Perché Jim Cramer considera questo il CEO più sottovalutato d’America

Il conduttore di “Mad Money”, Jim Cramer, ha espresso parole di grande apprezzamento per il nuovo amministratore delegato di Boeing, Kelly Ortberg.

Cramer ha definito Ortberg il “CEO meno apprezzato negli Stati Uniti” durante un’intervista con Brian Sozzi, editore esecutivo di Yahoo Finance, nel podcast Opening Bid Unfiltered.

Kelly Ortberg vanta una lunga esperienza nei settori della difesa e dell’aerospazio. Prima di assumere la guida di Boeing nell’agosto 2024, era presidente e CEO di Rockwell Collins. Quest’anno ha completato il primo anno di gestione della compagnia, ereditando una situazione complessa e critica.

Nel 2019, l’allora CEO Dennis Muilenburg fu destituito in seguito ai tragici incidenti che coinvolsero due aerei 737 Max 9 di Boeing. Il successore, l’ex dirigente di GE Dave Calhoun, ha dovuto affrontare diverse problematiche che hanno caratterizzato il periodo, tra cui un’apertura improvvisa della porta di un aereo Alaska Airlines, il blocco generale da parte della FAA di tutti i 737 Max 9, una crepa al finestrino della cabina, un distacco di un componente del motore e la perdita del muso insieme a una ruota di un aereo.

Brian Sozzi, editore esecutivo di Yahoo Finance, ha conversato con Jim Cramer, conduttore di “Mad Money” e autore, riguardo a queste vicende e all’attuale situazione della società.

Durante il difficile periodo, Boeing ha anche subito uno sciopero dei meccanici durato 53 giorni, seguito da licenziamenti e tagli di posti di lavoro. Le perdite nette hanno raggiunto gli 11,8 miliardi di dollari nel 2024, segnando il secondo peggior risultato economico nella storia dell’azienda.

In questo contesto turbolento, Ortberg è riuscito a insediarsi come CEO con l’obiettivo di migliorare i processi di controllo qualità di Boeing, contenere i costi e ristabilire un rapporto positivo con il governo nazionale, inclusa l’amministrazione dell’ex presidente Trump. La società ha inoltre siglato nuovi importanti contratti per la vendita di aerei con partner come Korean Air, Turkish Airlines e Qatar Airways.

Dal punto di vista finanziario, le azioni di Boeing hanno registrato un incremento del 22% dall’inizio dell’anno. Le vendite del primo semestre sono cresciute del 26% su base annua, raggiungendo i 42,2 miliardi di dollari, mentre la perdita operativa non-GAAP si è ridotta a 234 milioni rispetto a 1,78 miliardi dell’anno precedente.

Il progressivo miglioramento delle performance di Boeing ha catturato l’attenzione di Cramer, che il 2 ottobre ha dichiarato, come riportato da una fonte di mercato, che il suo trust benefico sta acquistando azioni della compagnia “a mani basse nell’ultima quindicina di giorni”.

Jim Cramer ha descritto così lo stile di leadership di Ortberg che sta alimentando la ripresa del gruppo:

“La svolta di Boeing si deve soprattutto al fatto che Ortberg vive la realtà della fabbrica, calandosi ogni giorno sul pavimento di produzione.”

Contesto e prospettive future

La gestione di Kelly Ortberg si presenta come un esempio significativo di leadership in un settore industriale complesso e altamente regolamentato come quello aerospaziale. L’impegno a migliorare la qualità e la sicurezza, unito a una gestione oculata dei costi, è essenziale per riconquistare fiducia nei confronti del mercato e degli investitori.

Inoltre, i contratti pluriennali con compagnie aeree globali rappresentano una solida base per l’espansione commerciale in un mercato post-pandemia in lenta ripresa. Sul fronte economico, la riduzione delle perdite e la crescita delle vendite sono segnali importanti di un’efficace strategia di rilancio.

Il percorso di ristrutturazione di Boeing, sotto la guida di Ortberg, evidenzia la complessità di risanare una grande azienda industriale e la necessità di una leadership pragmatica che sappia coniugare conoscenza tecnica e capacità manageriali.

Gli investitori e gli analisti continueranno a monitorare da vicino i prossimi sviluppi della società per valutare se la nuova governance riuscirà a stabilizzare e far prosperare un’azienda così strategica per l’economia americana e globale.