La Cina frena i sogni crypto di Hong Kong e le azioni dei broker crollano
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
La commissione cinese per la vigilanza finanziaria ha recentemente frenato l’entusiasmo di Hong Kong verso la tokenizzazione degli asset, invitando in modo discreto le principali società di intermediazione a rallentare le attività legate agli asset reali digitalizzati. Questa mossa ha causato un calo dei titoli azionari a Hong Kong e ha evidenziato il delicato equilibrio tra lo scetticismo di Pechino nei confronti delle criptovalute e le ambizioni di Hong Kong nel settore degli asset digitali.
Negli ultimi giorni, la China Securities Regulatory Commission ha fornito indicazioni informali ad almeno due delle principali società di brokeraggio, invitandole a sospendere temporaneamente le loro operazioni di tokenizzazione di asset reali a Hong Kong, come riportato da fonti attendibili.
Questa azione regolatoria arriva in un contesto in cui molte aziende cinesi hanno lanciato con entusiasmo prodotti legati agli asset reali tokenizzati nel territorio, sfruttando l’interesse crescente per la trasformazione di titoli tradizionali quali azioni, obbligazioni e immobili in token basati su blockchain.
La seduta di borsa del 23 settembre ha rappresentato una brusca sveglia per gli investitori coinvolti nella combinazione tra criptovalute e finanza tradizionale. Le azioni di Guotai Junan International e GF Securities sono scese tra il 2% e il 7,25%, mentre l’indice generale di Hong Kong ha ceduto lo 0,9%.
Questa fase di vendita mette in luce la rapidità con cui il clima regolamentare può mutare nel settore crypto e quanto siano vulnerabili le imprese finanziarie cinesi rispetto ai cambiamenti della posizione ufficiale di Pechino sugli asset digitali. È bene ricordare che Guotai Haitong Securities aveva registrato un aumento del valore azionario superiore al 400% dopo aver annunciato, il 25 giugno, l’approvazione regolatoria per offrire servizi di trading di criptovalute a Hong Kong.
Questo recente richiamo da parte dei regolatori sottolinea il conflitto di fondo tra l’approccio prudente della Cina continentale verso gli asset digitali e la spinta decisa di Hong Kong a diventare un hub globale nel mondo delle criptovalute. Infatti, mentre Hong Kong ha adottato una politica accogliente nei confronti delle imprese legate agli asset virtuali – con 77 società che hanno espresso interesse per la licenza di stablecoin fino al 31 agosto – la Cina continentale mantiene un atteggiamento molto scettico, avendo vietato le operazioni di trading e mining di criptovalute fin dal 2021.
Una fonte ha dichiarato:
“Le recenti linee guida regolatorie mirano a rafforzare la gestione del rischio in questo nuovo settore e a garantire che le affermazioni delle società siano supportate da attività solide e legittime.”
Questa non è la prima iniziativa di Pechino quest’anno per contenere l’entusiasmo verso le criptovalute. Lo scorso mese, infatti, le autorità hanno chiesto ai principali broker locali di sospendere la pubblicazione di ricerche favorevoli agli stablecoin, mostrando una crescente preoccupazione per l’interesse degli investitori nazionali verso le valute digitali.
L’intervento della Cina giunge in un momento particolarmente critico, considerando la crescita esponenziale della tokenizzazione degli asset reali, un mercato globale valutato attualmente intorno ai 29 miliardi di dollari ma che, secondo le stime di China Merchants Securities, potrebbe superare i 2 trilioni di dollari entro il 2030. Questa proiezione probabilmente ha alimentato i timori di Pechino.
Le aziende cinesi non hanno nascosto le loro ambizioni nel settore RWA (Real-World Asset). A giugno, GF Securities ha lanciato i “GF token”, prodotti con rendimento supportati da prezzi in dollari statunitensi, dollari di Hong Kong e renminbi offshore. Lo scorso mese, China Merchant Bank International ha assistito Shenzhen Futian Investment nel collocamento di un’obbligazione digitale da 500 milioni di yuan (circa 70 milioni di dollari) basata su RWA. Anche il gruppo immobiliare Seazen ha annunciato l’intenzione di fondare un istituto a Hong Kong specializzato nella tokenizzazione di asset reali.