso l’implementazione dei robot collaborativi, mentre solo il 3% ha segnalato resistenze.
L’approccio italiano all’automazione
Nel contesto italiano, la spinta verso la robotica e l’automazione nasce principalmente dall’esigenza di aumentare la produttività, indicata dal 62,5% dei decision maker come il fattore principale. Questa percentuale risulta più contenuta rispetto ad altri Paesi come Regno Unito, Germania, Spagna e Polonia, dove il tema della produttività assume un peso ancora più rilevante.
Oltre a migliorare la produttività, le aziende italiane hanno come obiettivi strategici il miglioramento della qualità dei prodotti e la riduzione dei costi. Questo testimonia un orientamento non solo al contenimento delle spese, ma anche e soprattutto alla competitività e all’efficienza sostenibile nel lungo periodo.
Il ruolo della robotica collaborativa
Secondo la ricerca di Universal Robots, la robotica è generalmente accolta con favore: oltre l’83% dei lavoratori intervistati la vede come una reale opportunità, dimostrando un atteggiamento positivo verso l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi produttivi. In questo contesto, i robot collaborativi, o “cobot”, assumono un ruolo di primo piano.
Le previsioni indicano che nei prossimi dieci anni almeno un quarto della forza lavoro sarà affiancato da cobot, mentre più del 15% degli intervistati ritiene che oltre la metà dei lavoratori collaborerà quotidianamente con queste tecnologie. Questo scenario riflette un cambiamento significativo nella struttura del lavoro e nei modelli operativi delle imprese.
Per la maggior parte, oltre il 90% dei rispondenti, i cobot rappresentano uno strumento essenziale per superare la carenza di manodopera, permettendo di automatizzare attività ripetitive o faticose e liberando risorse umane per mansioni a maggior valore aggiunto. Questi dati confermano come la robotica collaborativa stia diventando non soltanto un supporto all’efficienza produttiva, ma anche un elemento fondamentale per rafforzare la resilienza del mercato del lavoro nel contesto italiano.