Bollette più trasparenti ma il cambio fornitore in 24 ore slitta ecco tutte le ultime novità
- 6 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Maggiore trasparenza nei contenuti delle bollette energetiche, divieto per i fornitori di modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali e la durata, e l’impossibilità di risolvere anticipatamente i contratti prima della scadenza prevista. Tra le novità, inoltre, vi è il possibile rinvio dell’entrata in vigore della procedura di cambio fornitore in 24 ore, inizialmente programmata per il 1° gennaio 2026, la quale potrebbe subire un prolungamento se non fossero apportate ulteriori modifiche.
Questi sono solo alcuni degli aspetti contenuti nel decreto legislativo che attua la direttiva europea sul “Disegno del mercato” (Market design), recentemente approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato:
“Questo decreto testimonia l’impegno del governo nel mettere al centro delle scelte energetiche il cittadino, inteso non solo come consumatore consapevole, ma anche come attore fondamentale della transizione verso le energie rinnovabili.”
Analizziamo più nel dettaglio le principali modifiche che potrebbero interessare le bollette energetiche una volta definitivamente approvato il decreto legislativo.
Diritti rafforzati per i clienti: maggiore chiarezza contrattuale
Una delle novità più importanti riguarda l’incremento della trasparenza informativa sulle bollette. Già oggetto di attenzioni da parte dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente, il testo legislativo amplia le disposizioni previste dall’articolo 5 del decreto 210 del 2021, che disciplina i diritti degli utenti finali.
In particolare, si estende l’obbligo di comunicare dettagli precisi non solo riguardo al fornitore – che dovrà indicare in modo più chiaro i propri dati e i contatti per l’assistenza ai consumatori – ma anche in termini di trasparenza sul prezzo, con specifiche sulle tipologie tariffarie, singole componenti di costo, promozioni e servizi complementari.
Tutti questi elementi costituiscono la base della cosiddetta “bolletta 2.0” per luce e gas, fortemente voluta dall’Autorità, e che il nuovo decreto mira a consolidare ulteriormente, sottolineando la necessità di migliorare ancora la chiarezza delle informazioni.
Nuovi vincoli per i fornitori
Un ulteriore punto di rilievo del decreto è rappresentato dal divieto per i fornitori di variare unilateralmente le condizioni economiche e la durata dei contratti a tempo determinato e a prezzo fisso riguardanti la fornitura di energia elettrica.
Inoltre, viene sancita l’impossibilità per il cliente di recedere dai contratti prima della naturale scadenza, garantendo così maggiore stabilità e certezza contrattuale agli utenti finali.
Rinvio sui tempi per la procedura di cambio fornitore in 24 ore
Un altro elemento di modifica riguarda i tempi stabiliti per l’adozione del cambio fornitore in 24 ore, una misura introdotta con l’obiettivo di velocizzare il processo e allineare l’Italia alle direttive europee.
Il decreto, infatti, interviene sull’articolo 7 del decreto 210, spostando la scadenza prevista per l’entrata in vigore da fine 2024 al più generico termine “entro il 2026”. Al momento, il passaggio a un nuovo venditore richiede generalmente da uno a due mesi per essere completato; con la nuova disposizione, il traguardo dei 24 ore potrebbe essere rimandato e dunque i tempi di attuazione della procedura potrebbero allungarsi.
Questa modifica solleva alcune riflessioni sull’efficacia delle tempistiche previste inizialmente e sulla complessità tecnica e amministrativa legata all’implementazione del meccanismo.
In sintesi, il decreto legislativo in discussione rappresenta un tentativo significativo di tutela dei consumatori, bilanciando trasparenza, sicurezza contrattuale e modernizzazione delle procedure di mercato nel settore energetico.
Resta tuttavia da monitorare con attenzione l’evoluzione normativa nei prossimi mesi, poiché potrebbe influenzare in modo rilevante sia le modalità di accesso ai servizi energetici sia le opportunità offerte dalla transizione verso fonti rinnovabili.