Accordo tra Med e Tesya per il primo tender yacht a idrogeno made in Italy
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Realizzare e diffondere sul mercato nazionale e internazionale il primo tender yacht alimentato a idrogeno è l’obiettivo ormai prossimo al traguardo di un accordo tra due aziende emblematiche del made in Italy: il gruppo Med, presente da oltre trent’anni nella produzione di imbarcazioni per uso professionale e militare, e la divisione Marine di Tesya, un’azienda internazionale con 28 sedi nel mondo, appartenente alla famiglia Tedeschi e attiva in vari settori, dalla cantieristica alla transizione energetica, fino alla gestione degli asset e all’intralogistica automatizzata.
Il progetto, denominato H1, intende fondere lusso, tecnologia avanzata e sostenibilità in una barca di 12 metri di lunghezza per 3,2 di larghezza, progettata per ospitare fino a 16 passeggeri. La realizzazione e la consegna sono previste entro otto mesi dall’ordine da parte dell’armatore.
Propulsione a celle a combustibile per una navigazione pulita
H1 sarà equipaggiato con un sistema propulsivo sviluppato dalla Tesya, basato su celle a combustibile alimentate da idrogeno verde compresso. Questa tecnologia permetterà all’imbarcazione di navigare in aree marine protette, definite Ecological Compensation Areas (ECA), e in ambienti naturali di particolare pregio, garantendo un impatto ambientale minimo.
La tecnologia è stata inizialmente testata e perfezionata attraverso le società controllate Cgt e Finanzauto e adottata su due chase boat costruite da Bluegame (parte del gruppo Sanlorenzo), impiegate durante l’ultima America’s Cup dai team statunitense di America’s Magic e francese di Orion Express. Queste imbarcazioni hanno complessivamente percorso oltre 4mila miglia nautiche in navigazioni effettive.
Il design dello yacht tender è stato curato dall’architetto navale e velista Tommaso Spadolini, esperto nel settore e attento all’integrazione tra estetica e funzionalità tecnologica.
Alejandro Benito, marine director del gruppo Tesya, ha spiegato:
“Le chase boat dell’America’s Cup raggiungevano velocità fino a 50 nodi grazie a sistemi di propulsione sia a idrogeno che elettrici. Per il nostro H1 puntiamo a una velocità inferiore, intorno ai 35 nodi. La divisione Marine di Tesya offre soluzioni di propulsione per vari tipi di navi, dai diporti ai cargo, coprendo tutti i segmenti. Attualmente stiamo ampliando la nostra offerta anche nella elettrificazione e nelle tecnologie per combustibili alternativi come idrogeno, metanolo e ammoniaca, tutte opzioni fondamentali per ridurre le emissioni di CO2.”
Un’imbarcazione sostenibile pensata per i mari protetti
Benito ha inoltre sottolineato che il progetto nasce da un’approfondita analisi del mercato:
“Abbiamo individuato un’importante opportunità commerciale rivolta ai proprietari di grandi yacht, che possono utilizzare questo tender per spostamenti su isole o brevi navigazioni. Il mercato appare promettente, soprattutto considerando che in numerosi porti del Mediterraneo, non solo in Italia ma anche in Spagna e Grecia, esiste ormai la possibilità di rifornirsi con idrogeno. Questo aspetto logistico è cruciale: senza una rete efficiente per il rifornimento, anche la barca più innovativa non potrebbe operare efficacemente.”
Il progetto H1 si inserisce così in un contesto in cui la sostenibilità ambientale diventa un valore imprescindibile anche nel settore della nautica di lusso, combinando innovazione tecnologica con attenzione alla tutela degli ecosistemi marini.