La più grande errore di SBF è stato cedere FTX al CEO John Ray
- 4 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Sam “SBF” Bankman-Fried, fondatore ed ex CEO della ormai fallita piattaforma di scambio di criptovalute FTX, ha ammesso che il suo “errore più grande” durante il crollo da 8 miliardi di dollari è stato cedere il controllo dell’azienda a una nuova dirigenza. Secondo lui, questa scelta gli ha fatto perdere un’opportunità dell’ultimo minuto per salvare la società.
Una volta alla guida dell’exchange valutato 32 miliardi di dollari, Bankman-Fried sta attualmente scontando una condanna a 25 anni di carcere per sette accuse di reati gravi legati al tracollo di FTX e della sua società sorella, Alameda Research, avvenuto nel novembre 2022, che ha comportato una perdita di 8,9 miliardi di dollari dei fondi degli investitori.
Riflettendo sulla crisi di FTX, Bankman-Fried ha riconosciuto che la sua “maggior svista” è stata quella di affidare la guida dell’azienda all’attuale CEO, John J. Ray III, l’11 novembre 2022.
Bankman-Fried ha dichiarato a un media internazionale:
“L’errore più grosso che ho fatto è stato cedere l’azienda.”
Secondi dopo aver firmato il trasferimento di controllo dell’exchange, Bankman-Fried ha ricevuto una telefonata riguardo un possibile investimento esterno che avrebbe potuto salvare FTX dal fallimento, ma ormai la sua firma non poteva più essere annullata.
Subito dopo la nomina di Ray a CEO, è stato avviato il procedimento per il fallimento in Chapter 11 l’11 novembre 2022 e il nuovo amministratore ha incaricato lo studio legale Sullivan & Cromwell (S&C) per l’assistenza nelle pratiche legali.
Il 12 dicembre 2022, Bankman-Fried è stato arrestato alle Bahamas, dopo che le autorità americane avevano presentato diverse accuse penali contro di lui. È stato estradato negli Stati Uniti nel gennaio 2023.
Il crollo di FTX è stato causato da un uso improprio dei fondi degli utenti, che ha generato enormi perdite di trading per Alameda Research. Quest’ultima, una società di trading quantitativo, aveva ricevuto senza consenso fondi di clienti di FTX trasferiti da Bankman-Fried per coprire le perdite di trading, fenomeno noto come “Alameda gap”.
Il ruolo di Sullivan & Cromwell nella crisi di FTX
Due giorni prima del deposito del fallimento, il 9 novembre, l’avvocato di Sullivan & Cromwell, Andrew Dietderich, ha proposto a Bankman-Fried il piano per nominare Ray come Chief Restructuring Officer nel contesto di un possibile fallimento in Chapter 11.
Il 16 febbraio 2024 un gruppo di creditori di FTX ha intentato causa contro lo studio legale, accusandolo di aver avuto un ruolo nell’enorme frode alla base del collasso di FTX e di aver tratto benefici economici da questa vicenda. Le accuse includevano concorso in frode e violazione del dovere fiduciario, ma il procedimento è stato ritirato volontariamente nell’ottobre 2024.
Secondo i documenti legali esaminati da agenzie internazionali, Sullivan & Cromwell ha percepito oltre 171,8 milioni di dollari in compensi legali connessi alla bancarotta di FTX fino al 27 giugno 2024.
Il recupero degli asset e i rimborsi ai creditori
A quasi tre anni dal collasso, i creditori di FTX attendono ancora il completo rimborso dei propri investimenti.
L’amministrazione fallimentare di FTX ha iniziato i pagamenti ai creditori a febbraio con una prima tranche di 1,2 miliardi di dollari, seguita da un’ulteriore distribuzione di 5 miliardi a maggio. Con il pagamento di settembre, la società ha restituito in totale circa 7,8 miliardi di dollari.
Si stima che il patrimonio recuperato superi i 16,5 miliardi di dollari, il che significherebbe un’ulteriore distribuzione di circa 8,7 miliardi ai detentori di crediti.
Il piano di rimborso prevede che almeno il 98% dei clienti riceva il 118% del valore originale depositato nei loro conti alla data del novembre 2022.
Il 30 settembre è stata annunciata una nuova tranche di rimborsi pari a 1,6 miliardi di dollari, secondo quanto comunicato da uno dei rappresentanti dei creditori di FTX su un canale social dedicato.
Il crollo di FTX ha scatenato una serie di fallimenti nel settore delle criptovalute, contribuendo a uno dei più prolungati periodi di mercato ribassista nella storia del comparto. Il prezzo del Bitcoin è sceso fino a livelli prossimi ai 16.000 dollari in seguito a questi eventi.
Nel frattempo, il documentario da 2.500 dollari dedicato al tracollo di FTX, disponibile su alcune piattaforme streaming, ha attirato l’attenzione, fornendo un’analisi dettagliata con contributi anche dalla famiglia dell’ex CEO.